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Scuola 2040, il calo raddoppia: 2 milioni di alunni in meno in 14 anni

Rapporto Fondazione Agnelli: -1,97 milioni di studenti al 2040 e 6 miliardi di risparmio solo tagliando 166mila cattedre.

L'Italia ha perso quasi un milione di alunni nel decennio chiuso nel 2024. Nei prossimi 14 anni ne perderà altri due milioni: il ritmo del calo demografico sui banchi è raddoppiato.

Il doppio della perdita in meno della metà del tempo

I dati elaborati dalla Fondazione Agnelli sulla base delle previsioni demografiche ISTAT al 2070 fissano a 1,975 milioni gli studenti in meno al 2040, pari a un -21% rispetto a oggi. Nel decennio appena concluso la discesa era stata di circa un milione, parzialmente compensata dal +16% di alunni con cittadinanza non italiana a fronte di un -12,5% di quelli italiani. Il motore del nuovo tracollo è già nato: nel 2025 in Italia sono venuti al mondo 355mila bambini, il minimo storico dal dopoguerra e un terzo in meno rispetto ai 534.186 del 2012, l'anno che oggi fissa la prima superiore. Chi entrerà alla primaria nel 2031 fa già parte di una generazione dimezzata.

I 6 miliardi di risparmio esistono solo se si tagliano 166mila cattedre

Il risparmio di sei miliardi al 2040, che la Fondazione Agnelli propone di dirottare su asili nido, università e riduzione degli alunni per classe, non è un dividendo automatico del calo demografico. Si materializza soltanto 'a scenario organizzativo invariato', cioè lasciando che il blocco del turnover smaltisca 166mila cattedre e 95mila classi, pari al 23,1% dell'organico attuale. Senza quel taglio lineare, la cifra evapora.

La proposta alternativa dell''organico mobile', che manterrebbe invariato il numero dei docenti per potenziare recupero e didattica personalizzata nei contesti fragili, è dichiaratamente un'opzione politica, non il sottoprodotto di una previsione statistica. Distribuiti sui 14 anni, i sei miliardi valgono circa 430 milioni l'anno, meno dello 0,5% della spesa attuale per l'istruzione: cifra significativa solo se destinata a settori specifici, come gli asili nido, dove l'Italia è ancora sotto il target europeo del 33% di posti disponibili, o l'allungamento del tempo scuola alla secondaria di primo grado, l'altra proposta avanzata dalla Fondazione per riequilibrare l'offerta formativa nelle aree più fragili.

Dove colpirà prima: aree interne e piccole scuole

Il calo non si distribuisce in modo uniforme. In Sardegna la perdita stimata al 2040 è del 40%, in Basilicata e Puglia del 30%, mentre il Nord si fermerà tra il 15 e il 17%. In centro Italia Abruzzo, Lazio e Marche perderanno tra il 24% e il 25% degli iscritti. A pagare il prezzo più alto saranno le aree interne e i borghi appenninici, già oggi fotografati dall'Atlante delle piccole scuole 2023 - Indire: 7.435 primarie 'piccole' e 1.325 plessi con almeno una pluriclasse, numeri destinati a crescere mano a mano che gli organici si assottigliano.

Cosa cambia per docenti e famiglie

Per gli insegnanti il nodo non è solo numerico. L'ultima rilevazione 2026 sulla condizione dei docenti italiani mostra più autonomia didattica ma meno riconoscimento sociale e salariale, una categoria che un blocco del turnover peggiorerebbe sul lato dell'età media e del precariato residuo. Non a caso il tema della Giornata mondiale degli insegnanti 2026 riprende proprio la domanda su quali docenti servano per il prossimo decennio.

Per le famiglie, soprattutto nelle aree interne, cambia il raggio della scuola di prossimità: più spostamenti, più dipendenza dal trasporto scolastico e, per gli adolescenti, un ruolo crescente della mobilità privata su mezzi minori, come confermano i dati sul rientro a scuola con la minicar. È il contorno operativo del tema demografico: non solo meno aule, ma scuole più lontane e orari scolastici che si incastrano con un pendolarismo giovanile fino a oggi marginale.

Il tavolo politico ha davanti due numeri gemelli: 166mila cattedre e sei miliardi. Non può scegliere entrambi. Ogni mese di rinvio sposta la decisione al prossimo governo, ma non la rende meno obbligata: i bambini che la renderanno vera sono già nati.

Pubblicato il: 6 ottobre 2026 alle ore 16:26