{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Parma, due prof picchiati: i dati MIM e il paradosso delle denunce

I casi di violenza registrati dal MIM calano dell'81%. Ma i prof di Parma non sporgeranno denuncia: la legge del 2024 esiste, ma viene usata poco.

Il 22 maggio 2026, nel parco Falcone e Borsellino di Parma, un gruppo di adolescenti ha accerchiato e picchiato due insegnanti dell'ITIS "Leonardo da Vinci": uno spinto a terra e colpito alla schiena con bastonate, il secondo raggiunto da calci e pugni mentre cercava di difendere il collega. Qualcuno ha filmato tutto, con minacce in sottofondo - "ti faccio saltare la testa" - e il video è diventato virale in poche ore. I due docenti non sporgeranno denuncia.

Il provveditore tra educazione e sanzione

Sulla risposta istituzionale, le posizioni sono divise. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha invocato conseguenze dure: "non c'è giustificazione, non può esserci comprensione". Il ministro dell'Istruzione Valditara ha espresso solidarietà agli insegnanti. Il provveditore di Parma Andrea Grossi ha scelto un registro diverso: interpellato dall'ANSA, ha invitato a non enfatizzare gli aspetti fisici, precisando che "non abbiamo notizie di ferite".

"Non facciamo il bene dei ragazzi a non aiutarli a capire la responsabilità che si portano dietro", ha dichiarato Grossi. La distinzione che traccia è precisa: il piano penale spetta ad altri soggetti, quello disciplinare ed educativo spetta alla scuola. Una posizione coerente con il mandato dell'istituzione: la scuola non ha tra i suoi compiti quello di irrogare sanzioni penali, ma può e deve lavorare sul recupero degli studenti coinvolti.

I dati del MIM: meno episodi registrati, non necessariamente meno violenza

I numeri del Ministero dell'Istruzione e del Merito descrivono una tendenza positiva. Tra settembre e dicembre 2025, i casi di violenza contro il personale scolastico registrati ufficialmente sono stati 4, contro i 21 dello stesso periodo del 2024/2025: un calo dell'81%. La serie storica conferma la direzione: 71 episodi nel 2023/2024, 51 nel 2024/2025. Due dei quattro casi di quest'anno scolastico erano già stati registrati in Emilia Romagna, la stessa regione di Parma.

Il punto critico è nel termine "registrati". Questi dati contano solo gli episodi segnalati al Ministero. Quando i docenti scelgono di non presentare denuncia o segnalazione - come nel caso di Parma - l'aggressione non entra nelle statistiche ufficiali. La domanda che i dati non possono rispondere è quante aggressioni restino fuori dalla contabilità. Se la propensione a segnalare cala - per sfiducia, per stanchezza, per timore di ritorsioni - i numeri del Ministero scendono anche senza che la violenza reale si riduca. Il calo dell'81% potrebbe raccontare due storie molto diverse: meno aggressioni, oppure meno segnalazioni.

La legge tutela i docenti dal 2024: perché non viene usata

Lo strumento legale per procedere esiste ed è recente. La Legge 25 del 4 marzo 2024 sulla tutela del personale scolastico ha introdotto aggravanti penali specifiche per chi aggredisce il personale della scuola, con sanzioni fino a 10.000 euro a carico degli aggressori o dei loro tutori. Il Decreto Sicurezza approvato il 5 febbraio 2026 ha esteso ai docenti le tutele del codice penale: da 4 a 10 anni di reclusione per lesioni gravi, da 8 a 16 per lesioni gravissime.

Nonostante questo quadro, i due insegnanti di Parma hanno scelto di non usare quegli strumenti. La scelta di non denunciare è ricorrente tra i docenti aggrediti: le ragioni vanno dal costo emotivo del procedimento al timore di complicare il rapporto con studenti e famiglie, fino alla sensazione che il percorso giudiziario non risolva il problema educativo sottostante. Il provveditore Grossi lo ribadisce: la scuola deve occuparsi del piano educativo, che rimane separato da quello penale e non può essere sostituito da una sentenza.

Per chi lavora nelle scuole più difficili, risorse come i 267 milioni per i docenti tutor e orientatori vanno nella direzione giusta. Il Concorso PNRR2 per insegnanti di infanzia e primaria porta nuove figure in cattedra. Ma nessuno di questi strumenti affronta il nodo della sicurezza personale: la protezione legale esiste, ma funziona solo se viene attivata.

Il dibattito tra punizione ed educazione aperto dal caso Parma è legittimo. Ma c'è una domanda più concreta: se i docenti aggrediti scelgono sistematicamente di non segnalare, le statistiche del Ministero non misurano la violenza reale. Misurano la fiducia nelle istituzioni.

Pubblicato il: 24 maggio 2026 alle ore 13:14