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Mense scolastiche, l'indagine 2026 di Cittandinanzattiva: divari fino al triplo tra le città e ticket più cari

L'indagine Cittadinanzattiva: rincari medi del 2,7% e divari fino al triplo tra Cagliari e Parma. Tempo pieno solo a un bambino su due.

La IX Indagine annuale di Cittadinanzattiva sulle mense scolastiche, pubblicata il 16 giugno 2026, registra un costo medio di 87€ al mese per la scuola dell'infanzia e 89€ per la primaria nell'anno scolastico 2025/2026, in aumento rispetto agli 85€ e 86€ rilevati nel 2024/2025. A livello nazionale il prezzo a pasto sale a 4,3€ per l'infanzia e 4,41€ per la primaria, con rincari del 2,1% e del 2,7%. La rilevazione ha riguardato tutti i capoluoghi italiani e si basa su una famiglia tipo composta da due genitori e un figlio minore, con reddito lordo annuo di 44.200€ e ISEE di 19.900€, ipotizzando una frequenza di 20 giorni per 9 mesi.

I divari tra città e regioni

Il quadro territoriale resta segnato da differenze marcate. La regione più cara è l'Emilia Romagna, con 116€ mensili per l'infanzia e 115€ per la primaria, in crescita rispetto ai 108€ della precedente rilevazione. La più economica è la Sardegna, con 61€ per l'infanzia (invariato) e 65€ per la primaria. Tra i capoluoghi, il primato della città più costosa passa a Parma, con 7,8€ a pasto all'infanzia e 7,1€ alla primaria: nell'edizione precedente era Torino. La più accessibile è Cagliari, a 2,1€ in entrambi i gradi, dove l'anno scorso il record apparteneva a Barletta (2,00€). Roma conferma invece un prezzo invariato di 2,6€ a pasto. I picchi di aumento più elevati sulla primaria si concentrano in Molise (+16,6%) e Abruzzo (+7,6%).

Dotazione mense e fondi PNRR

Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione e del merito per il 2024/2025, il 36,5% degli edifici scolastici statali dispone di una mensa, contro il 34,5% dell'anno precedente. La copertura resta diseguale: 45,5% al Nord, 41,5% al Centro, 24% al Sud e 22,3% nelle Isole. Sul versante del PNRR gli interventi finanziati per la costruzione o la messa in sicurezza dei locali mensa salgono da 961 (rilevati a dicembre 2024) a 1.975 attuali, di cui 926 destinati a nuove strutture (erano 516). Cambia anche la distribuzione delle risorse: al Sud e alle Isole va oggi il 66% dei fondi impiegati e il 59,1% dei progetti finanziati, quota in aumento rispetto al 37% della rilevazione precedente, grazie ai nuovi bandi e agli scorrimenti di graduatoria.

L'associazione ricorda che in Italia le mense erogano circa 400 milioni di pasti l'anno e segnala che il tempo pieno alla primaria è oggi garantito a un bambino su due. Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva, indica come prioritari il riconoscimento della mensa come livello essenziale delle prestazioni e un incremento del Fondo per la povertà alimentare a scuola, fermo a 500.000€ per il 2025 e il 2026. La preoccupazione è che i Comuni nel prossimo anno scolastico rivedano al rialzo le tariffe a carico delle famiglie.

Pubblicato il: 16 giugno 2026 alle ore 15:16