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Riordino della normativa scolastica: da Gonella 1946 alla delega 2025

Da 300.000 questionari di Gonella nel 1948 alla delega al Governo del 2025: 80 anni dopo torna il progetto di un testo unico per la scuola.

Il 13 luglio 1946 Guido Gonella prestò giuramento come ministro della Pubblica Istruzione nel primo governo De Gasperi. Esattamente ottant'anni dopo l'obiettivo che Gonella si diede, dare all'Italia una legislazione scolastica organica, torna sul tavolo del legislatore con l'articolo 15 della legge 10 novembre 2025 n. 167.

Da Gonella al 1951, la scuola italiana da ricostruire

Nel 1947 Gonella istituì la Commissione d'inchiesta nazionale per la riforma della scuola. Cinque sottocommissioni, articolate per grado di istruzione, iniziarono i lavori a gennaio 1948. Il metodo scelto era inedito per l'epoca: inviare questionari a tutte le scuole italiane e raccogliere direttamente il punto di vista degli insegnanti e delle istituzioni scolastiche.

Nel 1948 arrivarono oltre 300.000 risposte, analizzate dalle commissioni provinciali coordinate dai Provveditori agli studi. L'inchiesta si chiuse il 30 aprile 1949. A luglio dello stesso anno una nuova Commissione ministeriale trasformò le indicazioni raccolte in un progetto di legge organico, il Disegno di legge n. 2100, presentato in Parlamento il 13 luglio 1951.

Il testo non passò. Le resistenze politiche bloccarono il disegno di legge e Gonella, ormai nel 1955, riuscì a far approvare soltanto i nuovi programmi per la scuola elementare, sui quali lavorò poi il ministro Ermini. La legislazione scolastica organica promessa dalla Costituzione restò affidata a interventi settoriali per i decenni successivi, senza un vero riordino sistematico.

300.000 questionari nel 1948, una delega al Governo nel 2025

L'articolo 15 della Legge 10 novembre 2025 n. 167 in Gazzetta Ufficiale delega il Governo, entro 18 mesi dall'entrata in vigore fissata al 29 novembre 2025, ad adottare uno o più decreti legislativi per la semplificazione, il riordino e il riassetto della normativa di competenza del Ministero dell'Istruzione e del Merito. La scadenza dei decreti principali cade quindi il 29 maggio 2027.

Il traguardo dichiarato è lo stesso di ottant'anni fa: uno o più testi unici che riordinino le regole su scuole, personale scolastico, organi collegiali e adempimenti amministrativi. Il metodo, invece, è ribaltato. Al posto dei 300.000 questionari e delle commissioni provinciali, la scelta è una delega esercitata dal Governo su parere delle commissioni parlamentari competenti, senza una consultazione strutturata delle scuole e degli insegnanti.

La base normativa a cui si guarda resta il D.Lgs. 297/1994 - Testo Unico dell'istruzione: 676 articoli che stratificano norme del 1928, del 1974 e degli anni successivi. Il riordino promesso nel 1946 non è mai stato completato per intero; l'attuale delega dichiara di volerlo fare in un anno e mezzo.

Cosa cambia per docenti, dirigenti e scuole

La legge 167/2025 fissa criteri direttivi precisi: riduzione del contenzioso, revisione degli organi collegiali, coerenza con l'autonomia scolastica e con il ruolo dei dirigenti. Sono ambiti in cui docenti e presidi ereditano norme sedimentate da oltre trent'anni, su cui si sono depositati regolamenti, circolari e sentenze contraddittorie che oggi generano incertezza applicativa.

I decreti legislativi in arrivo entro maggio 2027 possono toccare la disciplina dei collegi docenti, dei consigli di istituto, delle procedure disciplinari, dei reclami e dei ricorsi amministrativi. Sono le stesse aree che nel 1948 gli insegnanti indicavano nei questionari della Commissione Gonella come i nodi da sciogliere per rendere la scuola coerente con la Costituzione.

Nel frattempo il ricambio generazionale della classe docente è fermo: la quota di insegnanti under 30 in Italia è al 3%, un dato che pesa su qualunque riforma della scuola in cantiere. Approfondimento su docenti under 30 al 3%, il ricambio della scuola italiana è fermo.

Il primo banco di prova saranno gli schemi di decreto legislativo che il Governo dovrà trasmettere alle Camere entro il 29 maggio 2027 per il parere delle commissioni competenti. In quel passaggio si vedrà se il riordino somiglia a un vero testo unico costituzionalmente orientato, come chiedeva la Commissione Gonella, o a un rimaneggiamento della legislazione esistente.

Pubblicato il: 13 luglio 2026 alle ore 07:06