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Decoro e pulizia nelle aule scolastiche: la nuova circolare ministeriale coinvolge studenti e personale

Valditara invita alla responsabilità collettiva: regole, educazione civica e la proposta ANP di sanzioni per i danni

Decoro e pulizia nelle aule scolastiche: la nuova circolare ministeriale coinvolge studenti e personale

Indice dei contenuti

1. Introduzione: Una circolare per scuole più pulite e ordinate 2. Il testo della circolare del Ministro Valditara 3. La responsabilità condivisa nella cura degli ambienti scolastici 4. Il ruolo degli studenti nella pulizia e nel decoro 5. L’intervento di Antonello Giannelli (ANP): "Chi rompe paga" 6. Le ragioni della circolare: dati e criticità nelle scuole italiane 7. L’educazione civica come pilastro della responsabilità 8. Regole per l’ordine nelle aule: esempi e buone pratiche 9. Pulizia e decoro: modelli europei di riferimento 10. Il dibattito: sanzioni sì o no? 11. Vantaggi per la scuola: ambienti migliori per risultati migliori 12. Il coinvolgimento delle famiglie e del personale ATA 13. Le sfide in vista e le prospettive future 14. Sintesi e conclusioni

1. Introduzione: Una circolare per scuole più pulite e ordinate

Negli ultimi anni, la tematica della manutenzione e della pulizia degli ambienti scolastici è tornata al centro dell’attenzione del Ministero dell’Istruzione e del Merito, soprattutto alla luce delle numerose criticità riscontrate in molte scuole d’Italia. Per rispondere a questa necessità diffusa, il Ministro Giuseppe Valditara ha recentemente emesso una specifica circolare ministeriale, con un chiaro richiamo alla "cura, al decoro e all’ordine nelle aule scolastiche", ponendo l’accento sulla responsabilità personale degli studenti.

2. Il testo della circolare del Ministro Valditara

La circolare del Ministro Valditara, pubblicata il 24 febbraio 2026, si presenta come un documento guida diretto a tutti gli istituti italiani: dai dirigenti scolastici ai docenti, al personale ausiliario, tecnico e amministrativo (ATA), e soprattutto agli studenti. Il testo richiama il rispetto delle regole per il mantenimento dell’ordine e della pulizia nelle aule e negli spazi comuni.

Nel dettaglio, il Ministro sottolinea:

* La necessità di "regole chiare e condivise per la gestione ordinata dei locali scolastici"; * Il coinvolgimento diretto degli alunni nel mantenimento del decoro, superando così l’idea che tutto sia demandato esclusivamente al personale ATA; * Una funzione educativa della cura dell’ambiente, come naturale estensione dell’educazione civica.

La circolare è quindi un punto di svolta nella concezione della scuola come "comunità educativa" e non come mera struttura di servizio.

3. La responsabilità condivisa nella cura degli ambienti scolastici

Uno degli elementi innovativi della circolare riguarda la chiamata alla responsabilità di tutti i soggetti che vivono quotidianamente la scuola. In particolare, viene ribadito il principio secondo cui la "cura ambienti scolastici" non può essere un compito esclusivo dei collaboratori scolastici, ma va estesa all’intera comunità scolastica.

Responsabilità studenti scuola significa innanzitutto educare i ragazzi a comprendere l’importanza del rispetto per i beni comuni, evitando comportamenti irrispettosi o dannosi. Ma significa anche stimolare un senso di appartenenza capace di produrre effetti tangibili sull’ordine e sulla qualità dell’ambiente.

4. Il ruolo degli studenti nella pulizia e nel decoro

La circolare del Ministro Valditara va nella direzione di un coinvolgimento attivo degli studenti, introducendo la possibilità di assegnare loro compiti legati alla gestione dell’ordine e della pulizia, compatibilmente con le norme di sicurezza e le specifiche fasce d’età.

