Gli organici ATA 2026/27 scendono a 194.303 posti totali, con una riduzione di 2.174 unità rispetto ai 196.477 del 2025/26. Il taglio non è distribuito tra tutti i profili: ricade interamente sui collaboratori scolastici, che scendono a 128.969 posti. Gli altri due profili principali, assistenti amministrativi e assistenti tecnici, restano invariati nel totale nazionale.
Da dove viene il taglio
Il fondamento normativo è la Legge di Bilancio 2024, art. 1 comma 828 - Gazzetta Ufficiale, che ha disposto la riduzione dell'organico ATA a partire dall'anno scolastico 2026/27. I numeri sono stati presentati dal MIM nella riunione con i sindacati del 15 maggio 2026: un confronto che ha messo in luce le divergenze tra la posizione ministeriale e quella delle organizzazioni di categoria.
* Collaboratori scolastici: 128.969 posti (-2.174 rispetto al 2025/26)
* Assistenti amministrativi: 46.822 posti (saldo nazionale invariato, con redistribuzioni regionali)
* Assistenti tecnici: 17.190 posti
Per gli assistenti amministrativi il dato complessivo rimane stabile, ma le variazioni regionali sono significative: la Lombardia guadagna 40 unità, la Sicilia 25, mentre la Sardegna perde 19 e la Puglia 18. Il saldo zero a livello nazionale nasconde quindi una redistribuzione interna tra regioni. I collaboratori scolastici assorbono invece l'intero taglio previsto dalla norma: sui 131.143 posti del 2025/26 vengono eliminate 2.174 unità, pari all'1,7% del profilo. Per un confronto con la riforma degli organici dell'anno scorso, è utile la riforma organici 2025/26 con tagli e aumenti per il personale scolastico.
La distribuzione regionale: il peso sul Sud
I dati per regione mostrano che la riduzione non è distribuita in modo uniforme. Le cinque regioni con le perdite maggiori di collaboratori scolastici sono Campania (-251), Puglia (-190), Lazio (-187), Toscana (-181) e Veneto (-179). Seguono Piemonte (-165), Sardegna (-133), Sicilia (-123) e Calabria (-121).
Aggregando le regioni meridionali e insulari, cioè Abruzzo (-58), Basilicata (-49), Calabria (-121), Campania (-251), Molise (-16), Puglia (-190), Sardegna (-133) e Sicilia (-123), il totale dei posti persi è 941 su 2.174, pari al 43,3% del taglio complessivo. Le regioni del Nord perdono 741 posti (34,1%), il Centro 492 (22,6%). Il Sud e le Isole assorbono quindi quasi la metà dei tagli nazionali.
I collaboratori scolastici svolgono funzioni operative non facilmente delegabili: vigilanza agli ingressi, sorveglianza durante le ricreazioni, accoglienza delle famiglie e assistenza agli alunni con disabilità nelle fasi di ingresso e uscita. Nelle scuole con meno personale questi compiti vengono redistribuiti sui docenti presenti, riducendo il tempo disponibile per la didattica. Per il personale ATA che si trova in situazioni di difficoltà dopo i tagli, le tutele nelle graduatorie interne del personale ATA in difficolta restano un riferimento per chi dovrà affrontare la mobilità.
Vent'anni di tagli: la traiettoria strutturale
Il taglio 2026/27 non è un episodio isolato. L'Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori (Anief) ha ricordato che dall'anno scolastico 2007/2008 ad oggi il personale ATA ha subito una riduzione complessiva di 58.358 unità. Aggiungendo questa perdita all'organico attuale (194.303), l'organico ATA nel 2007/08 superava le 252.000 unità: in diciannove anni è stato eliminato oltre il 23% del personale di supporto alle scuole italiane.
Il profilo più colpito nel lungo periodo è sempre stato quello dei collaboratori scolastici, la categoria con più mansioni operative e meno visibilità istituzionale. La base normativa del taglio 2026/27, una legge di bilancio e non un riordino demografico, significa che la riduzione è strutturale e difficilmente reversibile nel breve termine senza un intervento legislativo specifico.
Anief ha espresso un parere 'fortemente negativo', sottolineando che la riduzione indebolisce ulteriormente un settore già contratto. Le organizzazioni sindacali stanno valutando le prossime iniziative, in un contesto più ampio in cui le riduzioni in busta paga per docenti e personale ATA sono gia oggetto di protesta sindacale. Il confronto del 15 maggio non ha prodotto accordi: il MIM ha confermato le dotazioni previste dalla norma.
Le dotazioni regionali definitive saranno operative dall'avvio dell'anno scolastico 2026/27. Per il personale in soprannumero si attiveranno le procedure di mobilità interprovinciale e interregionale previste dal contratto di comparto: le scadenze per la presentazione delle domande saranno comunicate nelle prossime circolari ministeriali.