* L'AI Global Summit torna a BolognaFiere * I big del settore al tavolo di Bologna * Gli speaker: da Sangiovanni Vincentelli a Pucci * Lombardo: l'intelligenza artificiale è priorità politica * Un ponte tra imprese, istituzioni e società civile
L'AI Global Summit torna a BolognaFiere {#lai-global-summit-torna-a-bolognafiere}
Dal 24 al 26 giugno 2026, Bologna si prepara a diventare il crocevia europeo dell'intelligenza artificiale. Una nuova edizione dell'AI Global Summit, ospitata all'interno del WMF presso il quartiere fieristico di BolognaFiere, promette di catalizzare l'attenzione di addetti ai lavori, decisori politici e semplici curiosi attorno a un tema che, ormai, attraversa ogni ambito della vita economica e sociale.
Tre giorni fitti di panel, keynote e momenti di confronto dedicati alle evoluzioni e alle prospettive dell'AI. Non una semplice vetrina tecnologica, ma un luogo dove mettere a fuoco le implicazioni concrete, dalla ricerca pura alle applicazioni industriali, passando per le ricadute su formazione e mercato del lavoro.
I big del settore al tavolo di Bologna {#i-big-del-settore-al-tavolo-di-bologna}
A rendere particolarmente significativa questa edizione è il parterre delle aziende coinvolte. Stando a quanto emerge dal programma anticipato dagli organizzatori, tra i partecipanti figurano nomi che oggi definiscono la frontiera globale dell'intelligenza artificiale: Nvidia, colosso dei chip che alimentano i modelli generativi, OpenAI, la creatura di Sam Altman divenuta sinonimo di AI conversazionale dopo il lancio di ChatGPT, e Anthropic, tra i competitor più accreditati nel campo dei _large language model_.
La presenza contemporanea di questi tre attori in un evento italiano non è scontata. Segna, se non altro, il riconoscimento di Bologna e del WMF come piattaforma capace di attrarre interlocutori di primo piano a livello internazionale, un po' come accaduto in altri settori con eventi fieristici che hanno saputo conquistare una dimensione sovranazionale. Viene in mente, per restare nel perimetro degli eventi recenti, La Prima Edizione di 'Rise': Un Successo per il Settore del Turismo di Lusso a Roma, a conferma di un'Italia che torna a proporsi come sede naturale di summit tematici di alto profilo.
Gli speaker: da Sangiovanni Vincentelli a Pucci {#gli-speaker-da-sangiovanni-vincentelli-a-pucci}
Il livello degli speaker annunciati conferma l'ambizione dell'evento. Tra i relatori attesi spiccano due figure di rilievo nel panorama della ricerca e dell'innovazione.
Alberto Sangiovanni Vincentelli, professore di lungo corso alla University of California, Berkeley, è considerato uno dei padri della progettazione elettronica automatizzata. La sua voce, nel dibattito sull'AI, porta il peso di decenni di lavoro all'intersezione tra informatica, ingegneria e industria. Non è un guru dell'ultima ora, insomma, ma uno scienziato che ha contribuito a costruire le fondamenta su cui oggi poggiano molte delle tecnologie di cui si discute.
Accanto a lui, Daniele Pucci, ricercatore noto per il suo lavoro nel campo della robotica e del controllo dei sistemi intelligenti. La sua presenza al summit aggiunge una dimensione essenziale: quella dell'AI _embodied_, incarnata in macchine fisiche, che va ben oltre i chatbot e i modelli generativi che dominano il dibattito pubblico.
Lombardo: l'intelligenza artificiale è priorità politica {#lombardo-lintelligenza-artificiale-è-priorità-politica}
A inquadrare il senso complessivo dell'iniziativa ci ha pensato Cosmano Lombardo, fondatore del WMF e figura centrale nell'organizzazione del summit. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni ambigue: _"L'AI è una priorità politica"_.
Una dichiarazione che riflette quanto sta accadendo a livello istituzionale, in Italia e in Europa. Il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, l'AI Act, entrato progressivamente in vigore, ha segnato un punto di svolta nel modo in cui i governi approcciano la materia. E il dibattito italiano, tra la strategia nazionale sull'AI e le iniziative di AgID e del Dipartimento per la trasformazione digitale, conferma che la partita non si gioca più solo nei laboratori di ricerca, ma nelle stanze dove si scrivono le norme e si allocano i fondi.
Lombardo, con il suo richiamo alla dimensione politica, sembra voler dire che un evento come l'AI Global Summit non può limitarsi a celebrare l'innovazione. Deve anche interrogarsi su chi la governa, come la regola, a vantaggio di chi la orienta.
Un ponte tra imprese, istituzioni e società civile {#un-ponte-tra-imprese-istituzioni-e-società-civile}
L'obiettivo dichiarato del summit è proprio questo: costruire un dialogo che metta attorno allo stesso tavolo imprese, istituzioni e società civile. Un triangolo che troppo spesso, nel dibattito sull'intelligenza artificiale, resta spezzato. Le aziende corrono, i regolatori rincorrono, i cittadini osservano con un misto di fascino e diffidenza.
Bologna, a fine giugno, proverà a ricucire questi fili. La scelta della sede non è casuale: BolognaFiere è da tempo un hub riconosciuto per eventi di respiro internazionale, e l'Emilia-Romagna ospita un tessuto produttivo, quello della Motor Valley e del distretto biomedicale, dove l'intelligenza artificiale è già realtà operativa, non solo promessa.
Resta da vedere se la tre giorni riuscirà a produrre risultati tangibili, documenti condivisi, impegni concreti, o se si limiterà a fare da palcoscenico per annunci e presentazioni. La sfida, per il WMF 2026, è tutta qui: trasformare la conversazione in azione.