I genitori di Leonardo Calcina, il quindicenne morto suicida a Senigallia nell'ottobre 2024, hanno depositato un'azione civile risarcitoria al Tribunale di Ancona contro il Ministero dell'Istruzione e del Merito. La richiesta, presentata dall'avvocato Pia Perricci, sostiene che l'istituzione scolastica avrebbe dovuto conoscere e contrastare gli atti persecutori subiti dal ragazzo nell'anno scolastico 2024/2025.
L'azione civile al Tribunale di Ancona
Nell'atto depositato, la famiglia contesta al MIM la mancata adozione di adeguate misure di prevenzione, vigilanza e protezione nei confronti del ragazzo. Secondo la ricostruzione legale, gli episodi di bullismo e le umiliazioni subite da Leonardo in ambiente scolastico sarebbero stati conosciuti o conoscibili dalla scuola, che non sarebbe intervenuta. L'azione si fonda sugli elementi raccolti nel procedimento davanti all'Autorità giudiziaria minorile e sulla documentazione acquisita durante le indagini preliminari della Procura.
Il fascicolo civile è autonomo rispetto a quello penale e punta ad accertare la responsabilità dell'amministrazione scolastica come datore di lavoro del personale docente e come gestore del servizio. La famiglia chiama in causa il Ministero senza limitarsi alla singola scuola: la scelta processuale punta a far valere la responsabilità della catena di vigilanza, che secondo il difensore avrebbe dovuto attivarsi davanti a segnali ripetuti. Non risulta al momento una posizione ufficiale del dicastero. L'importo del risarcimento non è stato reso pubblico.
Il procedimento penale e la riapertura delle indagini
Il 29 aprile 2026 il gip di Ancona Sergio Cutrona aveva disposto la riapertura delle indagini per stalking e istigazione al suicidio, accogliendo l'opposizione della famiglia alla richiesta di archiviazione formulata dalla Procura. Il giudice ha ordinato il sequestro dei cellulari dei minori coinvolti, con analisi dei messaggi WhatsApp per ricostruire le comunicazioni precedenti il gesto del ragazzo. L'ipotesi di reato contestata è quella prevista dall'articolo 612 bis del codice penale, che disciplina gli atti persecutori, accanto all'istigazione al suicidio.
Leonardo si era tolto la vita nell'ottobre 2024 utilizzando l'arma di servizio del padre, vigile municipale. Il 17 ottobre 2024 il ministro Giuseppe Valditara aveva chiamato la dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per le Marche, Donatella D'Amico, chiedendo un approfondimento istruttorio sulla vicenda e sulle testimonianze raccolte tra compagni di classe e familiari. Già allora la famiglia aveva chiesto il sequestro dei telefoni dei compagni del ragazzo, una richiesta rimasta inevasa per oltre un anno e mezzo prima della decisione del gip dello scorso aprile.
I due fascicoli ora corrono in parallelo. L'azione civile contro il Ministero misurerà l'eventuale responsabilità organizzativa della scuola, mentre la nuova fase istruttoria penale dovrà chiarire ruoli e condotte dei singoli coinvolti negli episodi denunciati dalla famiglia. La prima udienza fissata dal Tribunale di Ancona segnerà il calendario del contenzioso amministrativo nei prossimi mesi e potrà incrociarsi con gli sviluppi dell'inchiesta penale riaperta a Senigallia.