Solo 1.409 istituti statali su 7.473 in Italia hanno l'accreditamento Erasmus+: il 18,9% delle autonomie scolastiche. Il numero racconta un'internazionalizzazione che resta esperienza di una minoranza di scuole, nonostante venga descritta come dimensione strutturale dell'autonomia.
Il perimetro reale del programma scuola
Il Rapporto Erasmus+ 2024 dell'agenzia nazionale INDIRE fissa i confini: 37 milioni di euro al settore scolastico, 1.409 istituti accreditati di cui 69 capofila di consorzio, 8.316 docenti e 16.000 alunni in mobilità nel 2024. Le cifre crescono dell'11,99% rispetto al 2023 sul totale dei partecipanti italiani, arrivati a 76.465 considerando anche università ed educazione degli adulti. L'accreditamento KA120 copre l'intero ciclo del programma fino al 2027 e dà accesso annuale ai fondi senza ricandidare progetti. Sul totale di 7.473 istituzioni scolastiche statali censite dal MIM all'avvio dell'anno scolastico 2024/2025, le scuole dentro il sistema sono meno di una su cinque.
La geografia del programma non è quella attesa
Sicilia, Campania e Lombardia guidano la classifica delle richieste approvate: 454 progetti su 704 presentati per la Sicilia, 440 su 614 per la Campania, 350 su 458 per la Lombardia. Il Mezzogiorno presenta più domande in valore assoluto. Quando però si guardano le persone effettivamente in mobilità, l'ordine si capovolge: la Lombardia tocca 10.865 partenze, la Sicilia 9.907, la Campania 8.053. Le scuole lombarde, con meno candidature, mettono in viaggio più persone.
Il differenziale tiene insieme due cose diverse: la propensione a candidarsi e la capacità organizzativa di gestire i progetti finanziati. La Call 2025 dell'accreditamento KA120 ha selezionato 300 istituti su 1.017 candidature: tasso di accettazione del 29,5%, due scuole su tre vengono respinte. Tra i fattori che pesano nella valutazione contano la coerenza del piano Erasmus con il PTOF, la solidità organizzativa interna, la presenza di una figura di referente con mandato chiaro. Nella composizione interna del programma il 57% degli istituti accreditati per il settore scuola appartiene al secondo ciclo: licei e istituti tecnici dominano, mentre primaria e infanzia restano sotto-rappresentate. Lo squilibrio si intreccia con dinamiche di reclutamento come quelle del concorso PNRR 2 per infanzia e primaria, che incidono sulla stabilità degli organici nei primi cicli. I dati regionali aggiungono un altro segnale: in Campania, Piemonte e Basilicata partono più insegnanti che alunni, segno che in quelle aree il programma funziona soprattutto come formazione del personale e meno come esperienza degli studenti.
Cosa serve davvero per portarci dentro una scuola
Per il dirigente, l'accreditamento è un atto giuridico oltre che comunicativo. Va inserito nel PTOF, allineato al Piano di Miglioramento e deve poggiare su un regolamento d'istituto che disciplini mobilità individuale degli studenti, criteri di selezione, valutazione degli apprendimenti maturati all'estero e copertura assicurativa. La prossima scadenza per la candidatura KA120 è fissata al 29 settembre 2026 alle ore 12. Senza queste fondamenta documentali, le esperienze rischiano di restare iniziative isolate di singoli docenti, non strategie permanenti della scuola.
Le scelte si muovono dentro un'agenda densa: dal dibattito sull'intelligenza artificiale nelle aule al confronto sindacale aperto con la mobilitazione del 7 maggio su INVALSI e Indicazioni nazionali, le priorità competono per spazio nei collegi docenti. Costruire un dossier di accreditamento richiede mesi di lavoro tecnico, raccolta di partnership estere e progettazione condivisa: tempo che molti istituti non riescono a ritagliarsi.
Il margine di crescita resta ampio: oltre 6.000 autonomie statali non hanno ancora avviato il percorso. I fondi PNRR integrano fino al 2027 le risorse del programma, e dalla Call 2025 il budget destinato alle scuole è destinato a crescere. La distanza fra discorso sull'apertura europea e numero di scuole che ne fanno parte resta il principale terreno di prova per misurare quanto l'autonomia delle scuole sia davvero europea.