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Alfieri della Repubblica 2025, Mattarella premia 28 studenti: Riccardo ha salvato la vita a un compagno che soffocava a scuola

Il Presidente ha conferito gli Attestati d'onore a giovani che si sono distinti per senso civico, altruismo e solidarietà. Tra le storie più toccanti, quella di uno studente che è intervenuto con prontezza durante un'emergenza in classe.

* Gli Alfieri della Repubblica 2025: chi sono e perché sono stati premiati * Il gesto di Riccardo Cremonesi: salvare un compagno che stava soffocando * Sperimentare e comunicare la solidarietà: il filo conduttore dei premi * Un segnale che arriva dalla scuola italiana

Gli Alfieri della Repubblica 2025: chi sono e perché sono stati premiati {#gli-alfieri-della-repubblica-2025-chi-sono-e-perché-sono-stati-premiati}

Ventotto ragazzi, ventotto storie diverse accomunate da un tratto che oggi, nel dibattito pubblico italiano, si fa fatica a raccontare senza retorica: la solidarietà concreta. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito gli Attestati d'onore di Alfiere della Repubblica a giovani che, nel corso dell'ultimo anno, si sono distinti per comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e inclusione.

L'onorificenza, istituita nel 2010, rappresenta il più alto riconoscimento che il Quirinale riserva ai minori e ai giovani sotto i diciotto anni. Non premia il merito scolastico in senso stretto, né il talento individuale. Premia qualcosa di più raro: la capacità di agire per gli altri, in modo spontaneo, spesso in circostanze nelle quali un adulto avrebbe esitato.

Stando a quanto emerge dalla cerimonia, i 28 studenti premiati da Mattarella provengono da contesti e regioni differenti del Paese. Eppure il filo rosso è lo stesso: ognuno di loro ha compiuto un gesto che ha fatto la differenza nella vita di qualcun altro.

Il gesto di Riccardo Cremonesi: salvare un compagno che stava soffocando {#il-gesto-di-riccardo-cremonesi-salvare-un-compagno-che-stava-soffocando}

Tra le storie che hanno colpito di più c'è senza dubbio quella di Riccardo Cremonesi. Durante una normale giornata scolastica, un suo compagno ha iniziato a soffocare. Pochi secondi, quelli decisivi. Riccardo non si è paralizzato, non ha aspettato l'intervento di un insegnante o di un adulto. È intervenuto direttamente, con la prontezza di chi sa cosa fare in un momento di emergenza, e ha salvato la vita al compagno.

Un episodio che riporta al centro dell'attenzione un tema spesso sottovalutato: la formazione al primo soccorso nelle scuole italiane. La legge 107 del 2015, la cosiddetta _Buona Scuola_, aveva previsto l'introduzione di nozioni di primo soccorso tra le attività formative degli istituti, ma l'applicazione sul territorio resta ancora a macchia di leopardo. Il caso di Riccardo dimostra, nei fatti, quanto quelle competenze possano fare la differenza tra la vita e la morte.

Il salvataggio del compagno a scuola è valso a Riccardo l'Attestato d'onore, ma soprattutto ha acceso un riflettore su una verità semplice: gli studenti italiani, quando messi nelle condizioni di sapere e di agire, sanno essere straordinari.

Sperimentare e comunicare la solidarietà: il filo conduttore dei premi {#sperimentare-e-comunicare-la-solidarietà-il-filo-conduttore-dei-premi}

Il tema scelto per l'edizione 2025 degli Alfieri della Repubblica è _"Sperimentare e comunicare la solidarietà"_. Una formula che va oltre il semplice altruismo individuale e chiama in causa la capacità dei ragazzi di costruire reti, di coinvolgere i coetanei, di trasformare un gesto isolato in un messaggio collettivo.

I premiati non sono eroi per caso. Sono studenti che hanno scelto di occuparsi di compagni con disabilità, che hanno promosso progetti di inclusione nei loro istituti, che si sono impegnati nel volontariato con una costanza che va ben oltre l'episodio singolo. In un momento in cui la scuola italiana attraversa tensioni significative, come testimoniato dai recenti dati sull'adesione allo sciopero del 4 aprile 2025, queste storie offrono una prospettiva diversa. Non migliore né peggiore, semplicemente complementare: la scuola è anche il luogo dove si formano cittadini capaci di atti di coraggio e generosità.

Tra i comportamenti riconosciuti dal Quirinale figurano atti di altruismo quotidiano, iniziative di sensibilizzazione su temi sociali e interventi diretti in situazioni di pericolo. Ciascuno dei ventotto ragazzi ha dimostrato che la solidarietà non è un concetto astratto, ma una pratica che si impara facendola.

Un segnale che arriva dalla scuola italiana {#un-segnale-che-arriva-dalla-scuola-italiana}

Ogni anno la cerimonia degli Alfieri della Repubblica offre uno spaccato poco raccontato del mondo scolastico. Si parla molto, e giustamente, delle criticità: le classi sovraffollate, i divari territoriali, la dispersione scolastica, le difficoltà del personale docente. Ma c'è un'Italia giovane che dentro quelle stesse aule compie gesti che meritano di essere conosciuti.

Il riconoscimento del Presidente Mattarella ha un valore simbolico che non va sottovalutato. Per un ragazzo di quindici o sedici anni, ricevere un attestato al Quirinale significa vedere il proprio impegno riconosciuto al livello più alto delle istituzioni repubblicane. È un messaggio potente, soprattutto in un'epoca in cui mantenere alta la motivazione degli studenti nelle ultime settimane di scuola rappresenta una sfida quotidiana per insegnanti e famiglie.

Le storie dei 28 Alfieri della Repubblica 2025 raccontano una generazione che, al di là degli stereotipi, sa assumersi responsabilità. Lo fa a modo suo, spesso senza clamore. Lo fa nelle mense scolastiche, nei corridoi, durante le gite. Lo fa, come nel caso di Riccardo Cremonesi, quando un compagno sta soffocando e non c'è tempo per pensarci due volte.

Questi ragazzi non hanno bisogno di retorica. Hanno bisogno che le loro storie vengano raccontate per quello che sono: la prova che il senso civico, in Italia, non è un'aspirazione vuota. È qualcosa che accade, ogni giorno, anche tra i banchi di scuola.

Pubblicato il: 12 aprile 2026 alle ore 10:52