* Chi sciopera il 27 marzo e perché * Le rivendicazioni del sindacato Sisa punto per punto * Abolizione del concorso per dirigente scolastico: una richiesta che divide * Stipendi: la richiesta di un aumento del 20% netto * Arabo, russo e cinese nelle scuole superiori * Non solo scuola: trasporti e giornalisti incrociano le braccia
Chi sciopera il 27 marzo e perché {#chi-sciopera-il-27-marzo-e-perché}
Giovedì 27 marzo 2026 il comparto istruzione e ricerca torna a fermarsi. A proclamare lo sciopero scuola è il Sisa, Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente, che ha chiamato alla mobilitazione tutto il personale docente, dirigente e ATA, tanto di ruolo quanto precario, in servizio sul territorio nazionale e nelle sedi italiane all'estero.
La protesta arriva in un momento di tensione crescente nel mondo della scuola, dove le vertenze aperte si accumulano senza trovare risposte convincenti da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Non è la prima volta, quest'anno, che il personale scolastico si ritrova a incrociare le braccia: basti pensare allo Sciopero nella Scuola: I Dati Definitivi del MIM per l'Adesione al 4 Aprile 2025, che aveva già fotografato un malessere diffuso tra i lavoratori del settore.
Le rivendicazioni del sindacato Sisa punto per punto {#le-rivendicazioni-del-sindacato-sisa-punto-per-punto}
La piattaforma rivendicativa del Sisa è articolata e tocca alcuni dei nervi più scoperti del sistema scolastico italiano. Ecco le richieste principali:
* Abolizione del concorso per dirigente scolastico nella sua forma attuale * Assunzione su tutti i posti vacanti e disponibili, per porre fine alla gestione emergenziale delle cattedre scoperte * Aumento degli stipendi del 20% netto per tutto il personale del comparto * Introduzione dello studio dell'arabo, del russo e del cinese nelle scuole superiori
Si tratta di un pacchetto eterogeneo, che mescola questioni contrattuali urgenti a proposte di riforma strutturale dell'offerta formativa. Alcune di queste istanze, come la stabilizzazione dei precari e l'adeguamento salariale, attraversano trasversalmente tutto il sindacalismo scolastico. Altre, come la revisione delle lingue studiate nei licei, portano la firma specifica del Sisa e della sua visione di una scuola più aperta al contesto geopolitico contemporaneo.
Abolizione del concorso per dirigente scolastico: una richiesta che divide {#abolizione-del-concorso-per-dirigente-scolastico-una-richiesta-che-divide}
Tra i punti più controversi della piattaforma spicca la richiesta di abolire il concorso per dirigente scolastico. Il Sisa contesta un meccanismo selettivo ritenuto farraginoso, costoso e poco efficace nel garantire la copertura delle sedi vacanti, soprattutto nelle aree più periferiche del Paese.
La questione non è nuova. Negli ultimi anni il reclutamento dei presidi è stato segnato da ricorsi, ritardi e polemiche che hanno lasciato centinaia di istituti senza una guida stabile, affidati a reggenze che si protraggono ben oltre l'emergenza. Stando a quanto emerge dalle rivendicazioni del sindacato, servirebbe un ripensamento radicale del percorso di accesso alla dirigenza, anche se la proposta di abolizione tout court del concorso solleva perplessità sul piano costituzionale, dove l'accesso ai pubblici uffici per concorso resta un principio cardine.
Stipendi: la richiesta di un aumento del 20% netto {#stipendi-la-richiesta-di-un-aumento-del-20-netto}
Il nodo retributivo resta, come sempre, al centro della protesta. Il Sisa chiede un aumento degli stipendi del 20% netto, una cifra che si colloca ben al di sopra di quanto previsto dagli ultimi rinnovi contrattuali del comparto istruzione e ricerca.
I numeri parlano chiaro: gli insegnanti italiani continuano a percepire stipendi sensibilmente inferiori rispetto alla media dei colleghi europei, un divario che si allarga ulteriormente se si tiene conto dell'inflazione cumulata negli ultimi anni. Per il personale ATA la situazione è, se possibile, ancora più critica, con retribuzioni che in molti casi non raggiungono i 1.400 euro mensili netti.
La rivendicazione salariale del 27 marzo si inserisce in un filone di proteste che ha visto numerose sigle sindacali scendere in piazza nei mesi scorsi. Come documentato anche dallo Sciopero Nazionale della Scuola il 7 Maggio: Prove Invalsi e Indicazioni Nazionali sotto Accusa, il malcontento nel settore è profondo e multiforme, e non riguarda soltanto le buste paga.
Arabo, russo e cinese nelle scuole superiori {#arabo-russo-e-cinese-nelle-scuole-superiori}
La proposta più originale, e forse più discussa, riguarda l'ampliamento dell'offerta linguistica. Il Sisa chiede che nelle scuole superiori italiane venga introdotto lo studio dell'arabo, del russo e del cinese, lingue oggi pressoché assenti dai curricoli ordinamentali.
L'idea poggia su una constatazione difficile da contestare: l'Italia forma i suoi studenti quasi esclusivamente sulle lingue dell'Europa occidentale, mentre i grandi assi della comunicazione globale si spostano sempre più verso Est e verso Sud. Il cinese mandarino è la lingua madre più parlata al mondo, l'arabo è lingua ufficiale in oltre venti Paesi, il russo resta fondamentale negli equilibri euroasiatici.
Tradurre questa intuizione in pratica, però, richiede investimenti massicci in formazione dei docenti, materiali didattici e cattedre dedicate. La questione resta aperta e difficilmente troverà risposta in tempi brevi.
Non solo scuola: trasporti e giornalisti incrociano le braccia {#non-solo-scuola-trasporti-e-giornalisti-incrociano-le-braccia}
Il 27 marzo non sarà una giornata di agitazione limitata al mondo dell'istruzione. Anche il settore dei trasporti e la categoria dei giornalisti hanno proclamato scioperi per la stessa data, trasformando il giovedì in una giornata di mobilitazione trasversale che potrebbe avere ripercussioni significative sulla vita quotidiana dei cittadini.
Per le famiglie con figli in età scolare, il consiglio è di verificare con i singoli istituti l'effettiva adesione del personale alla protesta. Come avviene in ogni sciopero del comparto, i dirigenti scolastici sono tenuti a garantire i servizi minimi essenziali, ma l'organizzazione delle lezioni potrebbe subire variazioni anche rilevanti, specialmente nelle scuole dove la percentuale di adesione si preannuncia elevata.
Va ricordato che le mobilitazioni nel settore scolastico si sono moltiplicate negli ultimi mesi, con diverse sigle sindacali che hanno portato avanti le proprie battaglie su fronti differenti. Anche i COBAS Scuola hanno richiesto supporto per lo Sciopero Nazionale del 7 Maggio, segno di un fermento che non accenna a placarsi e che attraversa l'intero arco delle rappresentanze sindacali del comparto.
La giornata del 27 marzo si preannuncia dunque come un banco di prova non solo per il Sisa, ma per la capacità del governo di intercettare un disagio ormai strutturale nel mondo della scuola italiana.