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Maturità 2026: Domani via agli esami orali per gli studenti. Tutte le novità della riforma voluta dal ministro Valditara

Da martedì 23 giugno orali Maturità 2026: silenzio significa bocciatura, 4 materie fisse, bonus ridotti da 5 a 3. Cosa cambia.

Oltre 527mila studenti italiani affrontano da martedì 23 giugno gli orali della Maturità 2026, la prima edizione completa della riforma voluta dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. La regola che concentra il dibattito riguarda il silenzio davanti alla commissione: fino allo scorso anno scolastico il cosiddetto fortino dei crediti consentiva di rifiutare il colloquio quando la sufficienza era già in tasca, da quest'anno chi non parla viene bocciato direttamente. La data esatta di avvio cambia da istituto a istituto, perché il punteggio degli scritti deve essere pubblicato almeno due giorni prima del colloquio, ma per la stragrande maggioranza dei candidati il via è fissato dal 23 giugno in poi.

Quattro materie fisse e niente più spunto a sorpresa

Il colloquio archivia anche lo spunto a sorpresa proposto dai docenti. Il candidato apre con una riflessione personale sul proprio percorso di studi, che può attingere agli elementi raccolti nel curriculum dello studente. L'interrogazione si concentra poi su quattro discipline fisse, indicate dal ministero a fine gennaio e diverse per ciascun indirizzo: una novità che riduce lo spazio di improvvisazione su tutto il programma del triennio. Nella terza fase il maturando illustra le esperienze vissute nei Percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento, ex Pcto, mentre la quarta tappa è dedicata all'Educazione civica, con un confronto su Costituzione, diritti di cittadinanza e sostenibilità ambientale. La durata complessiva del colloquio resta compresa fra 40 e 60 minuti, con la riflessione iniziale che può occupare dai cinque ai dieci minuti a seconda della commissione. I collegamenti fra discipline diventano facoltativi: il candidato può proporli ma non è obbligato a costruire l'intera prova attorno a essi.

Bonus dimezzati e 100 e lode con parere unanime

La valutazione finale resta espressa in centesimi, con sufficienza a quota 60 e tetto a 100. Il punteggio massimo si ottiene sommando fino a 40 punti di credito scolastico maturati nel triennio conclusivo, 20 punti per il primo scritto, 20 punti per il secondo scritto e 20 punti per l'orale. Per ottenere il massimo dei crediti è indispensabile vantare almeno un 9 in comportamento: un voto inferiore in condotta riduce il tetto. I punti bonus assegnati dalla commissione scendono da 5 a 3 rispetto agli scorsi anni e si sbloccano soltanto per chi arriva al termine dell'esame con almeno 90 punti già accumulati. Il 100 e lode resta riservato a chi raggiunge i 60 punti pieni nelle prove d'esame, somma i 40 crediti del triennio, rinuncia ai bonus e ottiene il parere unanime della commissione.

La nuova struttura sposta il peso della valutazione sull'orale: per oltre mezzo milione di studenti una preparazione solida sulle quattro materie d'indirizzo e un racconto coerente del proprio percorso diventano il margine effettivo tra promozione e bocciatura, indipendentemente dalla sufficienza maturata negli scritti.

Pubblicato il: 21 giugno 2026 alle ore 16:11