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Svastiche e scritte neofasciste in un istituto di Roma: la scoperta a pochi giorni dal 25 aprile

Simboli di Forza Nuova e croci uncinate sui muri della scuola che aveva appena ospitato un'iniziativa antifascista degli studenti. L'ANPI si schiera al fianco della comunità scolastica.

* Scritte neofasciste a Roma: cosa è successo * L'iniziativa antifascista degli studenti e la possibile ritorsione * L'intervento dell'ANPI e la solidarietà alla scuola * Forza Nuova: una sigla già condannata * Il 25 aprile e la memoria che fatica a restare nei muri delle scuole

Scritte neofasciste a Roma: cosa è successo {#scritte-neofasciste-a-roma-cosa-è-successo}

Svastiche, slogan e la firma inconfondibile di Forza Nuova. È quanto si sono trovati davanti studenti e personale scolastico di un istituto romano, dove nelle ultime ore sono comparse scritte neofasciste sui muri della struttura. Un gesto che ha il sapore della provocazione calcolata, arrivato a ridosso della Festa della Liberazione del 25 aprile, e che ha scosso profondamente la comunità scolastica.

Le immagini dei simboli nazifascisti tracciati con vernice nera hanno rapidamente fatto il giro dei social e delle chat studentesche, scatenando indignazione ma anche paura. Non è la prima volta che le scuole della Capitale diventano bersaglio di atti vandalici a sfondo politico, ma la tempistica e le circostanze di questo episodio lo rendono particolarmente grave.

L'iniziativa antifascista degli studenti e la possibile ritorsione {#liniziativa-antifascista-degli-studenti-e-la-possibile-ritorsione}

A rendere il quadro ancora più inquietante è un dettaglio che difficilmente può essere considerato casuale. Solo pochi giorni prima dell'apparizione delle scritte, la Rete degli Studenti Medi aveva organizzato proprio in quell'istituto un evento dedicato ai valori dell'antifascismo e della memoria storica. Un'assemblea partecipata, pensata per avvicinare i ragazzi ai temi della Resistenza in vista dell'anniversario del 25 aprile.

L'ipotesi che le scritte rappresentino una ritorsione diretta contro quell'iniziativa è più che concreta, stando a quanto emerge dalle prime ricostruzioni. La Rete degli Studenti Medi ha denunciato pubblicamente l'accaduto, parlando di un clima di intimidazione che non può essere tollerato.

Questo tipo di episodi, purtroppo, non sono isolati nel panorama scolastico romano. Basti pensare allo Scandalo a Roma: Maestre deridono un bambino autistico durante la pandemia, che aveva sollevato un dibattito enorme sulla responsabilità educativa all'interno degli istituti. Situazioni diverse, certo, ma che condividono un filo comune: la scuola come spazio in cui le tensioni sociali si manifestano con particolare violenza.

L'intervento dell'ANPI e la solidarietà alla scuola {#lintervento-dellanpi-e-la-solidarietà-alla-scuola}

Non si è fatta attendere la reazione dell'ANPI, l'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, che è intervenuta a sostegno della comunità scolastica con una presa di posizione netta. L'associazione ha espresso piena solidarietà agli studenti e al corpo docente, ribadendo come la scuola debba rimanere un presidio democratico e antifascista, non un terreno di conquista per sigle neofasciste.

L'ANPI ha inoltre sottolineato l'importanza di non derubricare l'episodio a semplice vandalismo. Le svastiche sui muri di una scuola, a pochi giorni dal 25 aprile, rappresentano un attacco ai valori fondanti della Repubblica. Un messaggio che va oltre la vernice e che chiama in causa la responsabilità delle istituzioni, a partire da quelle scolastiche e locali.

La sezione romana dell'associazione ha annunciato la volontà di promuovere nuove iniziative nelle scuole del territorio, proprio per rispondere alla provocazione con gli strumenti della cultura e della memoria.

Forza Nuova: una sigla già condannata {#forza-nuova-una-sigla-già-condannata}

Il nome Forza Nuova tracciato sui muri dell'istituto non è quello di un movimento qualsiasi. Si tratta di un'organizzazione di estrema destra che ha una lunga storia di azioni violente e che è stata condannata dalla giustizia italiana per l'assalto alla sede nazionale della Cgil nell'ottobre 2021, un episodio che segnò profondamente il dibattito pubblico sul neofascismo in Italia.

Quel precedente giudiziario rende ancora più significativa la presenza della firma di Forza Nuova in un contesto scolastico. Non si tratta di ragazzate o di gesti improvvisati: quando una sigla politica già condannata per violenza compare sui muri di una scuola, la questione assume inevitabilmente un rilievo anche sul piano della sicurezza e dell'ordine pubblico.

Resta da chiarire se le scritte siano opera di soggetti effettivamente legati all'organizzazione o di emulatori. In entrambi i casi, come sottolineato da più osservatori, il messaggio intimidatorio è lo stesso.

Il 25 aprile e la memoria che fatica a restare nei muri delle scuole {#il-25-aprile-e-la-memoria-che-fatica-a-restare-nei-muri-delle-scuole}

Ogni anno, con l'avvicinarsi della Festa della Liberazione, il dibattito sull'antifascismo torna a infiammarsi. E ogni anno, puntualmente, si registrano episodi che dimostrano quanto la partita sulla memoria storica sia tutt'altro che chiusa, soprattutto tra i più giovani.

Le scuole italiane sono chiamate dalla Costituzione e dalle indicazioni ministeriali a trasmettere i valori della democrazia e della convivenza civile. Le Linee guida per l'insegnamento dell'Educazione civica, aggiornate nel corso degli ultimi anni, insistono proprio sulla centralità della memoria della Resistenza e del ripudio di ogni forma di totalitarismo. Ma tra i documenti ministeriali e la realtà quotidiana degli istituti, il divario può essere enorme.

Gli istituti scolastici romani, peraltro, vivono spesso sotto i riflettori per ragioni diverse. Basti pensare alla recente visita istituzionale raccontata nell'articolo su La Regina Camilla a Roma: una visita all'istituto Alessandro Manzoni, che aveva mostrato il volto migliore della scuola capitolina. L'episodio delle scritte neofasciste ne rappresenta, purtroppo, l'esatto contrario.

La domanda, ora, è cosa faranno le istituzioni. Se l'episodio verrà trattato come un fatto di cronaca destinato a sgonfiarsi in pochi giorni, o se diventerà l'occasione per un intervento strutturale sulla prevenzione del neofascismo negli istituti scolastici. Gli studenti della Rete, intanto, hanno già fatto sapere che non intendono fermarsi. Anzi. La risposta, dicono, sarà ancora più forte.

Pubblicato il: 22 aprile 2026 alle ore 07:50