Adolescenti e sessualità in Italia: tra apertura famigliare e carenze nei servizi educativi – I numeri dell’inchiesta Save the Children
Indice dei contenuti
1. Introduzione 2. La fotografia dell’inchiesta: dialogo tra genitori e figli sugli adolescenti e sessualità 3. L’educazione sessuale nel sistema scolastico italiano: un’opportunità mancata? 4. Consultori e servizi: supporto ancora troppo debole per gli adolescenti 5. Il fenomeno della pornografia e la percezione dei giovani 6. Il ruolo delle famiglie e il bisogno di responsabilizzazione 7. I dati Save the Children e l’intervento delle istituzioni 8. Prospettive e raccomandazioni per il futuro dell’educazione sessuale 9. Sintesi e conclusioni
Introduzione
La sessualità rappresenta un aspetto imprescindibile della crescita degli adolescenti. Nell’Italia contemporanea, il tema dell’educazione sessuale resta uno dei punti nevralgici per la formazione integrale dei giovani e per la costruzione di una società informata e consapevole. La recente indagine commissionata da Save the Children a IPSOS, pubblicata il 13 febbraio 2026, offre una panoramica dettagliata sull’evoluzione del rapporto tra adolescenti, sessualità e famiglie. Emergono dati incoraggianti sul fronte del dialogo sessualità in famiglia, ma anche lacune preoccupanti sull’accesso ai servizi e sull’effettiva qualità dell'educazione sessuale per adolescenti.
La fotografia dell’inchiesta: dialogo tra genitori e figli sugli adolescenti e sessualità
Uno dei dati più significativi dell’inchiesta “adolescenti e sessualità” riguarda il rapporto comunicativo tra genitori e figli. Il 75% dei genitori intervistati afferma di _sentirsi a proprio agio nel parlare di sessualità con i figli_, un segnale di apertura rispetto a paradigmi culturali del passato, che vedevano nel silenzio e nel tabù le uniche risposte possibili. Questo cambiamento riflette una crescente consapevolezza dell'importanza del dialogo familiare per una crescita sana.
Secondo Save the Children, questa disponibilità al confronto rappresenta una conquista: permette agli adolescenti di acquisire informazioni corrette e di riconoscere la sessualità come aspetto naturale della vita. Tuttavia, il dato deve essere letto alla luce di altre informazioni: solo il 66% degli adolescenti tra i 14 e i 18 anni intervistati dichiara di aver avuto almeno un’esperienza sessuale. Questo evidenzia come il dialogo, seppure migliore, spesso arrivi dopo o non intervenga a prevenire comportamenti a rischio.
La qualità dell’ascolto genitoriale
Il 91% dei genitori si è detto _favorevole all’introduzione di percorsi obbligatori di educazione sessuale a scuola_, segno che le famiglie stesse percepiscono i limiti della sola comunicazione domestica. Ciò sottolinea quanto sia necessario che scuola e istituzioni si facciano carico, in modo sistematico, dell’educazione sessuale adolescenti, specie in presenza di contesti familiari più chiusi o impreparati.
L’educazione sessuale nel sistema scolastico italiano: un’opportunità mancata?
Nonostante la domanda crescente, l’Italia resta uno dei pochi paesi occidentali privi di una legislazione che renda obbligatoria l’educazione sessuale nelle scuole. Solo occasionalmente, grazie a progetti locali o alla sensibilità di singoli docenti, gli adolescenti ricevono informazioni chiare e scientifiche sui temi della sessualità, prevenzione, rispetto delle diversità e consenso.
Questa carenza, evidenziata più volte dalle associazioni, si riflette nella percezione diffusa tra i giovani: molti di loro si sentono poco informati e dichiarano di non sapere a chi rivolgersi in caso di dubbi. L'assenza di educazione sessuale obbligatoria condiziona profondamente anche la loro capacità di orientarsi tra informazioni corrette e fake news, particolarmente abbondanti in rete.
Educazione sessuale: cosa chiedono i ragazzi?
Tanti adolescenti – afferma Save the Children – vorrebbero che la scuola diventasse un luogo privilegiato per l'apprendimento non solo di nozioni, ma anche di competenze relazionali ed emotive. Chiedono spazi strutturati dove parlare apertamente di corpo, sentimenti e rispetto reciproco.
* Educazione alla parità di genere * Prevenzione di infezioni sessualmente trasmissibili * Consenso e rispetto dell’altro * Contraccezione e gravidanze indesiderate * Bullismo, cyberbullismo e violenza di genere
Questi i temi più richiesti, ma troppo spesso lasciati all’interessamento personale o al caso.
Consultori e servizi: supporto ancora troppo debole per gli adolescenti
Un altro elemento chiave è rappresentato dall’accesso ai consultori per adolescenti in Italia. Solo il 12% dei ragazzi e delle ragazze ha dichiarato di aver mai usufruito di un consultorio: un dato allarmante, se si considera il ruolo fondamentale di tali strutture nel fornire _informazioni scientifiche, consulenza psicologica, supporto sanitario e orientamento_.
Questa scarsa fruizione è la conseguenza di diversi fattori:
* Disinformazione sull’esistenza e sulle modalità di accesso * Timore del giudizio sociale o familiare * Barriere burocratiche e orari poco compatibili con la vita scolastica * Assenza di servizi dedicati in molte aree territoriali
Le conseguenze sono evidenti: molte problematiche legate alla sessualità dei giovani – dalla prevenzione agli abusi, dalla contraccezione all’identità di genere – rimangono irrisolte o trovano risposta nel web e tra i pari, con tutti i rischi annessi.
