* Il CCNI mobilità è legge: la firma del 10 marzo * Le novità principali: deroghe ridotte e vincoli più stringenti * Calendario delle domande: chi apre il 16 marzo * Esiti e pubblicazioni: le date da segnare * Cosa cambia in concreto per docenti e ATA
Il CCNI mobilità è legge: la firma del 10 marzo {#il-ccni-mobilità-è-legge-la-firma-del-10-marzo}
La partita si è chiusa il 10 marzo. Con la firma definitiva del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sulla mobilità del personale docente, educativo e ATA per il triennio 2025/26-2026/27-2027/28, il Ministero dell'Istruzione e del Merito e le organizzazioni sindacali hanno messo nero su bianco le regole che governeranno trasferimenti e passaggi di cattedra nei prossimi tre anni scolastici.
Un iter lungo, come spesso accade in materia di mobilità scuola, segnato da trattative serrate su alcuni nodi cruciali. Su tutti, quello relativo alle deroghe ai vincoli di permanenza — un tema che tocca migliaia di lavoratori della scuola e che quest'anno porta con sé novità significative, non tutte accolte favorevolmente dalla base.
Le novità principali: deroghe ridotte e vincoli più stringenti {#le-novità-principali-deroghe-ridotte-e-vincoli-più-stringenti}
Il testo definitivo del CCNI mobilità introduce due modifiche di rilievo rispetto al contratto precedente. La prima riguarda la deroga ai vincoli di permanenza per la presenza di figli: il limite di età è stato ridotto a 14 anni. In sostanza, chi invocava la necessità di avvicinarsi alla residenza del figlio minore potrà farlo solo se il figlio non ha ancora compiuto i quattordici anni. Una soglia più bassa rispetto al passato, che restringe sensibilmente la platea dei potenziali beneficiari.
La seconda novità è ancora più netta: è stata soppressa la deroga per il ricongiungimento al genitore over 65. Una misura che permetteva a docenti e personale ATA di chiedere il trasferimento per assistere un genitore anziano senza incorrere nei vincoli triennali. Stando a quanto emerge dal testo contrattuale, questa possibilità non esiste più.
Sono scelte che riflettono una tendenza chiara: contenere il ricorso alle eccezioni, rafforzando il principio della continuità didattica e della stabilità degli organici. Una direzione che il Ministero persegue da tempo, ma che inevitabilmente penalizza chi si trova in situazioni familiari complesse. Sul fronte dei diritti del personale in difficoltà, peraltro, resta sempre aperto il capitolo delle Graduatorie Interne: I Diritti dei Docenti e del Personale ATA in Difficoltà, un tema strettamente connesso alla mobilità d'ufficio.
L'impatto sui vincoli triennali
Vale la pena ricordare il contesto normativo. I vincoli di permanenza sulla sede — introdotti e poi modificati più volte negli ultimi anni — impongono al personale neoassunto o trasferito di restare nella scuola di titolarità per un determinato numero di anni prima di poter presentare nuova domanda di mobilità. Le deroghe rappresentavano una valvola di sfogo per chi, pur vincolato, si trovava in condizioni personali meritevoli di tutela. Con il nuovo CCNI, quella valvola si stringe.
Calendario delle domande: chi apre il 16 marzo {#calendario-delle-domande-chi-apre-il-16-marzo}
Passando agli aspetti operativi, il CCNI definitivo fissa le date per la presentazione delle istanze. Le domande di mobilità territoriale e professionale per il personale docente ed educativo si apriranno il 16 marzo. Un appuntamento ormai imminente, che richiede ai diretti interessati di aver già verificato requisiti, punteggi e preferenze.
Per il personale ATA, le finestre temporali seguiranno un calendario specifico che il testo contrattuale dettaglia. Come di consueto, tutte le domande dovranno essere inoltrate attraverso la piattaforma Istanze Online del Ministero.
È il momento, dunque, di controllare con attenzione la propria posizione. Chi ha dubbi sul punteggio attribuito o sulle condizioni di accesso farebbe bene a consultare il testo integrale del contratto e, se necessario, rivolgersi ai sindacati di riferimento. In un periodo già segnato da tensioni sul fronte economico — come testimoniato dalle recenti Riduzioni in Busta Paga per Docenti e Personale ATA: I Sindacati Protestano contro il Governo — la mobilità rappresenta per molti l'unica leva concreta per migliorare la propria condizione lavorativa.
Esiti e pubblicazioni: le date da segnare {#esiti-e-pubblicazioni-le-date-da-segnare}
Il contratto fissa anche i termini per la pubblicazione dei risultati. Gli esiti della mobilità docenti saranno resi noti il 29 maggio 2026. Per il personale ATA, la data è fissata al 10 giugno 2026.
Si tratta di scadenze fondamentali, non solo per chi ha presentato domanda, ma per l'intero sistema scolastico: dagli esiti della mobilità dipendono infatti le operazioni successive — dalle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie fino alla definizione degli organici di fatto e alle nomine dei supplenti.
Un calendario serrato, ma in linea con l'obiettivo dichiarato di chiudere tutte le operazioni propedeutiche all'avvio dell'anno scolastico con largo anticipo rispetto a settembre.
Cosa cambia in concreto per docenti e ATA {#cosa-cambia-in-concreto-per-docenti-e-ata}
Ricapitolando, le novità operative del CCNI mobilità definitivo che ogni lavoratore della scuola deve tenere presente:
* Deroga figli: il limite di età scende a 14 anni. Chi ha figli di 14 anni compiuti o più non potrà invocare questa deroga per superare i vincoli. * Deroga genitore over 65: eliminata. Non sarà più possibile ottenere la deroga ai vincoli per ricongiungimento al genitore anziano. * Apertura domande docenti: 16 marzo 2026, tramite Istanze Online. * Esiti docenti: 29 maggio 2026. * Esiti ATA: 10 giugno 2026. * Validità: il contratto copre il triennio 2025/26-2027/28, il che significa che queste regole resteranno in vigore per tre cicli di mobilità.
La portata triennale del contratto non è un dettaglio secondario. Chi sperava in un ammorbidimento delle regole a breve termine dovrà attendere almeno il prossimo rinnovo del CCNI. Nel frattempo, la macchina della mobilità è già in moto: mancano pochi giorni all'apertura delle domande, e per migliaia di docenti e ATA in tutta Italia è il momento delle scelte.