Sparatoria in una scuola di Marsiglia: un fucile da caccia nascosto nella custodia di una chitarra, quattro spari nei corridoi, un preside e una professoressa all'ospedale. L'episodio è avvenuto nella mattinata del 12 ottobre 2026 alla scuola media Joseph-Lakanal di Aubagne, nella periferia della città francese, dove uno studente di 14 anni ha aperto il fuoco.
I fatti di Aubagne
Il preside, 57 anni, è stato colpito a un'anca. L'insegnante 37enne è stata ferita di rimbalzo alla coscia. Nessuno dei due versa in pericolo di vita, secondo le prime informazioni rilanciate dalla stampa francese e italiana. Il quattordicenne è stato fermato poco dopo i colpi; la procura ha aperto un'inchiesta per tentato omicidio.
Il ragazzo ha introdotto l'arma, un fucile da caccia calibro 12, nascondendola in una custodia da chitarra. Fonti investigative citate dai quotidiani francesi indicano come pista principale una condizione di disagio legata a episodi di bullismo da parte di compagni, mentre viene esclusa qualsiasi connessione con le proteste studentesche che agitano la Francia da settimane. Sul posto si sono recati nel pomeriggio il ministro dell'Interno Laurent Nuñez, il ministro dell'Istruzione nazionale Édouard Geffray e la ministra delegata all'Istruzione Sabrina Roubache.
In Italia 4 aggressioni ufficiali, ma 7 docenti su 10 ne segnalano
Nei primi mesi dell'anno scolastico 2025/26 il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha registrato 4 aggressioni al personale scolastico, contro le 21 dello stesso periodo del 2024/25 e le 19 del 2023/24. Un calo che sembra fotografare un'inversione di tendenza, ma che si scontra con un dato indipendente: il 70% degli insegnanti italiani dichiara di aver subito almeno un'aggressione nel corso della carriera, soprattutto da parte di genitori, secondo l'indagine della Tecnica della Scuola.
La forbice tra 4 casi ufficiali e 7 docenti su 10 segnalanti non è solo una differenza di numeri. Il sistema di rilevazione del MIM intercetta esclusivamente gli episodi corredati da denuncia formale alle autorità, lasciando fuori insulti, minacce verbali e atti di intimidazione che per il docente non arrivano in questura. Il Dossier donna INAIL 2025 colloca le professioniste dell'educazione (6,1% dei casi di violenza sul lavoro) e le insegnanti di scuola primaria (5,1%) tra le categorie femminili più esposte, subito dopo il personale sanitario.
La serie storica del Ministero mostra una traiettoria discontinua: 71 episodi nell'intero anno 2023/24, 51 nel 2024/25, 4 nei primi mesi del 2025/26. Numeri che restano lontani dalla percezione quotidiana del personale e che il nuovo Osservatorio nazionale dovrà cercare di riconciliare con quello che accade davvero nelle aule.
Legge 25 del 2024 e Osservatorio: gli strumenti italiani
A marzo 2024 il Parlamento ha approvato la Legge 4 marzo 2024 n. 25 su Normattiva, in vigore dal 30 marzo dello stesso anno, che modifica gli articoli 61, 336 e 341-bis del codice penale: la pena per violenza o minaccia contro il personale scolastico può essere aumentata fino alla metà quando l'autore è un genitore che esercita la responsabilità genitoriale o il tutore dell'alunno.
La stessa legge ha previsto l'Osservatorio nazionale per la sicurezza del personale scolastico, istituito con il decreto interministeriale n. 157 del 4 agosto 2025 e insediatosi nell'estate del 2026. L'organismo riunisce rappresentanti dei ministeri dell'Istruzione, dell'Interno, della Giustizia e del Lavoro, delle Regioni, dei sindacati, dei dirigenti scolastici, degli studenti, delle famiglie e dell'INAIL, con compiti di monitoraggio, raccolta dei segnali di rischio e proposta di linee guida di prevenzione.
La differenza tra il fucile di Aubagne e il quotidiano italiano è di scala, non di natura. Il banco di prova dell'Osservatorio sarà fare emergere i casi che oggi non arrivano al MIM: una statistica che scende quando la percezione sale non è una buona notizia, è un segnale di cecità.