Il MIM presenta a Brindisi i primi dati sulla sperimentazione IA in 13 istituti superiori: 796 studenti coinvolti, differenze del 5-10 punti tra classi con intelligenza artificiale guidata e classi di controllo. Il 38% dei ragazzi delle classi sperimentali dichiara migliorato il rapporto con i docenti, contro il 30% delle classi di controllo.
Cosa dice l'indagine SWG per DisclAImer
L'indagine L'AI che reinventa la scuola, realizzata da SWG per l'Osservatorio DisclAImer promosso dal Corriere della Sera con Intesa Sanpaolo e il Ministero dell'Istruzione e del Merito, restituisce numeri contenuti. Nelle classi sperimentali il 46% degli studenti chiede che i docenti insegnino a usare correttamente gli strumenti digitali, contro il 36% delle classi di controllo. Il 35% considera prioritario verificare l'affidabilità delle informazioni, contro il 30% nelle classi non coinvolte.
Sul futuro, il 67% vuole una scuola che valorizzi originalità e idee divergenti, il 57% pensa che con l'IA si studierà meno e il 52% che si ragionerà meno. Circa uno studente su due teme che diventi più difficile riconoscere il merito e l'impegno. I risultati sono stati presentati oggi a Brindisi durante DisclAImer, format ideato da Riccardo Luna per il Corriere. La sperimentazione MIM ha coinvolto complessivamente 15 istituti negli ultimi due anni scolastici; SWG ne ha analizzati 13, per un campione di 796 studenti.
Il divario tra 796 studenti e 5.342: l'IA è già ovunque
L'indagine Io e l'Intelligenza Artificiale - Indire, presentata al Festival dell'Innovazione Scolastica di Valdobbiadene a settembre, ha coinvolto 5.342 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, sei volte più del campione ministeriale. I numeri raccontano un fenomeno di massa: il 94% degli studenti usa l'IA almeno occasionalmente, il 62% con frequenza settimanale o quotidiana. Alle superiori chi non la usa mai è appena l'1,5%, mentre gli utilizzatori assidui salgono al 27,7%. L'84% ricorre all'IA per studiare.
Il confronto restituisce una fotografia netta: mentre il ministero misura effetti di percorsi strutturati in 13 scuole, l'IA è già pratica quotidiana in quasi tutte le aule italiane. Il 76% degli studenti dichiara di fidarsi delle risposte dell'IA. Incrociando i singoli questionari, Indire trova quello che i ricercatori chiamano paradosso della fiducia: tra chi dichiara la massima fiducia il 55% non verifica le fonti; tra chi non si fida per nulla, la percentuale sale al 56,1%. I più attenti al controllo sono gli studenti collocati nel mezzo. L'effetto della sperimentazione IA sulla verifica critica, un guadagno di 5 punti nelle classi sperimentali, va letto contro questo sfondo: se la maggioranza degli studenti oggi non verifica quasi mai, spostare qualche punto percentuale con percorsi strutturati non basta a colmare il divario.
Nel 2026/2027 parte la nuova sperimentazione in 4 regioni
Con l'avvio dell'anno scolastico 2026/2027 il ministero lancia una nuova sperimentazione IA: 15 classi distribuite tra Calabria, Lazio, Lombardia e Toscana useranno un assistente virtuale in ambiente cloud, applicato inizialmente alle materie STEM e alle lingue straniere. Il progetto durerà due anni e la valutazione è affidata a INVALSI, che confronta gli esiti delle classi sperimentali con quelli delle classi tradizionali. In audizione alla Commissione Cultura della Camera il 23 settembre, il presidente INVALSI Roberto Ricci ha parlato di primi esiti incoraggianti, ma ha ammesso che non si vedono esiti diretti sugli apprendimenti in alcuni contesti.
Il ministero ha annunciato un piano di formazione da 100 milioni di euro rivolto a docenti e studenti di tutte le scuole. Le Linee guida MIM per l'IA nelle istituzioni scolastiche, firmate il 9 agosto 2025, definiscono i requisiti etici, tecnici e normativi per l'introduzione dei sistemi di intelligenza artificiale. Sul fronte della ricerca sul campo, il tour Indire nelle sette città italiane restituisce un quadro parallelo di come studenti e docenti stanno riorganizzando la didattica. Per docenti e dirigenti, il nodo operativo del prossimo biennio è come integrare uno strumento che i ragazzi già usano quotidianamente fuori dall'aula.
Il gap tra i 796 studenti misurati e le centinaia di migliaia che usano l'IA senza percorso strutturato definirà l'efficacia reale della sperimentazione. La partita si gioca sulla velocità con cui la scuola riesce a portare le competenze critiche a tutti gli studenti, non solo alle classi pilota.