{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Dal plico rubato nel 1948 alla maturità di massa: cosa cambiò

Nel 1948 il plico d'esame fu rubato su un autobus romano. Oggi il 99,7% supera la maturità, ma nel Mezzogiorno il 12,4% non ci arriva nemmeno.

Era il luglio 1948 quando il professor Mario Attilio Levi salì su un autobus delle linee urbane romane con in borsa il plico sigillato contenente i temi della maturità classica. Qualcuno glielo rubò. Per quasi una settimana, oltre 10.000 candidati restarono in attesa che le autorità predisponessero nuove tracce. Un episodio che oggi suona quasi impensabile, non solo per ragioni di sicurezza.

Il sistema selettivo del 1948

In quella Italia del dopoguerra, la maturità era riservata a pochissimi. Le scuole superiori contavano circa cinque volte i diplomandi: la grande maggioranza degli iscritti si fermava prima. L'esame classico del 1948 prevedeva quattro prove scritte - tra cui la traduzione in italiano di un brano in latino - più un orale su tutte le materie degli ultimi tre anni. Difficile per chiunque, figuriamoci per un diciassettenne privo di un ambiente familiare stimolante.

Le commissioni erano composte quasi esclusivamente da docenti universitari, garanti della terzietà ma lontani dalle aule scolastiche. Chi superava quell'esame apparteneva, per lo più, già a un ambiente privilegiato. Il diploma del 1948 certificava in gran parte una selezione avvenuta molto prima: a casa, nella biblioteca di famiglia, nella qualità del liceo frequentato.

Da élite a mezzo milione: l'esame che cambia generazione

Oggi all'esame di Stato arriva circa mezzo milione di studenti ogni anno. Nel 2024/2025, il 96,5% degli scrutinati è stato ammesso alle prove finali e il 99,7% dei candidati ha ottenuto il diploma, secondo i dati sugli esami di Stato 2024/2025 pubblicati dal MIM. Questa percentuale non è il risultato di un abbassamento degli standard: riflette decenni di riforme che hanno spostato la selezione dagli esami finali agli anni precedenti.

Non è stato un percorso lineare. La riforma Berlinguer del 1997 ha ridisegnato l'esame introducendo commissioni miste. Quella di Fioroni nel 2007 ha ulteriormente modulato il peso di commissari interni ed esterni. Istruzione, speranza e partecipazione civica a scuola Il risultato, oggi, è che quasi tutti i giovani italiani che arrivano alla maturità la superano.

Il 9,8% che non arriva all'esame

La vera barriera oggi non è superare la maturità, ma il percorso per arrivarci. Il 9,8% dei giovani italiani tra 18 e 24 anni ha abbandonato gli studi senza conseguire un diploma superiore nel 2024, secondo i dati ISTAT. Per la prima volta nella storia italiana la quota scende sotto il 10%, avvicinandosi all'obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030. Ma la media nazionale nasconde distanze enormi.

Nel Mezzogiorno la dispersione scolastica sale al 12,4%, contro l'8,4% del Centro-Nord. In Sicilia raggiunge il 15,2%, in Sardegna il 14,5%. Tra i ragazzi (12,2%) la percentuale è quasi il doppio di quella delle ragazze (7,1%). Dati ISTAT su povertà educativa e dispersione scolastica - audizione parlamentare 2025 Non si tratta solo di statistiche: significa che quasi uno studente su sette in Sicilia non arriverà mai a sostenere l'esame che il professor Levi custodiva su quell'autobus nel 1948.

Commissioni esterne, commissioni miste: 80 anni di compromessi

Il professor Levi era un commissario esterno, come quasi tutti nel 1948. Docenti universitari chiamati per garantire l'obiettività su un esame che riguardava poche migliaia di studenti. Oggi la commissione è mista: due commissari interni, due esterni, più il presidente esterno, per un totale di cinque giudici. Il lavoro dei docenti oltre le ore in classe Un equilibrio costruito in decenni di riforme tra conoscenza diretta dello studente e terzietà di giudizio.

La domanda che il 1948 ci lascia non è sul formato della commissione. È su chi, tra quei 10.000 candidati, aveva avuto realmente la possibilità di arrivarci.

La maturità del 1948 era inaccessibile ai più e difficile per i pochi che vi arrivavano. Quella del 2026 è accessibile a quasi tutti, ma il 12,4% dei giovani del Mezzogiorno non ha ancora la stessa possibilità. Ottantotto anni dopo quel furto sull'autobus, la vera prova non è più l'esame: è arrivare a farlo.

Pubblicato il: 11 maggio 2026 alle ore 08:30