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Lo spettrometro di FLEX firmato Leonardo legge una luce sotto l'1%

FLEX misura da 814 km una fluorescenza che vale meno dell'1% della luce riflessa dalle piante. Lo spettrometro è di Leonardo, a Campi Bisenzio.

Vega-C ha lasciato la rampa di Kourou alle 03:21 CET del 15 settembre 2026 con due satelliti diversi nel fairing: FLEX dell'Agenzia Spaziale Europea e Sentinel-3C del programma Copernicus. Il primo pesa 425 kg e deve misurare una luce che vale meno dell'1% di quella che le foglie riflettono verso lo spazio. L'occhio che la deve leggere l'ha costruito Leonardo a Campi Bisenzio.

Un lancio, due missioni, un adattatore italiano

La missione VV30 ha portato in orbita eliosincrona due satelliti pensati per cose distinte. FLEX orbita a 814 km, con un ciclo di ripetizione di 27 giorni, e ha una vita di progetto di 3,5 anni. Sentinel-3C, il terzo della serie omonima nel programma Copernicus della Commissione europea, ha una massa al lancio di 1.250 kg, sette strumenti a bordo e una durata pianificata di sette anni: subentra a Sentinel-3A e 3B nel monitoraggio di oceani, terre emerse, ghiacci e atmosfera.

I due satelliti volano a circa 10 km di distanza in formazione, un dettaglio che serve a FLEX per incrociare le proprie misure con quelle di OLCI e SLSTR di Sentinel-3C. Il doppio payload è stato reso possibile dall'adattatore Vespa costruito da Avio: senza quel pezzo, la stessa cofano avrebbe potuto ospitare un solo satellite. Il prime contractor per entrambe le piattaforme è Thales Alenia Space, joint venture Thales-Leonardo.

FLORIS, lo spettrometro che legge un segnale sotto l'1%

Il cuore scientifico di FLEX è FLORIS, il Fluorescence Imaging Spectrometer progettato e costruito da Leonardo negli stabilimenti di Campi Bisenzio. Lo strumento lavora nell'intervallo 500-780 nanometri con risoluzione spettrale sotto il nanometro nelle bande critiche, e produrrà mappe globali della fluorescenza clorofilliana a 300 metri di risoluzione al suolo.

La sfida tecnica è isolare un segnale che vale meno dell'1% della radiazione riflessa dalla vegetazione: la debole emissione a lunghezza d'onda intorno ai 685 e 740 nm che le piante rilasciano durante la fotosintesi. Nessun satellite finora aveva provato a farlo su scala globale. Le misure a terra su torri di flusso o campagne aeree esistono da vent'anni, ma coprono chilometri quadrati, non l'intero pianeta ogni 27 giorni.

La fluorescenza è un indicatore quasi in tempo reale dell'attività fotosintetica: mentre l'indice NDVI misura quanta clorofilla c'è, la fluorescenza dice quanta clorofilla sta effettivamente lavorando. È un salto simile a quello che in altri campi permette di leggere segnali indiretti troppo sottili per essere osservati direttamente, come nel caso del pianeta d'acqua bollente scovato senza transito.

Cosa cambia per chi studia clima, agricoltura e stress vegetale

Il dato che FLEX produrrà interessa tre comunità di ricerca. La prima è quella del ciclo del carbonio: i modelli attuali stimano la produttività primaria lorda delle foreste con incertezze del 20-30%, perché estrapolano da misure locali. Un dato satellitare diretto sulla fotosintesi restringe la forbice e permette di validare i bilanci di CO2 usati nei rapporti IPCC.

La seconda è l'agricoltura di precisione. Una coltura sotto stress idrico o termico riduce la fluorescenza giorni prima che il calo si veda con NDVI o con l'occhio. In una campagna europea sempre più esposta a siccità, questo margine è la differenza tra un intervento irriguo mirato e un raccolto perso. La pagina della missione FLEX sul sito ESA parla esplicitamente di produttività agricola tra i suoi obiettivi operativi.

La terza è la ricerca sulla resilienza degli ecosistemi: capire dove e quando la vegetazione entra in sofferenza cronica, e con quale sequenza rispetto alle ondate di calore. Sentinel-3C, che misura la temperatura delle superfici terrestri con SLSTR, fornisce a FLEX il contesto termico per interpretare i cali di fluorescenza.

La commissione europea ha stanziato 5,8 miliardi di euro per Copernicus nel periodo 2021-2027, e Sentinel-3C fa parte di quel perimetro. FLEX viaggia invece sui fondi Earth Explorer di ESA. I primi dati calibrati sono attesi dopo la fase di commissioning, che ESA stima in alcuni mesi: se le previsioni tengono, le prime mappe globali di fluorescenza clorofilliana arriveranno nella primavera del 2027.

Pubblicato il: 15 settembre 2026 alle ore 13:19