* Che cos'è il dimensionamento scolastico e perché genera sovrannumerari * Le graduatorie interne di istituto: criteri e punteggi * Come si individuano i docenti perdenti posto * Le opzioni per i docenti coinvolti: titolarità e preferenze * Il ruolo degli uffici scolastici e le tempistiche * Cosa cambia nel 2026
Che cos'è il dimensionamento scolastico e perché genera sovrannumerari {#che-cosè-il-dimensionamento-scolastico-e-perché-genera-sovrannumerari}
Ogni anno le Regioni, d'intesa con gli Uffici Scolastici Regionali, ridisegnano la mappa degli istituti scolastici sul territorio. Il meccanismo è noto come dimensionamento scolastico: un piano di riorganizzazione della rete che tiene conto della popolazione studentesca, del numero di iscritti e dei parametri minimi fissati dalla normativa vigente. Quando una scuola scende al di sotto di determinate soglie — in termini di alunni e classi — scatta l'accorpamento con un altro istituto o, nei casi più drastici, la soppressione.
La conseguenza diretta è quasi sempre la stessa: un eccesso di organico rispetto ai posti disponibili nella nuova configurazione. Si generano così i cosiddetti sovrannumerari, docenti che perdono la titolarità sulla sede e devono essere ricollocati. Un processo che, anno dopo anno, coinvolge migliaia di insegnanti in tutta Italia e che rappresenta uno dei passaggi più delicati dell'intera macchina amministrativa scolastica.
Le graduatorie interne di istituto: criteri e punteggi {#le-graduatorie-interne-di-istituto-criteri-e-punteggi}
Per stabilire chi debba lasciare la scuola quando i posti si riducono, il sistema si affida a uno strumento ben codificato: la graduatoria interna di istituto. Ogni anno il dirigente scolastico predispone questa graduatoria per ciascuna classe di concorso e per ciascun tipo di posto, seguendo i criteri contenuti nel CCNI sulla mobilità e nelle tabelle di valutazione allegate.
I punteggi tengono conto di diversi fattori:
* Anzianità di servizio: sia il servizio pre-ruolo riconosciuto sia quello maturato dopo l'immissione in ruolo. * Esigenze di famiglia: ricongiungimento al coniuge, figli minori, assistenza a familiari con disabilità ai sensi della legge 104/92. * Titoli generali: ulteriori abilitazioni, titoli di studio, specializzazioni. * Continuità di servizio nella scuola di titolarità.
Vale la pena ricordare che la logica della graduatoria interna è invertita rispetto a quella della mobilità volontaria: chi ha meno punti si trova in cima alla lista e dunque è il primo a rischiare di essere individuato come perdente posto. Stando a quanto emerge dalla prassi consolidata, i docenti con maggiore anzianità e con più vincoli familiari sul territorio godono di una protezione maggiore.
A proposito degli strumenti messi a disposizione del personale scolastico per la gestione di queste procedure, va segnalato che il Ministero ha investito negli ultimi anni sulla digitalizzazione del processo, come documentato dal Lancio della Nuova Piattaforma per le Graduatorie Interne di Istituto 2025, un passaggio che ha semplificato la compilazione e la verifica dei dati.
Come si individuano i docenti perdenti posto {#come-si-individuano-i-docenti-perdenti-posto}
La procedura segue un iter preciso. Una volta che l'organico di diritto viene definito — di norma tra marzo e aprile — il dirigente scolastico verifica se il numero di cattedre assegnate all'istituto è inferiore rispetto ai docenti titolari. Se lo è, si procede all'individuazione dei perdenti posto.
Il meccanismo opera così:
1. Si redige la graduatoria interna per la classe di concorso o il tipo di posto interessato dalla contrazione. 2. Il docente con il punteggio più basso viene dichiarato sovrannumerario. 3. In caso di parità di punteggio, prevalgono criteri ulteriori stabiliti dal contratto: la maggiore età anagrafica, ad esempio, può rappresentare un fattore dirimente.
Esistono poi delle esclusioni dalla graduatoria. Non possono essere dichiarati sovrannumerari, salvo situazioni particolari, i docenti che beneficiano delle precedenze previste dal contratto — come i portatori di disabilità gravi o chi assiste un familiare in condizioni di handicap. Su questo fronte, è utile approfondire le tutele previste consultando quanto riportato nell'articolo dedicato alle Graduatorie Interne: I Diritti dei Docenti e del Personale ATA in Difficoltà.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda le scuole che risultano dall'unione di due o più istituti. In questi casi, la graduatoria viene formata considerando l'organico complessivo della nuova realtà, e i docenti provenienti da ciascun plesso vengono valutati su un'unica lista. Non di rado questo genera contenziosi, soprattutto quando le tabelle di valutazione lasciano margini interpretativi.
