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Crans-Montana, italiani tutti promossi, svizzeri bocciati e al Niguarda festa per i 17 anni di Francesca

Tutti i ragazzi italiani feriti a Crans-Montana sono stati promossi grazie a DAD e PDP. I coetanei svizzeri bocciati. Festa al Niguarda per i 17 anni.

Tutti i ragazzi italiani feriti nella tragedia di Crans-Montana del gennaio 2026 sono stati promossi all'anno scolastico successivo, grazie a programmi di didattica a distanza e piani didattici personalizzati attivati dalle rispettive scuole. I coetanei svizzeri coinvolti nello stesso incidente, secondo quanto riferito dalle famiglie italiane, sono invece stati tutti bocciati. La notizia è emersa il 15 giugno 2026 a margine della festa organizzata al Niguarda per i 17 anni di Francesca, una delle ragazze ancora ricoverate al reparto Grandi Ustionati dell'ospedale milanese.

Festa al Niguarda per i 17 anni di Francesca

I primi auguri sono arrivati a mezzanotte in punto da medici e infermieri dell'ospedale, che la ragazza chiama "casa" dal 4 gennaio. Nel pomeriggio del 14 giugno, sotto le finestre del reparto, si sono ritrovati decine di amici, compagni di classe e animatori dell'oratorio di Buscate, insieme agli altri ragazzi feriti già dimessi: Sofia, Edoardo, Lorenzo, Filippo e Giuseppe. Striscioni, palloncini e cori hanno aperto il pomeriggio, prima delle visite a piccoli gruppi in reparto, con camice e mascherina. Francesca ha ustioni di secondo e terzo grado sul 70 per cento del corpo e in sei mesi ha già subito 50 interventi chirurgici, ai quali potrebbero aggiungersene altri.

Italiani promossi, svizzeri bocciati

La differenza di esito scolastico tra le due nazionalità è stata raccontata dal padre di Giuseppe, uno dei ragazzi dimessi dal Niguarda. Secondo quanto riferito ai genitori italiani dalle famiglie svizzere coinvolte, le scuole d'oltralpe non hanno ritenuto possibile equiparare il percorso di chi aveva frequentato per pochi mesi a quello di chi aveva completato l'anno regolarmente. In Italia, invece, le scuole degli studenti feriti hanno attivato didattica a distanza e piani didattici personalizzati, riconoscendo la condizione clinica come motivo di adattamento del percorso. Anche Giuseppe, iscritto al liceo Gonzaga, ha superato l'anno nonostante le difficoltà di concentrazione emerse dopo il trauma; prosegue ora con sedute di laser e con l'uso di una guaina su mano e viso.

Le cure ai feriti di Crans-Montana hanno richiesto complessivamente circa un migliaio di interventi al Niguarda, secondo l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso, presente alla festa. Ciascuna medicazione su un grande ustionato richiede sedazione per diverse ore ed esecuzione complessa. Francesca resta il caso più impegnativo del reparto e rimarrà ricoverata per altre settimane: la dimissione, hanno precisato i medici, avverrà solo quando saranno esclusi rischi clinici significativi. Con lei restano in degenza Leonardo e Kean, descritti dai sanitari come stremati dopo sei mesi di ricovero.

Per gli studenti italiani la promozione chiude un anno scolastico vissuto fuori dall'aula, fra interventi chirurgici, riabilitazione e didattica a distanza. Il bilancio resta aperto: il percorso clinico prosegue, e il confronto fra le due risposte scolastiche, italiana e svizzera, mette al centro il tema della continuità formativa per gli studenti in condizioni di prolungata assenza dalla scuola.

Pubblicato il: 15 giugno 2026 alle ore 12:03