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Bullismo e Cyberbullismo: L’iniziativa 'Safe Mood On' di Keenetic e FARE X BENE ETS per l’Educazione Digitale nelle Scuole

Manifesto e programmi educativi: una risposta concreta per studenti e famiglie in occasione del Safer Internet Day

Bullismo e Cyberbullismo: L’iniziativa 'Safe Mood On' di Keenetic e FARE X BENE ETS per l’Educazione Digitale nelle Scuole

Indice

* Introduzione: Bullismo e cyberbullismo sotto i riflettori * 'Safe Mood On': la nuova iniziativa firmata Keenetic * Il doppio Manifesto: 24 principi per giovani e famiglie * I 12 principi per i genitori * I 12 principi per i ragazzi * Distribuzione del Manifesto: il ruolo dei QR Code * Gli obiettivi del progetto e la collaborazione con FARE X BENE ETS * Programma educativo nelle scuole secondarie * Bullismo e cyberbullismo: una sfida che richiede alleanza * Il Safer Internet Day e la Giornata contro il Bullismo * Come proteggersi dal bullismo online: consigli pratici * Il ruolo dell’educazione digitale nelle scuole italiane * Sintesi e prospettive future

Introduzione: Bullismo e cyberbullismo sotto i riflettori

In una società che vive di connessioni digitali, il tema del bullismo e del cyberbullismo risulta centrale e urgente. Episodi di esclusione, umiliazione, minacce e soprusi, spesso perpetrati tra i banchi di scuola e dietro schermi digitali, segnano la crescita di molti ragazzi e mettono a rischio il benessere delle famiglie. In occasione della Giornata contro bullismo e cyberbullismo, e in concomitanza con il Safer Internet Day, Keenetic ha lanciato il progetto 'Safe Mood On', in collaborazione con FARE X BENE ETS, per promuovere una solida educazione digitale nelle scuole.

'Safe Mood On': la nuova iniziativa firmata Keenetic

Keenetic, riconosciuta azienda nel mercato delle tecnologie di connettività, ha deciso di affrontare proattivamente la sfida del bullismo e del cyberbullismo con un'iniziativa che coinvolge famiglie, studenti e istituzioni scolastiche. 'Safe Mood On' si sviluppa attraverso un doppio Manifesto di 24 principi, pensato per offrire strumenti pratici di prevenzione e gestione dei fenomeni di abuso e prepotenza, sia nel contesto fisico che digitale. L'iniziativa nasce proprio dalla consapevolezza che la scuola, con il supporto di famiglia e comunità, ha il compito di educare i cittadini digitali di domani.

Il doppio Manifesto: 24 principi per giovani e famiglie

Al centro del progetto Keenetic 'Safe Mood On' c’è un Manifesto articolato in 24 principi pratici: dodici rivolti specificatamente ai genitori e dodici dedicati ai ragazzi. Questa suddivisione non è casuale e riflette un nuovo approccio che mira a responsabilizzare sia gli adulti che i più giovani, fornendo indicazioni concrete da applicare nella vita quotidiana.

I valori portanti del Manifesto

Il Manifesto Keenetic contro il bullismo e il cyberbullismo si fonda su alcuni valori cruciali per l’educazione digitale nelle scuole:

* Consapevolezza e responsabilità nell’uso degli strumenti digitali * Dialogo aperto e confronto tra le generazioni * Supporto reciproco in situazioni di difficoltà * Tutela della privacy e della sicurezza online * Rispetto delle differenze e delle individualità

Il carattere distintivo del Manifesto risiede nella sua impostazione pratica e operativa: i principi non sono meri slogan, ma vere e proprie linee guida, attuabili nella quotidianità di famiglie e studenti.

I 12 principi per i genitori

I genitori sono, spesso, i primi punti di riferimento per ragazzi che si trovano a fronteggiare il bullismo o episodi di cyberbullismo. Ecco perché Keenetic ha voluto dedicare loro una sezione specifica del Manifesto, in cui vengono delineati dodici principi guida:

1. Informarsi sulle dinamiche del bullismo online e offline. 2. Promuovere un dialogo aperto e senza giudizio con i propri figli. 3. Vigilare sull’uso degli strumenti digitali, senza invadere la privacy. 4. Stabilire regole chiare e condivise riguardo a internet e social network. 5. Educare ai rischi di una condivisione disinvolta di dati personali. 6. Essere d’esempio nell’utilizzo positivo dei dispositivi digitali. 7. Offrire supporto psicologico in caso di disagio o segnalazioni. 8. Collaborare con scuole e altre famiglie per creare ambienti protetti. 9. Consultare esperti o associazioni in situazioni complesse. 10. Monitorare con rispetto, adottando app di parental control solo se necessario e spiegandone l’utilizzo ai figli. 11. Conoscere gli strumenti giuridici per difendere i minori vittime di abusi. 12. Riconoscere l’importanza dell’autostima e del senso di appartenenza.

