* Il convegno nazionale che mette gli studenti al centro * I numeri dell'edizione 2026 * Vecchi e nuovi strumenti: il tema di quest'anno * Il laboratorio come metodo, non solo come luogo * Il ruolo delle scuole paritarie nella promozione scientifica
Il convegno nazionale che mette gli studenti al centro {#il-convegno-nazionale-che-mette-gli-studenti-al-centro}
Oggi, 22 aprile, si apre a Firenze la XXIII edizione di ScienzAfirenze, il convegno nazionale che da oltre vent'anni rappresenta uno degli appuntamenti più significativi per la didattica scientifica nelle scuole superiori italiane. Una manifestazione che ha costruito la propria identità su un principio semplice e radicale: dare agli studenti il ruolo di protagonisti.
Non si tratta di assistere passivamente a lezioni frontali. A ScienzAfirenze i ragazzi presentano i propri progetti di ricerca, li discutono, si confrontano con coetanei di altre scuole e altre regioni. È un modello che ribalta la logica tradizionale del convegno accademico, portando al centro chi la scienza la sta ancora scoprendo.
La sede scelta è il Liceo Scientifico paritario Salesiani di Firenze, che ormai da anni ospita e promuove l'iniziativa, confermandosi come punto di riferimento per la divulgazione scientifica scolastica nel panorama toscano e nazionale.
I numeri dell'edizione 2026 {#i-numeri-delledizione-2026}
I dati parlano chiaro sulla vitalità del progetto. Quest'anno sono 234 i partecipanti, provenienti da 16 istituti scolastici, 14 città e 8 regioni italiane. Numeri che testimoniano una capacità di attrazione ben oltre i confini fiorentini, e che confermano come la formula del convegno, pur nella sua natura non competitiva, riesca a coinvolgere una platea ampia e geograficamente diversificata.
Stando a quanto emerge dall'organizzazione, la partecipazione include sia studenti sia docenti, a sottolineare come l'evento si proponga anche come momento di formazione e scambio di buone pratiche per chi insegna scienze nelle superiori. In un sistema scolastico che spesso fatica a trovare occasioni di confronto trasversale tra istituti di regioni diverse, iniziative come questa colmano un vuoto reale.
Vecchi e nuovi strumenti: il tema di quest'anno {#vecchi-e-nuovi-strumenti-il-tema-di-questanno}
Il filo conduttore dell'edizione 2026, _"Nuovi e vecchi strumenti per indagare i fenomeni in natura"_, è tutt'altro che banale. Dietro un titolo apparentemente descrittivo si nasconde una riflessione centrale per la didattica delle scienze: come si integrano gli strumenti tradizionali del laboratorio, quelli che hanno formato generazioni di scienziati, con le tecnologie digitali e le metodologie più recenti?
È una domanda che attraversa trasversalmente il dibattito sulla didattica laboratoriale in Italia. Il microscopio ottico convive con i sensori digitali, il quaderno di laboratorio con i software di analisi dati, l'osservazione diretta con la simulazione computazionale. Il tema scelto invita studenti e docenti a riflettere su questa convivenza, evitando sia la nostalgia per il passato sia l'infatuazione acritica per il nuovo.
I progetti di ricerca presentati dai ragazzi si muovono proprio in questo territorio ibrido, dove la capacità di osservare un fenomeno naturale si intreccia con la competenza nell'utilizzare strumenti diversi per misurarlo, analizzarlo, comprenderlo.
Il laboratorio come metodo, non solo come luogo {#il-laboratorio-come-metodo-non-solo-come-luogo}
Uno degli aspetti più interessanti di ScienzAfirenze è la sua concezione del laboratorio scientifico. Non un semplice spazio fisico attrezzato, ma un approccio all'apprendimento. Il laboratorio diventa metodo: osservare, formulare ipotesi, sperimentare, discutere i risultati. È ciò che le Indicazioni Nazionali per i licei e le Linee Guida per gli istituti tecnici e professionali raccomandano da anni, ma che nella pratica quotidiana delle scuole italiane resta spesso un obiettivo più dichiarato che realizzato.
Le ragioni sono note: carenza di attrezzature, orari compressi, difficoltà organizzative. Per questo un evento come ScienzAfirenze non ha solo un valore culturale, ma anche un valore politico, nel senso più alto del termine. Dimostra che la didattica laboratoriale funziona, che gli studenti rispondono con entusiasmo quando vengono messi nella condizione di fare scienza e non solo di studiarla sui libri.
Del resto, le occasioni per gli studenti delle superiori di misurarsi con esperienze formative fuori dall'aula si stanno moltiplicando, anche se spesso con logiche molto diverse. Basti pensare alla complessità organizzativa che accompagna anche i semplici viaggi d'istruzione, che per alcune scuole raggiungono importi considerevoli, a dimostrazione di quanto il sistema scolastico investa, quando può, nelle attività extracurriculari.
Il ruolo delle scuole paritarie nella promozione scientifica {#il-ruolo-delle-scuole-paritarie-nella-promozione-scientifica}
Che a organizzare e ospitare un convegno di questa portata sia un liceo paritario salesiano non è un dettaglio secondario. Le scuole paritarie, nel quadro del sistema nazionale di istruzione definito dalla legge 62/2000, svolgono un ruolo che va oltre la semplice offerta formativa alternativa. In questo caso, il Liceo Scientifico Salesiani di Firenze si è ritagliato negli anni una funzione di catalizzatore culturale, capace di attrarre istituti statali e paritari di mezza Italia attorno a un progetto condiviso.
È un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato nel campo dell'istruzione, lontano dalle polemiche che talvolta accompagnano il rapporto tra i due mondi. Qui il terreno comune è la scienza, e il linguaggio è quello universale dell'esperimento e della ricerca.
Ventitré edizioni non si improvvisano. ScienzAfirenze ha saputo rinnovarsi ogni anno nella scelta dei temi, mantenendo però intatta la propria identità: un convegno dove gli studenti non sono spettatori ma ricercatori. In un'epoca in cui si discute molto, e giustamente, di come avvicinare i giovani alle discipline STEM, questa manifestazione fiorentina offre una risposta concreta. Meno proclami, più laboratorio.