Il Ministero dell'Istruzione e del Merito conta 59.226 studenti seguiti dalla scuola in ospedale nell'anno scolastico 2022/2023 e 2.067 alunni raggiunti dall'istruzione domiciliare, per un totale di oltre 61.000 ragazzi la cui didattica si svolge fuori dall'aula tradizionale. Gli insegnanti impegnati nelle sezioni ospedaliere sono 955: il rapporto medio è di un docente ogni 62 alunni. Sui numeri e sulla preparazione specifica di questa figura è intervenuta Unicusano, che insieme alla IV Conferenza Internazionale di Scuola Democratica, svoltasi a Roma, ha presentato il master dedicato al pedagogista ospedaliero.
I numeri del servizio: 61.000 studenti e 955 insegnanti
I dati ministeriali distinguono due servizi complementari. La scuola in ospedale (SIO) si attiva nei reparti pediatrici con sezioni scolastiche riconosciute ed è considerata parte integrante del programma terapeutico, in base al principio dell'alleanza fra scuola e sanità. L'istruzione domiciliare (ID) interviene al domicilio dello studente o in strutture di riabilitazione e cura, previa certificazione sanitaria rilasciata dal medico ospedaliero o dai servizi sanitari nazionali, che attesti un'impossibilità alla frequenza di almeno trenta giorni, anche non continuativi. L'attivazione avviene su richiesta della famiglia alla scuola di iscrizione e passa attraverso il consiglio di classe, in raccordo con l'Ufficio scolastico regionale e con l'Asl competente.
Il quadro aggiornato dal MIM descrive una platea composita: patologie oncologiche, malattie croniche, lungodegenze post-traumatiche e condizioni cliniche temporanee. L'offerta oraria indicativa prevede quattro-cinque ore settimanali per la primaria e sei-sette per le secondarie di primo e secondo grado. Secondo la professoressa Elisabetta Faraoni, coordinatrice del master Unicusano, i servizi "faticano a garantire standard uniformi" e permangono differenze territoriali nell'organizzazione e nell'accessibilità delle prestazioni. La richiesta che arriva dagli atenei è quella di rafforzare il coordinamento fra scuola, sanità e territorio.
Il pedagogista ospedaliero e il nodo della formazione
Il master promosso dalle professoresse Faraoni e Rita Minello introduce la figura del pedagogista ospedaliero come snodo di raccordo tra dirigenze scolastiche, famiglie, équipe sanitarie e servizi territoriali. L'obiettivo è dotare i docenti di una preparazione interdisciplinare che unisca scienze della formazione, media education e neuroscienze, perché insegnare in corsia o a domicilio richiede competenze pedagogiche, didattiche e relazionali diverse da quelle del contesto ordinario, con confini chiari tra responsabilità educative e competenze clinico-sanitarie. Nella progettazione didattica rientrano anche le tecnologie digitali e gli strumenti basati sull'intelligenza artificiale, utilizzati per mantenere il collegamento con la classe di appartenenza.
Il tema è stato ripreso dalla IV Conferenza Internazionale di Scuola Democratica a Roma, che ha indicato la continuità educativa come questione di giustizia sociale. Per chi lavora nella scuola o nei servizi sanitari, il quadro operativo e normativo del servizio è consultabile nel fact sheet SIO e ID dell'Ufficio scolastico regionale Emilia-Romagna, che riepiloga definizioni, riferimenti normativi e procedure per attivare i progetti.