Esempi di buone pratiche già presenti in molte scuole italiane e richiamate dal Ministero includono:

* Rotazione di incarichi tra gli studenti per la cura della propria aula (tenere in ordine banchi, raccogliere rifiuti, gestire materiali condivisi); * Promozione di iniziative di sensibilizzazione sul rispetto degli spazi comuni; * Attività di gruppo per il miglioramento dell’ambiente scolastico (decorazione delle aule, progetti di "green school", ecc...); * Gruppi di lavoro misti tra docenti, studenti e personale ATA per l’elaborazione di regole condivise.

Questi esempi dimostrano come l’implementazione della circolare possa già trovare terreno fertile su cui radicarsi.

5. L’intervento di Antonello Giannelli (ANP): "Chi rompe paga"

A rafforzare il messaggio del Ministro, è intervenuto Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi (ANP), sottolineando l’importanza di responsabilizzare maggiormente gli studenti, soprattutto quando si tratta di danni materiali.

L’appello di Rusconi, ripreso anche dalla stampa di settore, vuole essere un richiamo alla responsabilità personale e anche familiare, oltre che un deterrente verso comportamenti incivili. Nel dibattito su "chi rompe paga scuola", la posizione ANP è quella di integrare la funzione educativa con misure concrete di giustizia e responsabilità.

6. Le ragioni della circolare: dati e criticità nelle scuole italiane

La necessità di una nuova circolare sulla pulizia e il decoro scolastico trova fondamento nei dati raccolti negli ultimi anni sull’ordine nelle aule scolastiche e sulle condizioni degli edifici. In molte regioni d’Italia le scuole lamentano:

* Carenza di risorse per la manutenzione ordinaria; * Difficoltà nella gestione dei rifiuti; * Episodi ricorrenti di danneggiamento materiale (porte, banchi, servizi igienici); * Episodi di incuria diffusa, specie dopo l’uscita degli studenti.

Questi problemi impattano negativamente sia sull’immagine della scuola, sia sulla qualità dell’offerta didattica.

7. L’educazione civica come pilastro della responsabilità

Nel nuovo testo della circolare, la educazione civica studenti viene elevata a vero e proprio pilastro delle politiche scolastiche orientate al decoro e all’ordine. Valditara sottolinea come l’educazione civica non possa limitarsi ad una materia curricolare, ma debba diventare parte integrante della vita quotidiana del contesto scolastico.

Per questo motivo, la circolare suggerisce di integrare i contenuti chiaramente legati alla tutela dei beni comuni e alla responsabilità ambientale anche nei percorsi di educazione civica già presenti nei curricoli, stimolando così la consapevolezza individuale e di gruppo.

8. Regole per l’ordine nelle aule: esempi e buone pratiche

L’elaborazione di regole decoro scuola efficaci, secondo le indicazioni ministeriali, deve essere il frutto di un lavoro condiviso tra studenti, insegnanti e famiglie. Alcuni esempi di regole proposte o già applicate nei regolamenti di istituto includono:

* Divieto di scrivere o incidere sui banchi; * Obbligo di gettare i rifiuti negli appositi contenitori; * Cura del materiale scolastico collettivo; * Turnazione per l’aerazione dell’aula e la cura delle piante; * Sanzioni graduate per i comportamenti che ledono il decoro e la pulizia.

Queste azioni sono accompagnate, in alcuni casi, anche da veri e propri percorsi formativi sulla gestione degli ambienti comuni, talvolta in collaborazione con associazioni ambientaliste o enti locali.

9. Pulizia e decoro: modelli europei di riferimento

In molti Paesi europei, la questione delle pulizia scuole Italia viene trattata attraverso la combinazione di regole, formazione e responsabilità personale. In Francia e Germania, ad esempio, esistono da tempo progetti che coinvolgono attivamente gli studenti nella gestione ordinata degli spazi, riducendo in modo significativo i costi e migliorando la qualità della permanenza a scuola.

L’Unione Europea sollecita gli Stati membri ad adottare pratiche di gestione sostenibile degli ambienti scolastici, promuovendo la partecipazione degli studenti in linea con quanto suggerisce oggi il Ministero italiano nella sua circolare. Il confronto internazionale dimostra che coinvolgimento attivo e regole condivise producono effetti duraturi sia sul decoro che sulle competenze civiche degli alunni.

