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La Cassazione testa Copilot sui ricorsi tributari: e l'università?

La sezione tributaria della Cassazione ha testato Microsoft Copilot sui ricorsi. La Legge 132/2025 obbliga alla formazione: e le università?

La sezione tributaria della Corte di Cassazione conta oltre 41.800 ricorsi pendenti (dato al 31 dicembre 2023, ultimo numero disaggregato pubblicato) e pesa da anni oltre il 40% dell'intero carico civile della Suprema Corte. Tra luglio e agosto 2026 la Corte ha provato una risposta diversa: affidare a Microsoft Copilot lo spoglio preliminare dei ricorsi, con doppia verifica umana prima dell'inserimento in fascicolo.

Cosa ha fatto Copilot in Cassazione

La sperimentazione si limita alla fase preparatoria. Il sistema legge gli atti caricati dall'operatore e produce una scheda riassuntiva che ricostruisce la materia della controversia, il percorso processuale seguito fino a quel momento, i motivi dell'impugnazione e le difese presentate dalla controparte. Il documento passa poi al controllo dell'operatore e successivamente di un magistrato, e solo dopo viene inserito manualmente nel sistema di gestione.

L'accesso avviene tramite account istituzionale del Ministero della Giustizia, con dati residenti in Italia e vincolo esplicito di non usarli per addestrare altri modelli. Copilot non è collegato alle banche dati della Corte e non svolge ricerche giurisprudenziali: analizza solo il materiale caricato in ingresso. Il perimetro è stato definito dal Consiglio Superiore della Magistratura con delibera del 22 luglio 2026 e dalla Nota informativa sulla sperimentazione Copilot del Ministero della Giustizia. Nel corso del test lo strumento è stato utilizzato anche dal consigliere Gianluca Grasso, che ha partecipato in prima persona alla verifica delle schede prodotte.

L'AI in Cassazione è (anche) un obbligo di formazione

Il salto vero non sta nello strumento, sta nella cornice normativa. La Legge 23 settembre 2025 n. 132 sull'intelligenza artificiale, che disciplina l'intelligenza artificiale in Italia, all'articolo 15 impone alla magistratura attività didattiche sull'AI e sui suoi impieghi nell'attività giudiziaria, con percorsi di alfabetizzazione e formazione dedicati.

La Scuola Superiore della Magistratura ha risposto con un ciclo di corsi partito da 'Il processo e l'intelligenza artificiale' l'1-3 dicembre 2025, seguito da moduli su diritto di famiglia (gennaio 2026), contratti (febbraio), responsabilità civile (marzo), diritto del lavoro (aprile) e diritto penale (giugno e settembre 2026). La sperimentazione della Cassazione è la prima applicazione operativa di questo obbligo: chi vuole usare Copilot resta libero di farlo, ma passa da sessioni didattiche dedicate e da un opt-out formale se decide di non aderire alla licenza integrata nel pacchetto Office 365.

Le università di giurisprudenza rincorrono

La spinta istituzionale si scontra con un'offerta accademica ancora frammentata. Il Ministero dell'Università non pubblica un censimento degli insegnamenti su AI e diritto e i corsi attivi variano da ateneo ad ateneo: 'Intelligenza artificiale e diritto' a Bologna e Catania, 'Legal Tech' sempre a Bologna, seminari mirati a Torino, 'Diritto e intelligenza artificiale' all'Università Mediterranea di Reggio Calabria, un curriculum di laurea magistrale 'Law and New Technologies' a Roma Tre. Altrove il tema resta relegato a moduli opzionali dentro insegnamenti più ampi o a singole giornate di studio.

Lo stesso settore della ricerca in AI in Italia procede per poli isolati, come mostra la mappa delle ricerche italiane più significative del semestre, con eccellenze in biomedicina e apprendimento automatico e progetti frammentati nel resto del Paese. Il risultato è che uno studente che oggi si iscrive a Giurisprudenza rischia di laurearsi senza avere mai visto un corso strutturato sugli strumenti che, quando entrerà in tribunale, cancellerie, avvocati e magistrati useranno di routine, dagli assistenti generativi ai sistemi di analisi predittiva degli atti.

La delibera del CSM prevede un'estensione della sperimentazione ad altri uffici giudiziari se i risultati resteranno positivi, a partire dal contenzioso civile e da quello del lavoro. L'articolo 15 della L. 132/2025 non riguarda solo i togati: si estende ad avvocati, praticanti e personale amministrativo di cancelleria, cioè a tutta la filiera del processo. Chi progetta oggi i piani di studio universitari di Giurisprudenza lavora su un orizzonte breve, non lungo: la finestra per introdurre insegnamenti stabili su AI e diritto si misura in mesi, non in anni accademici.

Pubblicato il: 16 settembre 2026 alle ore 15:18