Una docente di Modena si è vista cancellare dalla prima fascia GPS sostegno perché non ha sciolto la riserva entro il 2 luglio. In altre province colleghe nella stessa situazione sono rimaste iscritte con riserva. Stessa norma, applicazioni opposte.
Cosa dice l'ordinanza sullo scioglimento
La procedura è regolata dall'Ordinanza ministeriale 27 del 16 febbraio 2026 sulle GPS 2026-28 e dalla nota MIM 15215 dell'11 giugno. Chi aveva prenotato la riserva entro il 16 marzo per conseguire la specializzazione sostegno entro il 30 giugno doveva poi confermare il titolo tramite Istanze on line nella finestra tra il 15 giugno e il 2 luglio 2026.
Chi non ha sciolto la riserva perché non è riuscito a completare il corso Indire entro il 30 giugno rientra in un caso specifico: molti corsisti dell'articolo 7 del DL 71/2024 sono partiti solo il 7 settembre 2026, dopo la riapertura dei termini per i sovrannumerari decisa dal Ministero. La rinuncia al riconoscimento del titolo estero, spesso presentata proprio per accedere al percorso Indire, ha bloccato il vecchio iter ma non ha annullato la riserva già presente nelle graduatorie.
Su questo quadro l'amministrazione centrale ha inviato agli Uffici Scolastici provinciali l'elenco degli aspiranti da cancellare.
La mappa a macchia di leopardo tra le USP
Il paradosso è tutto qui. La lista dei non-scioglitori è arrivata alle 106 sedi provinciali, ma il trattamento non è uniforme. Alcuni USP hanno eseguito le cancellazioni; altri hanno mantenuto le riserve con la promessa di rientro a marzo 2027, quando arriverà l'elenco aggiuntivo dedicato ai nuovi specializzati.
I posti in gioco sono rilevanti. Per il solo articolo 7 del DL 71/2024 disciplinato da Indire i decreti di autorizzazione hanno assegnato all'ente circa 5.600 posti riservati a chi aveva conseguito un titolo di specializzazione all'estero o ha maturato tre anni di servizio su sostegno negli otto precedenti. Altri 1.400 posti sono andati alle Università. La platea potenzialmente esposta al problema è dunque nell'ordine delle migliaia, distribuita in modo diseguale tra le province.
Chi resta iscritto con una riserva di fatto scaduta rischia di scoprire, tra pochi mesi, che quella posizione non regge. In caso di controlli successivi la cancellazione arriverebbe comunque, ma nel frattempo l'aspirante avrebbe accettato supplenze annuali basate su un titolo poi contestato. Peggio: potrebbe trovarsi bloccato nella nuova domanda per l'elenco aggiuntivo, perché la procedura richiede una posizione pulita al momento della richiesta.
Ogni cattedra bloccata da un contenzioso è una supplenza annuale che salta o slitta, come già emerso con le cattedre di sostegno coperte in supplenza al primo giorno di scuola in Sicilia.
Il bivio del 2027/28
Per l'aggiornamento delle graduatorie 2027/28 chi ha conseguito il titolo Indire dopo il 30 giugno avrà davanti due opzioni.
La prima è mantenere l'inserimento originario con riserva del titolo estero e consolidare il punteggio già assegnato: la posizione in graduatoria non cambia. La seconda è richiedere una nuova riserva per l'elenco aggiuntivo alla prima fascia, con il punteggio aggiornato al titolo Indire, e attendere l'anno successivo per l'inserimento a pettine.
La scelta non è indifferente. Il consolidamento garantisce continuità didattica immediata ma cristallizza il punteggio. L'elenco aggiuntivo può portare a una collocazione più alta in graduatoria, ma allunga i tempi di attesa e richiede una posizione priva di riserve pendenti da regolarizzare.
Per gli aspiranti in bilico il passo prioritario è verificare la propria situazione su Istanze on line e chiedere all'USP un chiarimento scritto sullo stato della riserva. Un'attestazione formale della decisione, favorevole o sfavorevole, resta l'unico documento utile in caso di ricorso o di successivo aggiornamento. Vale anche in prospettiva dei contenziosi già aperti sul sostegno, come quello sul sostegno che segue le ore di frequenza dell'alunno deciso dal TAR Lazio.