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Insegnante di Oria ai domiciliari per violenza su alunne

A Oria un docente di primaria è ai domiciliari per presunti abusi su alunne. In passato aveva già ricevuto sanzioni disciplinari per condotte analoghe.

Un insegnante di una scuola primaria di Oria, in provincia di Brindisi, è stato posto agli arresti domiciliari nella serata del 25 maggio 2026. L'accusa contestata dalla Procura della Repubblica di Brindisi è di violenza sessuale aggravata nei confronti di alcune alunne minorenni. L'ordinanza è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi ed eseguita dai militari della Stazione Carabinieri di Oria. Secondo quanto riportato dalla testata locale Brundisium, il provvedimento è stato adottato sulla base di un quadro indiziario consolidato dalle audizioni delle persone offese, raccolte dagli inquirenti nelle settimane precedenti l'esecuzione della misura.

L'ordinanza del Gip e i fatti contestati

Secondo il quadro indiziario ricostruito dagli inquirenti, le indagini hanno documentato ripetuti contatti fisici inappropriati e palpeggiamenti avvenuti all'interno dell'istituto, in momenti privi di supervisione degli adulti. Le dichiarazioni delle minori, considerate convergenti dagli investigatori, hanno confermato il disagio riferito dalle bambine. Sulla base di questi elementi il Giudice per le indagini preliminari ha ritenuto sussistenti le esigenze cautelari, disponendo la misura dei domiciliari con divieto di contatto con le persone offese e con l'ambiente scolastico. L'attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Brindisi, mentre l'esecuzione del provvedimento è stata curata dai Carabinieri della Stazione di Oria nella serata del 25 maggio. Il capo d'imputazione, violenza sessuale aggravata, prevede un aumento di pena in ragione della minore età delle persone offese e del ruolo educativo rivestito dall'indagato al momento dei fatti.

Sanzioni disciplinari pregresse e sospensione obbligatoria

Sull'indagato erano già pendenti sanzioni disciplinari di sospensione dal servizio, irrogate nel recente passato per condotte della medesima natura. Le misure amministrative adottate dall'amministrazione scolastica non avevano interrotto in modo definitivo il rapporto di lavoro. La nuova misura cautelare penale comporta ora la sospensione cautelare obbligatoria prevista dall'articolo 506 del Testo unico sulla scuola - D.Lgs 297/1994, che impone l'allontanamento dal servizio con perdita della retribuzione per tutta la durata della restrizione della libertà personale. Il provvedimento amministrativo è di competenza del dirigente scolastico dell'istituto, tenuto ad avviare anche il procedimento disciplinare ulteriore previsto in caso di reati contro la persona aggravati dalla minore età delle vittime. La misura decorre dalla notifica dell'ordinanza e resta in vigore per l'intera durata della restrizione, anche nel caso in cui la misura penale venga successivamente sostituita con forme meno restrittive.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. L'indagato è assistito da un difensore di fiducia e, fino a sentenza definitiva, vale la presunzione di non colpevolezza prevista dall'articolo 27 della Costituzione. Le famiglie delle alunne coinvolte sono state ascoltate dagli inquirenti nelle settimane precedenti l'esecuzione dell'ordinanza, con il supporto delle procedure di audizione protetta previste per le persone offese minorenni. La conclusione delle indagini determinerà l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Brindisi.

Pubblicato il: 30 maggio 2026 alle ore 16:32