Sei mesi di volontariato bastano a chiudere un'accusa di detenzione illegale di armi ed esplosivi. Il 31 ottobre 2024 un quindicenne di Lecce portò a scuola 14 bombe artigianali nello zaino, destinate alla vendita ai compagni per Halloween. Il tribunale dei minori ha ora dichiarato la messa alla prova superata: il reato è estinto.
Il fatto: mezzo chilo di esplosivo tra i banchi
Il mattino di Halloween 2024, lo studente nascose nello zaino 14 ordigni rudimentali confezionati con polvere pirica: la quantità complessiva sfiorava i 500 grammi. Con la complicità di altri quattro ragazzi - tutti minorenni e tutti descritti come di buona famiglia dalle indagini - aveva perfino stipulato un contratto di vendita, dietro pagamento in denaro.
I Carabinieri trovarono le bombe in una busta della spesa abbandonata nel cortile, vicino all'ingresso secondario della scuola. La Procura di Lecce valutò il rischio come potenzialmente gravissimo: se anche uno solo degli ordigni fosse esploso, avrebbe innescato una deflagrazione a catena tra gli altri 13. Lo studente fu arrestato nei giorni successivi e collocato in una comunità penale con le accuse di detenzione illegale di armi e materiale esplosivo. La posizione degli altri quattro complici fu stralciata dal procedimento principale.
Come funziona la messa alla prova per i minorenni
La messa alla prova (MAP) è lo strumento che ha permesso l'estinzione del reato. Prevista dall'art. 28 del DPR 448/1988, sospende il processo penale minorile e affida il giovane ai servizi sociali, che elaborano un progetto rieducativo personalizzato. Le attività richieste variano: volontariato, lavori di pubblica utilità, percorsi formativi. Se il percorso si conclude positivamente, il reato si estingue senza lasciare precedenti penali.
Nel 2024 in Italia sono stati attivati 4.799 provvedimenti di MAP per minorenni, il valore più alto della serie storica: un aumento del 6,5% rispetto al 2023. Il tasso di successo - cioè la quota di percorsi che termina con l'estinzione del reato - supera stabilmente l'80%. La durata media si attesta intorno ai 9 mesi. Il 15enne di Lecce ha chiuso il percorso in sei, con relazioni dei servizi sociali che il giudice ha valutato positivamente.
La MAP non è applicabile a tutti i reati allo stesso modo: per le fattispecie più gravi, la sospensione del processo può durare fino a 3 anni; per gli altri reati il limite è 12 mesi. Il 15enne di Lecce ha concluso il percorso in anticipo rispetto alla media, grazie a un progetto di volontariato documentato e valutato positivamente dai servizi sociali.
Il trend: minori e armi, +455% in dieci anni
Il caso di Lecce non è isolato. Secondo il rapporto Disarmati di Save the Children (2026), i minori italiani arrestati per reati legati alle armi sono aumentati del 455% in dieci anni: da 27 nel 2014 a 150 nel 2024. I dati del Ministero dell'Interno registrano nel 2024 circa 1.946 minori con armi improprie, più del doppio rispetto al 2019, quando i casi erano 778.
Gli episodi di oggetti pericolosi portati a scuola non riguardano solo Lecce. A Carrara uno studente ha mostrato una pistola giocattolo in classe, causando panico tra i compagni. Le aggressioni crescono in parallelo: a Montebelluna si è registrata una violenza di gruppo contro uno studente, con l'allarme bullismo in crescita nell'area. Pochi giorni dopo, altri 15 studenti hanno picchiato un compagno che difendeva un amico.
Per il 15enne di Lecce, il capitolo si chiude con sei mesi di servizio alla comunità e una cartella penale vuota. I 14 ordigni che aveva portato tra i banchi erano un caso estremo: ma con 1.946 minori con armi improprie registrati nel 2024 e la MAP in crescita record, la giustizia minorile gestisce le conseguenze di un fenomeno che la scuola fatica a prevenire.