Il 2 novembre 2026 ferma le lezioni in otto territori italiani, mentre la Provincia autonoma di Bolzano chiude per nove giorni consecutivi e dodici regioni non prevedono alcuna sospensione. L'Ognissanti cade di domenica e la Commemorazione dei defunti, che festa nazionale non è, diventa quest'anno il vero spartiacque dei calendari regionali.
Chi ferma le lezioni il 2 novembre
La sospensione del lunedì 2 novembre è prevista in sette regioni e nella Provincia autonoma di Trento: Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Sardegna, Sicilia, Umbria e Valle d'Aosta. Per gli studenti e il personale di questi territori la pausa diventa un fine settimana lungo, dal sabato alla sera di lunedì, con rientro in classe martedì 3 novembre.
In tutte le altre regioni, da Lombardia e Lazio fino a Piemonte, Toscana, Puglia, Liguria, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia e Veneto, il 2 novembre resta un giorno di lezione ordinaria. La ragione è giuridica: la Commemorazione dei defunti non è elencata nel calendario delle festività obbligatorie fissato ogni anno dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, quindi lo stop vale solo dove la Giunta regionale ha deciso di aggiungerlo con una delibera.
Bolzano stacca per nove giorni, il caso Veneto chiarito dalla DGR 712
Nella Provincia autonoma di Bolzano la chiusura programmata autunnale copre nove giorni: dal 31 ottobre, un sabato, all'8 novembre, una domenica. È la pausa più lunga d'Italia tra Ognissanti e Natale, prevista nel Calendario scolastico 2026/27 della Provincia autonoma di Bolzano. Non è un ponte occasionale: Bolzano organizza da anni una pausa autunnale di una settimana, bilanciata da un avvio di anno scolastico anticipato al 7 settembre e da un calendario articolato su 35 settimane e 175 giorni di lezione.
Il Veneto è spesso citato tra i territori che allungano il ponte, ma la delibera vigente racconta una storia diversa. La Giunta regionale, con la DGR n. 712 del 7 luglio 2026 pubblicata sul BUR Veneto, ha riscritto il calendario per adeguarlo all'ordinanza ministeriale sugli esami di Stato: nel testo non compaiono né il 30 ottobre né il 2 novembre tra le sospensioni, limitate al ponte dell'Immacolata, al Natale, al Carnevale, alla Pasqua e al ponte del 1° maggio. L'eventuale chiusura del 2 novembre resta quindi nelle mani del singolo istituto veneto, che può deliberarla nell'ambito dell'autonomia scolastica.
Che cosa cambia per famiglie e scuole
La differenza tra un giorno di stop in Umbria e nove giorni a Bolzano non è una svista. Il calendario scolastico è di competenza regionale e deve rispettare il minimo di 200 giorni effettivi di lezione fissato dal DPR 275/1999 sull'autonomia: chi concede più giornate di ponte compensa anticipando l'inizio o posticipando la fine delle lezioni. Bolzano è ripartita il 7 settembre, in largo anticipo sulla media nazionale; il Veneto, con la stessa DGR 712, ha spostato la fine delle lezioni dal 12 all'8 giugno 2027, quattro giorni prima rispetto alla delibera di aprile, per lasciare margine agli scrutini prima della maturità del 16 giugno.
L'autonomia scolastica consente poi a ogni istituto di deliberare adattamenti al calendario regionale, sempre nel rispetto dei giorni minimi di lezione. Anche nelle regioni dove la Giunta non ha disposto lo stop, singoli consigli di istituto possono comunque sospendere le attività del 2 novembre. Prima di organizzare un viaggio, una gita o un turno di lavoro conviene quindi controllare il calendario pubblicato sul sito della scuola: le date regionali sono il quadro di riferimento, non l'ultima parola. Per il quadro completo delle date e dei decreti che le hanno determinate c'è il nostro approfondimento sull'anno scolastico 2026/27.
La prossima occasione di stop è l'8 dicembre, martedì: dove la Regione ha previsto la sospensione anche di lunedì 7, famiglie e docenti si ritroveranno con quattro giorni consecutivi di pausa, da sabato 5 a martedì 8. Fino ad allora, resta un calendario in cui la vera unità di misura non è la settimana nazionale ma la delibera regionale.