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Nuove indicazioni per i licei 2027/2028: Marx, Fichte e Leibniz esclusi dalla bozza

La bozza 2026 delle Indicazioni nazionali esclude Marx e Spinoza dai licei. Cosa cambia per docenti e studenti dal 2027/2028.

Indice: Cosa prevede la bozza per la filosofia al liceo | I filosofi esclusi e la lettera dei sessanta | La risposta del ministero: indicazioni, non obblighi | Timeline: dalla bozza all'adozione ufficiale | Errori comuni da evitare nella lettura della bozza | Domande frequenti

Cosa prevede la bozza per la filosofia al liceo

La bozza delle Indicazioni nazionali per i licei attribuisce alla filosofia una doppia caratterizzazione: da un lato come pratica concreta di riflessione, interrogazione e argomentazione; dall'altro come sapere storico legato a una tradizione di autori e testi. Il documento organizza il percorso per «correnti di pensiero» (razionalismo, empirismo, idealismo, ecc.) anziché per singoli autori, lasciando ai docenti la scelta delle figure da approfondire nell'ambito di ciascuna corrente.

Tra le novità strutturali figura una sezione intitolata «Perché studiare questa disciplina», pensata per connettere i contenuti alla realtà contemporanea e alla motivazione degli studenti. Il documento descrive la filosofia come un «laboratorio del pensiero» in cui errore, incertezza e conflitto sono risorse didattiche, non ostacoli da evitare. La commissione ministeriale, composta da oltre 130 esperti tra figure accademiche, scolastiche e dell'associazionismo professionale, ha prodotto il testo pubblicato il 22 aprile 2026. Il documento è disponibile per la consultazione pubblica sul sito del Ministero Indicazioni nazionali per i licei - MIM fino al 31 maggio 2026.

I filosofi esclusi e la lettera dei sessanta

Nella lista degli autori citati nel documento non compaiono Marx, Spinoza, Fichte, Schelling e Leibniz. È questa assenza a essere al centro della polemica. Il 12 maggio 2026, oltre 60 professori e filosofi hanno firmato una lettera aperta al Ministero dell'Istruzione e del merito, definendo l'esclusione «un disastro». Tra i firmatari figurano Massimo Cacciari (professore emerito e già sindaco di Venezia), Gaetano Lettieri e Giuseppe Licata.

I firmatari sostengono che la lista degli autori rispecchi «più di un debito nei confronti di quel fantasioso progetto di egemonia culturale» e che il governo stia tentando di lasciare una «polpetta avvelenata al mondo della scuola, ai docenti e alle nuove generazioni». L'accusa rivolta ai redattori del documento è di «dilettantismo». Secondo i sottoscrittori, l'assenza di autori come Marx, che ha segnato il pensiero economico, politico e critico del Novecento, o di Spinoza, considerato un cardine della filosofia moderna e del pensiero laico, non è una scelta neutrale: invia comunque un segnale culturale preciso alle generazioni di studenti che si formeranno a partire dal 2027/2028.

La lettera, aperta a nuove adesioni, è accompagnata da una petizione su Change.org che al momento della pubblicazione dell'articolo originale aveva già superato le 3.000 firme.

La risposta del ministero: indicazioni, non obblighi

Loredana Perla, presidente della commissione e docente di Didattica e Pedagogia speciale all'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, ha risposto alle critiche precisando che si tratta di «indicazioni» e non di programmi vincolanti: «Ogni contributo verrà tenuto in considerazione», ha dichiarato sulle pagine di Repubblica, ringraziando i colleghi per l'attenzione al testo.

La posizione del Ministero è che gli autori non esplicitati nella lista non sono vietati: restano «alla libertà e all'esperienza del docente». Il ministro Valditara adotterà il documento in forma ufficiale solo al termine del percorso di consultazione pubblica. La distinzione tra indicazioni orientative e programmi obbligatori è il fulcro della difesa istituzionale. I critici, tuttavia, replicano che nella pratica scolastica le indicazioni ministeriali condizionano l'adozione dei manuali e le aspettative degli esami, e che la lista di autori citati nel documento diventa inevitabilmente un punto di riferimento per editori e commissioni.