Le opzioni per i docenti coinvolti: titolarità e preferenze {#le-opzioni-per-i-docenti-coinvolti-titolarità-e-preferenze}
Essere individuati come sovrannumerari non significa restare senza cattedra. Il docente perdente posto ha diritto a partecipare alle operazioni di mobilità d'ufficio e può esprimere delle preferenze — comunali, distrettuali, provinciali — per ottenere una nuova sede.
Nel caso specifico delle scuole dimensionate, la normativa prevede una possibilità ulteriore. Quando due istituti vengono accorpati e nasce un nuovo soggetto giuridico, i docenti possono esprimere un'opzione per mantenere la titolarità presso la nuova istituzione scolastica risultante dall'accorpamento. Si tratta di una facoltà — non di un obbligo — che va esercitata entro le scadenze fissate dall'ordinanza ministeriale sulla mobilità.
Chi non esercita l'opzione, o non riesce a ottenere un posto nella nuova scuola, viene trattato come sovrannumerario a tutti gli effetti e rientra nel movimento di mobilità d'ufficio. In alternativa, il docente può presentare domanda di mobilità volontaria — trasferimento o passaggio — indicando sedi di proprio gradimento su tutto il territorio nazionale.
È bene precisare un punto: il docente dichiarato perdente posto che ottiene la titolarità in una nuova scuola tramite mobilità d'ufficio non perde il punteggio di continuità maturato, a differenza di chi si trasferisce volontariamente. Una distinzione che, nella pratica, pesa non poco sulle strategie individuali.
Il ruolo degli uffici scolastici e le tempistiche {#il-ruolo-degli-uffici-scolastici-e-le-tempistiche}
La regia dell'intero processo spetta agli Uffici Scolastici Provinciali (oggi Ambiti Territoriali), che verificano la correttezza delle graduatorie, gestiscono le eventuali contestazioni e sovrintendono alle operazioni di mobilità. I sindacati, dal canto loro, hanno diritto a prendere visione delle graduatorie e a segnalare errori materiali o violazioni contrattuali.
Le tempistiche sono generalmente le seguenti:
* Febbraio-marzo: definizione del piano di dimensionamento regionale. * Marzo-aprile: pubblicazione degli organici di diritto e predisposizione delle graduatorie interne. * Aprile-maggio: apertura delle funzioni per la presentazione delle domande di mobilità. * Giugno-luglio: pubblicazione dei movimenti.
Nei fatti, però, i ritardi non sono rari. E quando le graduatorie vengono pubblicate con tempi stretti, i docenti si trovano a dover prendere decisioni importanti in pochi giorni.
Cosa cambia nel 2026 {#cosa-cambia-nel-2026}
Per l'anno scolastico 2026/2027, il dimensionamento scolastico prosegue lungo la traiettoria tracciata dalle riforme degli ultimi anni, con l'obiettivo dichiarato di razionalizzare la spesa e rispondere al calo demografico che sta investendo in modo significativo diverse aree del Paese, soprattutto nel Mezzogiorno e nelle zone interne.
Le scuole che non rispettano i parametri minimi — fissati in base al numero di alunni iscritti e alla presenza di un numero sufficiente di classi — sono destinate ad accorpamenti o, nei casi più estremi, alla soppressione come entità autonome. Il numero complessivo di istituti coinvolti dipende dalle delibere regionali, ma le stime parlano di diverse centinaia di scuole interessate su scala nazionale.
Per i docenti, la partita si gioca tutta sulla correttezza della graduatoria interna e sulla tempestività nell'esercizio delle opzioni. Un errore nel calcolo del punteggio, un titolo non dichiarato, una precedenza non fatta valere: basta poco per ritrovarsi in cima alla lista dei sovrannumerari o, al contrario, per vedersi riconosciuto il diritto a restare.
La raccomandazione che arriva dai consulenti sindacali è sempre la stessa: verificare con attenzione il proprio punteggio, controllare la graduatoria non appena viene pubblicata e, se necessario, presentare reclamo entro i termini previsti. Perché nel meccanismo del dimensionamento, la differenza tra restare e partire può dipendere da mezzo punto.