Questi principi forniscono un vademecum chiaro ed efficace, utile per prevenire situazioni rischiose e per intervenire tempestivamente quando necessario.

I 12 principi per i ragazzi

I dodici principi destinati ai ragazzi sono un vero e proprio manuale di comportamento, pensati per renderli protagonisti del cambiamento. L’obiettivo è quello di rafforzare la consapevolezza delle proprie azioni, sia online che offline.

1. Difendere chi è in difficoltà senza essere spettatori passivi. 2. Rispettare sempre gli altri, sia in presenza che online. 3. Comprendere che il virtuale ha conseguenze reali sulla vita delle persone. 4. Segnalare comportamenti scorretti a adulti di fiducia. 5. Non diffondere mai foto o informazioni senza consenso. 6. Proteggere i propri dati personali e le proprie password. 7. Non cedere a provocazioni o minacce online. 8. Imparare a dire “no” di fronte a situazioni scomode. 9. Informarsi sui servizi e sulle leggi che proteggono dai cyber abusi. 10. Utilizzare il web per costruire relazioni positive. 11. Parlarne con gli amici e incoraggiare il confronto sui temi del bullismo. 12. Ricordarsi che chiedere aiuto non è una debolezza ma un atto di forza.

Fornire strumenti concreti per riconoscere e affrontare episodi di bullismo o cyberbullismo significa rafforzare non solo le possibilità di difesa dei ragazzi, ma anche la loro capacità di essere parte della soluzione.

Distribuzione del Manifesto: il ruolo dei QR Code

Un aspetto particolarmente innovativo del progetto Keenetic 'Safe Mood On' è la modalità di distribuzione del Manifesto. Per garantirne la più ampia diffusione, il testo dei principi sarà accessibile attraverso QR Code collocati direttamente sui packaging dei dispositivi Keenetic. Questa scelta, apparentemente tecnica, ha una forte valenza simbolica e pratica:

* Accessibilità immediata: chiunque acquisti un prodotto Keenetic potrà inquadrare il QR Code e accedere ai contenuti. * Sensibilizzazione capillare: il messaggio arriva direttamente nelle case italiane, coinvolgendo pubblico di ogni età. * Invito all’azione: la presenza dei principi accanto a strumenti di connettività stimola la riflessione su come proteggersi dal bullismo online ogni giorno.

L’uso dei QR Code inaugura una facile interazione e promuove la condivisione dei principi anche attraverso il passaparola digitale.

Gli obiettivi del progetto e la collaborazione con FARE X BENE ETS

La collaborazione tra Keenetic e l’associazione FARE X BENE ETS conferisce al progetto un respiro concreto e operativo. FARE X BENE ETS è attiva da anni nella difesa di minori e categorie fragili e collaborando con scuole, enti pubblici e privati, è riconosciuta per serietà, esperienza ed efficacia degli interventi.

Obiettivi chiave del progetto sono:

* Diffondere una consapevolezza più matura sull’uso dei digital device. * Fornire strumenti pratici di prevenzione e intervento su bullismo e cyberbullismo. * Sostenere famiglie e scuole nell’affrontare situazioni di disagio. * Istruire le nuove generazioni sulle basi della sicurezza digitale.

Un progetto che unisce tecnologia, educazione e responsabilità civile, per una scuola più attenta ai bisogni reali di ragazzi e genitori.