10. Il dibattito: sanzioni sì o no?

La proposta chi rompe paga scuola rilancia, non senza polemiche, il tema dell’applicazione di sanzioni pecuniarie a carico degli studenti (o delle relative famiglie) che, con dati oggettivi alla mano, danneggiano arredi o strutture scolastiche. Le opinioni a riguardo sono varie:

* I favorevoli ritengono che senza sanzioni non sia possibile interrompere il circolo vizioso di danneggiamenti e disordine; * I contrari sostengono che la funzione educativa della scuola debba sempre prevalere sul principio punitivo e che eventuali azioni riparative debbano essere preferite a multe o sanzioni economiche.

L’ANP propone di considerare soluzioni "di giustizia riparativa", con coinvolgimento degli studenti nelle attività di ripristino, ma senza escludere in tutto e per tutto la responsabilità economica.

11. Vantaggi per la scuola: ambienti migliori per risultati migliori

Numerosi studi dimostrano quanto il benessere vissuto negli ambienti scolastici incida positivamente sugli apprendimenti. Aule scolastiche pulite e ben ordinate favoriscono:

* Maggiore concentrazione degli studenti; * Minore incidenza di malattie e assenze; * Comunanza di intenti tra scuola e famiglia; * Riduzione significativa degli atti di vandalismo.

Educare i ragazzi a rispettare gli ambienti scolastici significa rafforzare la loro consapevolezza civica, promuovere il senso di appartenenza e facilitare gli apprendimenti, con benefici di medio e lungo periodo per tutta la società.

12. Il coinvolgimento delle famiglie e del personale ATA

Il successo delle regole decoro scuola dipende anche dal coinvolgimento delle famiglie. La circolare insiste sulla necessità di informare i genitori sin dall’inizio dell’anno scolastico, chiedendo la loro collaborazione attiva non solo per le consuete comunicazioni ma anche per una reale condivisione degli obiettivi di scuola. Anche il personale ATA viene chiamato a collaborare in termini di controllo e formazione, affiancando i docenti e gli studenti nella cura degli ambienti.

13. Le sfide in vista e le prospettive future

Pur condividendo gli intendimenti della nuova circolare, molte scuole lamentano la mancanza di risorse materiali e umane per renderla pienamente operativa. Inoltre, le differenze territoriali tra Nord e Sud Italia sono ancora marcate sia per quanto riguarda la dotazione di arredi che per la qualità degli spazi a disposizione. Il Ministero, tuttavia, promette impegni concreti e finanziamenti per sostenere le scuole impegnate attivamente su questi fronti.

Nel breve periodo, sarà importante:

1. Monitorare l’efficacia delle nuove regole e raccogliere buone pratiche; 2. Favorire la formazione e la partecipazione di tutti gli attori coinvolti; 3. Diffondere percorsi di educazione civica che integrino la cura dell’ambiente scolastico.

14. Sintesi e conclusioni

La circolare del Ministro Valditara rappresenta un cambio di passo nell’impostazione delle politiche scolastiche per il decoro e la pulizia degli ambienti. Proprio nel momento in cui la scuola italiana è chiamata a rinnovarsi, la promozione della _responsabilità degli studenti_, il coinvolgimento delle famiglie e l’integrazione tra educazione civica e regole condivise appaiono come leve strategiche per il miglioramento di tutto il sistema.

Se da un lato la proposta ANP di "chi rompe paga" anima il dibattito sul ruolo delle sanzioni, dall’altro la valorizzazione delle buone pratiche e della responsabilità personale si confermano strumenti fondamentali per una scuola più pulita, sicura e accogliente. La sfida, ora, sarà trasformare le parole in fatti concreti, per restituire alle nuove generazioni una scuola davvero "decorosa".

Pubblicato il: 25 febbraio 2026 alle ore 08:45