{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Maturità 2026, niente più scena muta: oggi al via gli orali

Orali Maturità 2026 al via il 23 giugno: l'ordinanza Valditara vieta la scena muta. Chi rifiuta il colloquio è bocciato, anche con crediti alti.

Da oggi, martedì 23 giugno 2026, prendono il via i colloqui orali della Maturità 2026 in tutte le scuole superiori italiane. La prima novità della riforma firmata dal ministro Giuseppe Valditara passa dall'ordinanza ministeriale 54 del 26 marzo, che archivia la scena muta: chi si presenta in commissione ma rifiuta di rispondere è bocciato, anche se i crediti scolastici basterebbero da soli alla promozione.

Stop alla scena muta: chi tace non si diploma

Fino allo scorso anno il punteggio accumulato nel triennio consentiva di rifiutare l'orale una volta raggiunta la sufficienza complessiva. Il decreto legge 127/2025 e l'ordinanza Valditara cancellano la scappatoia: la prova si considera superata solo se il candidato affronta attivamente tutte le fasi del colloquio. Il silenzio in commissione, anche parziale, fa scattare la bocciatura. Il principio è già stato confermato in sede giudiziaria. Il Tribunale di Palermo, con la sentenza del 24 marzo 2025, ha respinto il ricorso di una candidata di un istituto professionale presentatasi all'esame con 48 punti su 100: l'ansia le aveva impedito di rispondere alle domande dei commissari, anche sull'argomento a piacere, e la pausa di dieci minuti concessa dalla commissione non era bastata a sbloccarla. Le faq pubblicate dal MIM nei giorni precedenti l'inizio degli orali precisano che la regola vale anche se la scena muta è legata a un attacco di panico: la commissione può sospendere e riprendere il colloquio, ma il silenzio totale impedisce di concludere la prova. Resta comunque a carico degli esaminatori l'obbligo di mettere il candidato nelle condizioni di esprimersi, modulando le domande o proponendo argomenti alternativi.

Quattro materie, riflessione iniziale e venti punti

Cambia anche la struttura del colloquio. L'apertura non è più affidata allo spunto a sorpresa scelto dal docente: il candidato avvia la prova con una riflessione personale sul proprio percorso di studi, supportata dagli elementi del curriculum dello studente. L'interrogazione si concentra poi su quattro discipline fisse, diverse per ciascun indirizzo, individuate dal MIM con il decreto numero 13 del 29 gennaio 2026. Restano lo spazio per l'analisi dei percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento e la verifica delle competenze di educazione civica. La durata indicativa è di 45-60 minuti per candidato. Il punteggio massimo attribuibile all'orale resta fissato a venti punti, da sommare ai quaranta delle prove scritte e ai quaranta dei crediti del triennio. La griglia di valutazione ufficiale è allegata all'Ordinanza ministeriale 54/2026 - MIM.0000054.26-03-2026.pdf/c9444432-8362-330f-040e-b5c1d6829598?version=1.0&t=1774617516737) ed è la stessa per tutte le commissioni del territorio nazionale.

Per i maturandi convocati oggi nelle commissioni di tutta Italia il messaggio è chiaro: presentarsi non basta. Il colloquio va affrontato dalla prima parola fino alla compilazione della griglia di valutazione finale, con la consapevolezza che il tesoretto dei crediti non protegge più chi sceglie di restare in silenzio.

Pubblicato il: 23 giugno 2026 alle ore 10:54