Timeline: dalla bozza all'adozione ufficiale

Errori comuni da evitare nella lettura della bozza

Confondere la bozza con il programma definitivo: il documento pubblicato il 22 aprile 2026 è sottoposto a consultazione fino al 31 maggio 2026. Il ministro Valditara ha dichiarato esplicitamente che lo adotterà ufficialmente solo dopo il completamento del percorso di ascolto. Fino a quella data, modifiche al testo sono possibili e l'invio di contributi da parte di chiunque appartenga alla comunità scolastica è aperto.

Interpretare l'assenza di un autore come divieto di insegnarlo: le Indicazioni nazionali non sono un catalogo chiuso. Il Ministero ha precisato che la scelta degli autori da approfondire rimane «alla libertà e all'esperienza del docente». Marx, Spinoza o Fichte non citati nella bozza possono continuare a essere insegnati nei licei, nella misura in cui il docente lo ritenga opportuno all'interno della corrente di pensiero trattata.

Sottovalutare la scadenza della consultazione: chiunque appartenga alla comunità scolastica può inviare un contributo entro il 31 maggio 2026. La lettera dei 60 professori e la petizione su Change.org dimostrano che la pressione pubblica ha già aperto un confronto con il Ministero. La consultazione ufficiale è il canale istituzionale per incidere concretamente sul testo finale.

Domande frequenti

Marx e Spinoza spariscono dai licei dal 2027?

Non necessariamente. Il documento ministeriale non include Marx e Spinoza tra gli autori di riferimento, ma non ne vieta l'insegnamento. La struttura per «correnti di pensiero» lascia ai docenti la scelta degli autori concreti da trattare. L'impatto reale dipenderà dall'adozione dei manuali scolastici e dalle scelte dei singoli insegnanti, due fattori che vanno oltre il testo della bozza.

Come posso partecipare alla consultazione entro il 31 maggio 2026?

Docenti, studenti, dirigenti scolastici e associazioni di categoria possono inviare contributi tramite i canali ufficiali del Ministero dell'Istruzione e del merito. La lettera dei 60 professori è un documento pubblico aperto a nuove firme; la petizione su Change.org è accessibile e aderibile online da chiunque voglia esprimere una posizione pubblica sul tema.

Le nuove indicazioni toccano solo la filosofia?

No. La bozza ridisegna l'impostazione di tutte le discipline liceali. Scompare la Geostoria: storia e geografia tornano discipline separate, ciascuna con propri manuali e metodologia. La matematica integra per la prima volta temi di intelligenza artificiale, in applicazione della Legge 132/2025 e dell'AI Act UE. La letteratura è riposizionata come pratica di auto-comprensione. La filosofia è la materia che ha ricevuto più attenzione mediatica, ma le novità riguardano l'intero percorso liceale.

Quando le nuove indicazioni entreranno definitivamente in vigore?

Se il percorso di consultazione si conclude nei tempi previsti, le nuove Indicazioni nazionali per i licei entrano in vigore a partire dall'anno scolastico 2027/2028. Fino ad allora restano in vigore le indicazioni approvate nel 2010. Il ministro Valditara ha indicato che l'adozione ufficiale avverrà solo al termine del percorso di ascolto della comunità scolastica.

La consultazione aperta fino al 31 maggio 2026 è la fase in cui il confronto tra posizione ministeriale e critiche accademiche può ancora tradursi in modifiche concrete al testo. Il dibattito sull'assenza di Marx e Spinoza dalla lista degli autori di riferimento interroga una questione più ampia: chi stabilisce il canone filosofico che i licei italiani trasmettono alle nuove generazioni, e con quali criteri. La risposta dipende anche da quanti, tra docenti e studenti, sceglieranno di utilizzare il canale della consultazione prima che si chiuda.

Pubblicato il: 16 maggio 2026 alle ore 10:31