Programma educativo nelle scuole secondarie

Uno degli elementi più rilevanti del progetto è l’implementazione di un programma educativo specificamente sviluppato da FARE X BENE ETS che verrà messo in atto nelle scuole secondarie italiane. Questo intervento si inserisce nella programmazione didattica di educazione civica e digitale, prevedendo:

* Sessioni formative per studenti: incontri con esperti del settore per discutere in maniera interattiva su temi come bullismo, cyberbullismo, privacy, reputazione online e gestione delle emozioni. * Laboratori esperienziali: simulazioni di situazioni reali, role play e discussioni guidate per favorire l’empatia e le strategie di gestione delle crisi. * Coinvolgimento di insegnanti e famiglie: workshop dedicati e materiali per proseguire il lavoro anche fuori dall’aula.

L’ambizione è quella di costruire una cultura comune della prevenzione, riducendo drasticamente la possibilità che episodi di esclusione e violenza trovino terreno fertile.

Bullismo e cyberbullismo: una sfida che richiede alleanza

Bullismo e cyberbullismo sono fenomeni complessi, radicati non solo nella carenza di regole o di strumenti tecnici, ma anche e soprattutto in un tessuto sociale che spesso fatica a riconoscere la sofferenza di bambini e adolescenti. La risposta a questi fenomeni va cercata nell’alleanza tra scuola, famiglia, associazionismo e mondo delle aziende.

Progetti come 'Safe Mood On' si muovono nella direzione di una corresponsabilizzazione collettiva, dove nessuno – né adulto né ragazzo – può permettersi di sentirsi estraneo al problema.

Il Safer Internet Day e la Giornata contro il Bullismo

La scelta di presentare 'Safe Mood On' in occasione del Safer Internet Day e della Giornata contro il Bullismo sottolinea l’urgenza, ma anche l’opportunità, di promuovere l’educazione digitale come strumento di emancipazione sociale. Il Safer Internet Day Italia rappresenta un momento di riflessione condivisa sulle strategie da adottare per rendere il web uno spazio più sicuro per tutti.

La concomitanza delle due ricorrenze richiama l’importanza di affrontare i rischi della Rete, ma anche di valorizzarne i tanti vantaggi, promuovendo usi positivi e consapevoli delle tecnologie.

Come proteggersi dal bullismo online: consigli pratici

Uno degli aspetti più richiesti da genitori e studenti riguarda le azioni concrete da intraprendere per difendersi dal bullismo online e dal cyberbullismo. Ecco alcune buone pratiche suggerite dagli esperti:

* Salvare prove digitali di minacce o insulti e non rispondere alle provocazioni. * Bloccare e segnalare gli autori dei comportamenti dannosi alle piattaforme social. * Non esitare a chiedere aiuto ad adulti di fiducia e alle autorità scolastiche. * Non condividere mai password o informazioni sensibili. * Utilizzare sistemi di parental control e impostare profili online 'privati.' * Partecipare a campagne di sensibilizzazione e informazione.

La prevenzione parte da un atteggiamento di osservazione attiva e di sostegno reciproco, ricordando che nessuno è solo di fronte alle difficoltà.

Il ruolo dell’educazione digitale nelle scuole italiane

L’educazione digitale riveste un ruolo centrale nella strategia di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Quella che un tempo era l’educazione civica ha oggi assunto un significato molto più ampio, includendo l’alfabetizzazione emotiva e relazionale e la conoscenza approfondita dei rischi della tecnologia.

Oggi le scuole italiane sono chiamate a favorire occasioni di riflessione, a coinvolgere attivamente studenti, famiglie ed esperti e a favorire un clima di inclusione e ascolto. In quest’ottica, iniziative come 'Safe Mood On' e il programma educativo FARE X BENE ETS si rivelano fondamentali.

Sintesi e prospettive future

Il progetto 'Safe Mood On', promosso da Keenetic in collaborazione con FARE X BENE ETS, rappresenta un esempio innovativo e concreto di come sia possibile fare educazione digitale e prevenzione nelle scuole, coinvolgendo tutta la comunità educante. Il doppio Manifesto – per genitori e ragazzi – offre strumenti pratica, mentre il programma educativo promette di incidere in profondità sulla cultura scolastica italiana.

In conclusione, combattere bullismo e cyberbullismo non è un obiettivo irraggiungibile: è una sfida collettiva, che può essere vinta solo grazie all’alleanza e al dialogo. E proprio da qui, dal lavoro condiviso tra istituzioni, scuole, famiglie, aziende e terzo settore, può nascere una generazione di giovani cittadini digitali, consapevoli e liberi.

Pubblicato il: 7 febbraio 2026 alle ore 11:11