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Assistenza agli alunni con disabilità, il Garante richiama le scuole: "Garantire personale ATA e continuità negli organici"

Dopo la Raccomandazione n. 2/2026, l'ANP invita i dirigenti scolastici a verificare i Piani per l'Inclusione e a documentare ogni misura adottata. Non si tratta di nuovi obblighi, ma di norme già esistenti troppo spesso disattese.

* La Raccomandazione del Garante: cosa prevede * Il nodo dell'assistenza igienico-personale * Le indicazioni dell'ANP ai dirigenti scolastici * Continuità degli organici e individuazione dei sostituti * Documentare per tutelare: la strategia della trasparenza

La Raccomandazione del Garante: cosa prevede {#la-raccomandazione-del-garante-cosa-prevede}

Il 5 marzo 2026, l'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità ha adottato la Raccomandazione n. 2/2026, un atto che punta a garantire un'assistenza adeguata agli alunni con disabilità all'interno delle istituzioni scolastiche italiane. Il provvedimento nasce da un dato allarmante: al Garante sono giunte numerose segnalazioni relative alla mancanza di assistenza igienico-personale per studenti con disabilità, una carenza che in molti casi ha compromesso il diritto stesso alla frequenza scolastica.

Va chiarito subito un punto fondamentale. La Raccomandazione non introduce nuovi obblighi normativi. Piuttosto, richiama con forza disposizioni già vigenti, troppo spesso ignorate o applicate in modo frammentario. È un monito, se vogliamo, più che una rivoluzione legislativa. Ma il fatto che sia stato necessario emetterlo dice molto sullo stato dell'inclusione scolastica nel Paese.

Il nodo dell'assistenza igienico-personale {#il-nodo-dellassistenza-igienico-personale}

L'assistenza igienico-personale agli alunni con disabilità è classificata come prestazione essenziale. Non un servizio accessorio, non un'opzione rimessa alla buona volontà dei singoli istituti: un diritto esigibile, ancorato a un quadro normativo che affonda le radici nella Legge 104/1992, nel D.Lgs. 66/2017 e nelle successive integrazioni.

Eppure, stando a quanto emerge dalle segnalazioni raccolte dall'Autorità Garante, in diverse realtà scolastiche questo diritto resta lettera morta. Le cause sono molteplici: organici insufficienti del personale ATA, mancata individuazione di figure dedicate, assenza di protocolli chiari per la sostituzione in caso di assenza del collaboratore scolastico incaricato. Il risultato è che famiglie e studenti si trovano a fare i conti con situazioni inaccettabili, dove la dignità della persona viene sacrificata sull'altare delle carenze organizzative.

La questione del personale ATA, del resto, non è nuova e si intreccia con problematiche più ampie che riguardano l'intera categoria. Dal tema dei passaggi di area a quello delle riduzioni in busta paga, il personale ATA vive da anni una condizione di precarietà che inevitabilmente si riflette sulla qualità dei servizi offerti.

Le indicazioni dell'ANP ai dirigenti scolastici {#le-indicazioni-dellanp-ai-dirigenti-scolastici}

A seguito della Raccomandazione, l'ANP (Associazione Nazionale Presidi) si è mossa rapidamente, invitando i dirigenti scolastici ad adottare una serie di azioni concrete. La prima, e forse la più urgente: verificare e aggiornare i Piani per l'Inclusione di ciascun istituto.

Il _Piano per l'Inclusione_, come sottolineato dall'ANP, non può essere un documento formale che giace in un cassetto. Deve riflettere la realtà effettiva della scuola, le risorse disponibili, le criticità esistenti. I dirigenti sono chiamati a:

* individuare con precisione il personale ATA incaricato dell'assistenza igienico-personale; * predisporre un piano di sostituzione per garantire la copertura del servizio anche in caso di assenze; * assicurare la continuità degli organici, evitando che il turnover o le carenze di personale lascino scoperte le posizioni più delicate.

Si tratta di indicazioni operative che traducono in pratica ciò che la norma già prescrive. Il valore aggiunto della posizione dell'ANP sta proprio in questo: trasformare un richiamo istituzionale in una checklist concreta per chi ogni giorno gestisce la complessità di un istituto scolastico.

Continuità degli organici e individuazione dei sostituti {#continuità-degli-organici-e-individuazione-dei-sostituti}

Uno dei passaggi più significativi della Raccomandazione riguarda la continuità degli organici del personale ATA. Il Garante sottolinea che l'assistenza agli alunni con disabilità non può dipendere dalla presenza o dall'assenza di un singolo collaboratore scolastico. Servono meccanismi strutturali.

Questo significa, nei fatti, che ogni scuola deve avere un piano B. E possibilmente anche un piano C. L'individuazione preventiva dei sostituti non è un lusso organizzativo, è una necessità che discende direttamente dal carattere essenziale della prestazione. Se l'assistenza igienico-personale è un diritto fondamentale, allora la sua erogazione non può essere soggetta agli imprevisti quotidiani della gestione scolastica.

Resta aperta, naturalmente, la questione delle risorse. Chiedere continuità negli organici presuppone che quegli organici esistano. E su questo fronte le scuole italiane, soprattutto quelle delle aree più svantaggiate, continuano a navigare in acque difficili. La stessa gestione delle graduatorie interne del personale ATA presenta complessità che si ripercuotono sulla stabilità complessiva del servizio.

Documentare per tutelare: la strategia della trasparenza {#documentare-per-tutelare-la-strategia-della-trasparenza}

L'altro pilastro delle raccomandazioni dell'ANP è la documentazione sistematica di ogni misura adottata. Non basta agire: bisogna lasciare traccia. Ogni decisione presa in materia di assistenza agli alunni con disabilità, ogni assegnazione di personale, ogni piano di sostituzione attivato deve essere messo nero su bianco.

Perché questa insistenza sulla documentazione? Le ragioni sono almeno due. La prima è di natura giuridica: in caso di contestazioni o ricorsi da parte delle famiglie, il dirigente scolastico deve poter dimostrare di aver fatto tutto quanto in suo potere per garantire il servizio. La seconda è di natura organizzativa: documentare significa creare memoria istituzionale, costruire un patrimonio di buone pratiche che sopravvive al singolo dirigente e al singolo anno scolastico.

La Raccomandazione n. 2/2026 del Garante, in definitiva, non cambia le regole del gioco. Ma ricorda a tutti i soggetti coinvolti, dalle amministrazioni centrali alle singole scuole, che quelle regole esistono e vanno rispettate. Ogni giorno, non solo sulla carta.

Pubblicato il: 27 marzo 2026 alle ore 14:17