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Mobilità personale ATA 2026/2027: dal 23 marzo le domande di trasferimento. Ecco tempi, scadenze e novità

Dopo la firma del CCNI 2025/2028, si attende l'ordinanza ministeriale prevista per il 16 marzo. Tra le novità, l'eliminazione della ricongiunzione ai genitori ultrasessantacinquenni

* Il nuovo CCNI 2025/2028 e l'ordinanza in arrivo * Quando presentare domanda: le scadenze da segnare * Le novità principali: cosa cambia per il personale ATA * Requisiti per il trasferimento: chi può fare domanda * Il quadro complessivo della mobilità scuola 2026

Il nuovo CCNI 2025/2028 e l'ordinanza in arrivo {#il-nuovo-ccni-2025-2028-e-lordinanza-in-arrivo}

La macchina della mobilità del personale ATA per l'anno scolastico 2026/2027 è ufficialmente in moto. Martedì 10 marzo 2026 è stato sottoscritto il CCNI (Contratto Collettivo Nazionale Integrativo) sulla mobilità 2025/2028, il documento che regola trasferimenti e passaggi di profilo per il triennio. Un passaggio atteso, che apre la strada all'emanazione dell'ordinanza ministeriale da parte del Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Stando a quanto emerge, salvo modifiche dell'ultima ora, l'O.M. dovrebbe essere pubblicata il 16 marzo 2026. Sarà quel provvedimento a fissare nel dettaglio tempi, modalità operative e requisiti necessari per la presentazione delle istanze. Il condizionale, in questi casi, è d'obbligo: chi segue le vicende della mobilità scolastica sa bene che slittamenti, anche di pochi giorni, non sono infrequenti.

La sottoscrizione del contratto integrativo rappresenta comunque il tassello fondamentale. Senza il CCNI, il Ministero non può procedere. Ora il quadro normativo c'è, e la palla passa a Viale Trastevere.

Quando presentare domanda: le scadenze da segnare {#quando-presentare-domanda-le-scadenze-da-segnare}

Per il personale ATA che intende chiedere il trasferimento, le date da cerchiare in rosso sul calendario sono chiare:

* Apertura domande: 23 marzo 2026 * Chiusura domande: 9 aprile 2026

La finestra temporale è quindi di poco più di due settimane. Un arco di tempo tutto sommato in linea con le tornate precedenti, ma che richiede attenzione: preparare la documentazione, verificare i punteggi, valutare le preferenze territoriali non è cosa che si improvvisa all'ultimo giorno.

Le domande, come ormai consolidato, andranno presentate attraverso la piattaforma Istanze OnLine del Ministero. Chi non ha ancora provveduto ad aggiornare le proprie credenziali SPID o CIE farebbe bene a muoversi per tempo.

A proposito di graduatorie e punteggi, vale la pena ricordare che la corretta valutazione dei titoli e dei servizi resta un tema delicato, su cui spesso sorgono contestazioni. Per chi volesse approfondire le tutele previste, può essere utile la lettura dell'articolo sulle Graduatorie Interne: I Diritti dei Docenti e del Personale ATA in Difficoltà.

Le novità principali: cosa cambia per il personale ATA {#le-novita-principali-cosa-cambia-per-il-personale-ata}

Ogni rinnovo contrattuale porta con sé modifiche, alcune tecniche, altre di sostanza. La novità più rilevante che emerge dal CCNI 2025/2028 riguarda la ricongiunzione al nucleo familiare.

In particolare, è stata eliminata la possibilità di ottenere il punteggio aggiuntivo per ricongiunzione ai genitori ultrasessantacinquenni. Una modifica che tocca una platea non trascurabile di lavoratori, soprattutto tra coloro che negli anni passati facevano leva su questo criterio per migliorare la propria posizione nelle graduatorie di mobilità.

La ratio della scelta, come sottolineato da fonti vicine alla trattativa, risiederebbe nella volontà di semplificare i criteri e ridurre le situazioni di contenzioso legate alla verifica dell'effettiva assistenza prestata. Resta il fatto che per chi contava su quel punteggio, il cambio di regole in corsa rappresenta un problema concreto.

Non è la prima volta che il confronto tra Ministero e organizzazioni sindacali produce modifiche significative nella disciplina della mobilità ATA. Chi vuole ricostruire il percorso delle trattative può leggere l'approfondimento sul Confronto tra Ministero e sindacati: aggiornamenti sui passaggi di area per il personale ATA.

Requisiti per il trasferimento: chi può fare domanda {#requisiti-per-il-trasferimento-chi-puo-fare-domanda}

In attesa del testo definitivo dell'ordinanza ministeriale, i requisiti generali per la mobilità del personale ATA restano ancorati al quadro normativo consolidato. Può presentare domanda di trasferimento:

* Il personale ATA di ruolo (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, assistenti tecnici, e le altre figure previste dall'ordinamento) che abbia superato il periodo di prova * Chi abbia maturato il vincolo triennale di permanenza nella sede di titolarità, salvo le eccezioni previste dalla legge (tra cui le situazioni tutelate dall'art. 33 della Legge 104/1992) * Il personale che intenda richiedere un passaggio di profilo all'interno dell'area di appartenenza o verso un'area diversa, nel rispetto dei requisiti di accesso

Attenzione particolare meritano i vincoli di permanenza introdotti dalle recenti riforme. Il principio è noto: chi ottiene il trasferimento è tenuto a restare nella nuova sede per almeno tre anni scolastici. Le deroghe esistono, ma vanno documentate con rigore.

Per chi invece è in attesa di stabilizzazione o inserimento nelle graduatorie provinciali, un riferimento utile è l'articolo sull'Apertura delle Graduatorie 24 Mesi ATA: Domande dal 28 Aprile al 19 Maggio 2025, che ricostruisce le procedure della scorsa tornata.

Il quadro complessivo della mobilità scuola 2026 {#il-quadro-complessivo-della-mobilita-scuola-2026}

La mobilità del personale ATA si inserisce nel più ampio mosaico dei movimenti del personale scolastico, che ogni anno coinvolge centinaia di migliaia di lavoratori tra docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Il CCNI appena firmato regolerà le operazioni per l'intero triennio 2025/2028, anche se le tabelle di valutazione e le modalità operative vengono specificate anno per anno dall'ordinanza ministeriale.

La questione resta aperta su diversi fronti. Il primo riguarda la capienza dei posti disponibili, che dipende dall'organico di diritto che verrà definito nelle prossime settimane. Il secondo, più strutturale, tocca la distribuzione territoriale del personale: alcune regioni del Nord continuano a registrare carenze croniche, mentre al Sud la competizione per i posti disponibili è feroce.

Per il personale ATA, i prossimi giorni saranno decisivi. L'emanazione dell'ordinanza il 16 marzo – se confermata – lascerà appena una settimana per studiare il testo e preparare la domanda. Chi ha intenzione di muoversi farebbe bene a iniziare già ora a raccogliere certificazioni, verificare il proprio punteggio e individuare le sedi preferite.

I conti, come sempre, si faranno a luglio, quando il Ministero pubblicherà gli esiti dei movimenti. Fino ad allora, non resta che procedere con metodo e con le informazioni giuste.

Pubblicato il: 13 marzo 2026 alle ore 10:25