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Pietra dell'altare dal Caithness: anche col ghiacciaio mancano 400 km

Lo studio Clarke 2026 colloca l'origine nel Caithness e mostra che, anche col 'ghiacciaio amico', restano 400 km da percorrere a mano.

Sei tonnellate di arenaria, partite dal Caithness scozzese e arrivate a Salisbury circa 5.000 anni fa: anche nel caso più favorevole, in cui un ghiacciaio le avesse trascinate fino al Dogger Bank, i neolitici avrebbero dovuto coprire a mano almeno 400 chilometri. E quando lo Stonehenge attuale è stato eretto, il Dogger Bank era già sotto il mare da circa duemila anni.

Una pietra unica fra megaliti da 25 tonnellate

Lo studio guidato da Anthony Clarke e Remy Veness, pubblicato il 4 giugno 2026 sul Journal of Quaternary Science, è frutto di un consorzio fra Curtin University, Sheffield Hallam, University of Sheffield, Bristol e Wessex Archaeology. I ricercatori hanno combinato due metodi indipendenti: l'analisi di provenienza dei minerali, in particolare lo spettro degli zirconi detritici, e la modellazione numerica del flusso dei ghiacci durante l'ultima glaciazione.

Stonehenge è costruito con tre famiglie di pietre. I sarsen, il colonnato esterno e i trilithon interni, pesano in media 25 tonnellate e vengono da cave a poche decine di chilometri dal sito. Le bluestones del cerchio interno arrivano dal Mynydd Preseli, in Galles, e pesano fra 2 e 5 tonnellate. La pietra dell'altare di Stonehenge è la sola lastra di arenaria devoniana del complesso: cinque metri di lunghezza, sei tonnellate, e una firma geochimica che da decenni non quadrava con nessuna delle altre. L'origine nell'Orcadian Basin scozzese era già stata indicata da Clarke e colleghi nel 2024; il nuovo paper restringe la sorgente a una sottoregione specifica.

Il 'ghiacciaio amico' non risolve il problema

L'idea che l'altare di Stonehenge fosse un erratico glaciale era seducente: avrebbe spiegato come una lastra così pesante sia finita a 700 chilometri dalla sorgente senza fatica umana. La modellazione del paper smonta lo scenario.

Dai potenziali bacini meridionali dell'Orcadian Basin i flussi del ghiaccio andavano verso sud, ma il match degli zirconi è debole. Dal Caithness, sul continente nord-orientale scozzese, il match è invece il più alto: da lì però i ghiacciai si muovevano prevalentemente verso nord-est, con un solo corridoio localizzato diretto al Dogger Bank.

Anche concedendo questo scenario favorevole, gli autori calcolano che il trasporto umano si ridurrebbe da 700 a 400 chilometri: una riduzione, non una scomparsa. E qui emerge il problema temporale documentato dal paper: il Dogger Bank fu sommerso dall'innalzamento del mare post-glaciale e divenne stabilmente subacqueo entro il 5000 a.C. circa. La fase principale di costruzione di Stonehenge è collocata fra il 3000 e il 2500 a.C., quando il Dogger Bank era ormai sotto qualche metro d'acqua da almeno duemila anni. Anche nello scenario 'ghiacciaio amico', i Neolitici non avrebbero potuto recuperare la pietra in quell'area: il ghiaccio può aver fatto un pezzo, ma non l'ultimo.

Cosa cambia per la lettura di Stonehenge

La conseguenza non è solo geologica. Eliminata l'ipotesi 'tutto ghiaccio', la spedizione Caithness-Salisbury diventa una delle imprese logistiche più lunghe documentate per il Neolitico europeo: una pietra di sei tonnellate spostata per 700 chilometri via terra, fiume e costa, con squadre, soste e infrastrutture rudimentali da pianificare lungo l'intero percorso.

Le simulazioni del paper non sono il primo caso in cui modelli e analisi geochimiche riscrivono in pochi mesi un'attribuzione ferma da decenni. Il recupero dello strato di ozono dopo 38 anni di lotta ai CFC mostra quanto contino i tempi lunghi della ricerca per correggere conclusioni date per acquisite dalla stampa generalista.

L'attribuzione al Caithness sposta ora l'attenzione su chi viveva lungo la rotta: le comunità fluviali e costiere fra Scozia nord-orientale e Inghilterra meridionale, da indagare per tracce di stazioni di sosta, scivoli e attrezzi compatibili con un trasporto di sei tonnellate.

La caccia ai porti e ai segmenti del percorso resta aperta, ma l'alternativa 'l'ha portata il ghiaccio' è definitivamente caduta dal tavolo.

Pubblicato il: 9 giugno 2026 alle ore 14:07