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Paola Frassinetti: l'IA non sostituisce i docenti, per questo abbiamo stanziato 100milioni di euro

Frassinetti annuncia 100 milioni per formare i docenti sull'IA: il principio che guida la scuola italiana tra tecnologia e relazione educativa.

Cento milioni di euro per la formazione dei docenti sull'intelligenza artificiale nelle scuole e un principio netto: la tecnologia supporta la didattica, ma non sostituisce l'insegnante. Paola Frassinetti, sottosegretaria dell'Istruzione e del merito, ha ribadito questa posizione il 4 maggio 2026, intervenendo in videomessaggio alla presentazione del progetto "Posso - l'umano al centro della rivoluzione digitale: educazione, benessere e nuovi linguaggi tra AI e social media", svoltasi alla Camera dei deputati.

L'IA a scuola: strumento di supporto, non di sostituzione

Frassinetti ha chiarito che i principi della legge italiana sull'intelligenza artificiale "sono gli stessi che informano le linee guida sull'IA nelle scuole". La tecnologia deve essere "sempre al servizio dello studente": può arricchire la didattica e ampliarne le opportunità, ma non può trasformarsi in "un meccanismo opaco che decide al posto nostro o che impoverisca la relazione educativa". L'IA deve supportare il lavoro dei docenti senza intaccare il rapporto diretto tra insegnante e studente.

Il compito della scuola, secondo Frassinetti, è "governare l'innovazione, non subirla", formando cittadini "liberi, consapevoli e responsabili". Questo obiettivo implica che la scuola non si limiti a introdurre strumenti digitali, ma sappia costruire un pensiero critico rispetto al loro utilizzo. L'equilibrio tra dimensione umana e strumenti tecnologici si costruisce nell'ambiente scolastico, dove si formano sia le competenze sia i valori necessari per orientarsi nella società digitale.

100 milioni di euro per aggiornare i docenti sull'IA

Il dato economico più rilevante dell'intervento riguarda le risorse destinate all'aggiornamento professionale. Il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha stanziato 100 milioni di euro con l'obiettivo di accompagnare i docenti nell'utilizzo "consapevole e didatticamente efficace" dell'intelligenza artificiale. L'investimento mira a rendere gli insegnanti protagonisti attivi della transizione digitale, piuttosto che soggetti passivi di un cambiamento tecnologico imposto dall'esterno.

L'iniziativa si colloca in un percorso avviato a livello europeo: il Regolamento UE sull'IA (EU AI Act, Reg. UE 2024/1689), entrato progressivamente in vigore dal 2024 con applicazione ai sistemi di IA nel settore scolastico prevista dal 2025, ha spinto i governi nazionali a definire regole specifiche anche per il settore educativo. La legge italiana sull'IA citata da Frassinetti risponde a questo obbligo normativo, declinandolo per la realtà delle scuole italiane.

Non sono ancora state rese note le modalità di accesso ai fondi, i soggetti erogatori dei percorsi di aggiornamento né le tempistiche di avvio. Il Ministero non ha pubblicato al momento un piano operativo dettagliato con le specifiche dei programmi formativi previsti. Il dato sull'investimento rimane quindi, al momento, una dichiarazione di intento in attesa di atti concreti che ne definiscano l'attuazione.

Il progetto "Posso" ha aperto alla Camera un confronto sul rapporto tra intelligenza artificiale, benessere degli studenti e nuovi linguaggi digitali. Le dichiarazioni di Frassinetti tracciano un orientamento politico chiaro: la formazione dei docenti è la leva principale per governare la trasformazione digitale senza perdere il centro umano del processo educativo.

Pubblicato il: 4 maggio 2026 alle ore 14:57