La sfida dell’informazione sui servizi territoriali
Serve una politica nazionale che rilanci il ruolo dei consultori, semplifichi l’accesso e attivi campagne informative mirate. Promuovere la presenza di punti giovani all’interno delle ASL, con personale preparato e spazi riservati, rappresenta un passaggio essenziale per affrontare efficacemente i bisogni dei ragazzi.
Il fenomeno della pornografia e la percezione dei giovani
Uno dei dati più preoccupanti dell’indagine riguarda il rapporto tra adolescenti e pornografia. Il 24% degli adolescenti considera la pornografia una rappresentazione realistica dell’atto sessuale. Questo dato rivela l’impatto crescente dei contenuti online non regolamentati sulla formazione dello sguardo dei giovani sul sesso e sulle relazioni.
L’accesso precoce alla pornografia è favorito dalla facilità di reperire contenuti in rete e dall’assenza di _intermediari adulti o formativi_. I rischi sono molteplici:
* Distorsione della percezione della sessualità * Diffusione di stereotipi errati * Mancanza di educazione al rispetto del consenso * Incremento di comportamenti a rischio
In assenza di una educazione sessuale strutturata e di un dialogo franco con figure adulte, la pornografia rischia di diventare la principale “fonte” educativa sul tema, con tutte le storture che ne conseguono.
Gli adolescenti tra realtà digitale e corporeità
Educare alla sessualità oggi significa anche _aiutare i ragazzi a distinguere tra finzione e realtà_, favorendo una riflessione critica sull’influenza dei media e delle immagini. Ecco perché scuola, genitori e servizi devono collaborare nella costruzione di una _alfabetizzazione sessuale digitale_.
Il ruolo delle famiglie e il bisogno di responsabilizzazione
Se da un lato il dialogo sulla sessualità in famiglia è ormai una realtà per la maggioranza degli intervistati, dall’altro si percepisce il bisogno di una maggiore responsabilizzazione da parte degli adulti nel fornire strumenti di tutela ai figli. Come emerge dalla ricerca Save the Children, la paura di “anticipare i tempi” è stata ampiamente superata: i genitori sono consapevoli che il silenzio non protegge.
Le famiglie chiedono però un supporto concreto alla scuola e alle istituzioni, in modo che il loro ruolo non resti isolato. _La collaborazione scuola-famiglia_, con la presenza di specialisti e una formazione dedicata anche agli adulti, sembra essere la strada migliore per garantire ai giovani una crescita equilibrata.
* Incontri informativi per i genitori * Guide digitali e strumenti per affrontare i temi sensibili * Consulenze e supporto psicologico
Questi interventi possono diventare parte integrante di una strategia nazionale sull’educazione sessuale adolescenti.
I dati Save the Children e l’intervento delle istituzioni
L’inchiesta Save the Children 2026 offre uno spaccato inedito sulle dinamiche tra sessualità giovani Italia, educazione e famiglia. L’ampio favore dei genitori verso l’educazione sessuale a scuola (91%) rappresenta una richiesta chiara e condivisa, che attende risposte legislative.
Numerose istituzioni, tra cui il Ministero dell’Istruzione e le Regioni, sono sollecitate ad attivare _percorsi curriculari di educazione sessuale, coinvolgendo esperti e organizzazioni di settore_. Le esperienze positive in alcune realtà locali dimostrano che interventi più strutturati riducono comportamenti a rischio, aumentano consapevolezza e rispetto reciproco, abbassano l’età del primo rapporto protetto e migliorano la qualità delle relazioni tra pari.
Linee guida internazionali e raccomandazioni
L’OMS e l’UNESCO sottolineano da anni la necessità di programmi obbligatori di educazione sessuale completa fin dalla scuola primaria, come strumento di prevenzione e promozione della salute globale. Ad oggi, però, l’Italia appare ancora indietro rispetto alle principali esperienze europee.
Prospettive e raccomandazioni per il futuro dell’educazione sessuale
Gli attori coinvolti nella tutela dell’infanzia chiedono interventi immediati e articolati:
1. Obbligatorietà dell’educazione sessuale nella scuola pubblica e privata, con moduli ricorrenti e aggiornati. 2. Rilancio e potenziamento dei consultori giovanili, favorendo l’approccio multidisciplinare e la presenza di figure giovani e formate. 3. Campagne informative nazionali, per contrastare la disinformazione e ridurre lo stigma. 4. Sviluppo di materiali digitali e laboratori interattivi, per parlare il linguaggio delle nuove generazioni. 5. Integrazione tra scuola, famiglia e servizi socio-sanitari per rafforzare la rete di protezione.
Questi passi sono indispensabili per trasformare i dati e le richieste dei giovani in politiche concrete.
Sintesi e conclusioni
L’indagine Save the Children-IPSOS del 2026 dimostra che, sebbene sia in atto un significativo cambio di paradigma nel dialogo tra genitori e figli sulla sessualità, permangono criticità che rischiano di compromettere la salute e l’autodeterminazione degli adolescenti italiani. L’assenza di educazione sessuale obbligatoria a scuola, la scarsa fruizione dei consultori per adolescenti e il dilagare di rappresentazioni distorte attraverso la pornografia costituiscono sfide urgenti per istituzioni, famiglie e società civile.
Un’azione condivisa e multilivello – tra politiche pubbliche, servizi sanitari e comunità educante – può rispondere in modo efficace alle esigenze di una generazione sempre più consapevole, curiosa e bisognosa di risposte chiare e sicure nel campo della sessualità giovani Italia. Solo così il dialogo familiare potrà affiancarsi a una formazione solida, proteggendo le nuove generazioni dai rischi, dalle fake news e dalle solitudini dell’era digitale.