Il blazar OP 313 è stato rilevato a energie superiori a 100 GeV: si trova a redshift z = 0,997, la sua luce è partita circa 8 miliardi di anni fa ed è oggi l'oggetto della sua classe più lontano mai osservato ai raggi gamma di altissima energia. Il risultato, pubblicato l'11 agosto 2026 sulla rivista Astronomy & Astrophysics, volume 712, articolo A91, arriva da un flare eccezionale registrato nel dicembre 2023 dal telescopio LST-1 all'Osservatorio del Roque de los Muchachos, a La Palma, e confermato dai due telescopi MAGIC dello stesso sito.
Un record marginale, un traguardo storico
Il precedente detentore del primato di distanza per un blazar rilevato a energie superiori ai 100 GeV era PKS 0346-27, un altro quasar radio a spettro piatto (FSRQ) a redshift z = 0,991. La differenza con OP 313 è di appena 0,006 in redshift. Il salto scientifico è però ben più ampio: OP 313 diventa solo il decimo FSRQ mai rilevato a queste energie, su un totale di circa cento nuclei galattici attivi noti nella banda dei raggi gamma di altissima energia. I quasar radio a spettro piatto restano quindi meno del 10% dei rivelatori extragalattici in questa fascia.
Il motivo di questa scarsità è tecnico. I getti dei FSRQ hanno spettri più molli rispetto ad altre classi di blazar e la loro grande distanza rende difficile la rilevazione a terra: i fotoni gamma perdono energia lungo il tragitto interagendo con la luce di fondo extragalattica, la radiazione lasciata da tutte le stelle nel corso dell'evoluzione cosmica. Ogni nuovo FSRQ osservato a queste energie è quindi un tassello raro.
Il debutto scientifico di LST-1
LST-1 è il prototipo del Large-Sized Telescope, la classe di strumenti più grandi che comporrà il futuro Cherenkov Telescope Array Observatory (CTAO). Ne sono previsti quattro nel sito di La Palma, ai quali si aggiungeranno telescopi di dimensioni intermedie fino a comporre il più sensibile osservatorio di raggi gamma mai realizzato. Il comunicato dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare indica che l'ottobre 2026 vedrà l'inaugurazione del sub-array completo con tre ulteriori LST a fianco del prototipo.
Il brillamento del dicembre 2023 aveva un flusso pari a 0,3 unità Crab sopra i 100 GeV. Nella banda delle alte energie sopra i 100 MeV, il satellite Fermi-LAT ha misurato un flusso 50 volte superiore alla media abituale della sorgente. Questa combinazione di luminosità estrema e sensibilità strumentale ha reso possibile la rilevazione, dopo anni di tentativi da parte di MAGIC che avevano prodotto solo limiti superiori.
Cosa insegnano i fotoni al ritorno dal cosmo
La grande distanza percorsa dai fotoni ha permesso di porre un vincolo stringente sulla densità della luce di fondo extragalattica. Dall'analisi LST-1, l'intensità massima a 0,6 micrometri risulta inferiore a 8,74 nW m⁻² sr⁻¹, includendo le incertezze sistematiche. È un tassello concreto per capire quanta luce le stelle abbiano complessivamente emesso durante l'intera storia dell'universo osservabile: un dato indiretto che nessun altro strumento può fornire con la stessa efficacia dei telescopi Cherenkov a terra.
C'è infine un aspetto multimessaggero rimasto in secondo piano nella copertura mediatica. Nel maggio 2012 l'osservatorio IceCube al Polo Sud aveva registrato un evento tracklike di neutrino compatibile con la posizione di OP 313. L'evento non era temporalmente coincidente con un flare gamma osservato, quindi la connessione tra i due segnali resta un'ipotesi aperta. Osservazioni future con l'array completo del CTAO potranno dire se il legame è reale.
Con l'entrata in funzione dei quattro LST previsti, OP 313 diventerà un bersaglio privilegiato per campagne osservative ripetute. Solo così sarà possibile capire se il record del blazar più lontano ai raggi gamma di altissima energia resterà tale a lungo, o se cederà il posto a sorgenti ancora più remote quando la sensibilità dell'osservatorio salirà di un fattore dieci rispetto agli strumenti attuali.