{/* Extracted from Header.astro - Use appropriate classes/styles if animations needed */}

Il ruolo delle onde cerebrali nella percezione del sé corporeo: nuove prospettive dalla ricerca svedese

Come le oscillazioni alfa regolano la nostra percezione del corpo e le applicazioni future in neuroscienze, protesi e realtà virtuale

Il ruolo delle onde cerebrali nella percezione del sé corporeo: nuove prospettive dalla ricerca svedese

Indice

* Introduzione * Il contesto scientifico e il team di ricerca * L'integrazione dei segnali visivi e tattili nel cervello * Le oscillazioni alfa: definizione e ruolo nella percezione corporea * L'esperimento svedese: metodologia e risultati principali * Implicazioni per le neuroscienze delle protesi * Applicazioni pratiche nella realtà virtuale * Stimolazione elettrica cerebrale: nuove frontiere per la percezione corporea * Frequenze alfa e precisione nella percezione del corpo * Limiti dello studio e considerazioni etiche * Prospettive future della ricerca sulle onde cerebrali * Sintesi e conclusioni

Introduzione

La percezione del corpo come entità propria e distinta dal resto del mondo rappresenta uno degli aspetti più complessi dell’esperienza umana. Recentemente, uno studio all’avanguardia condotto dal Karolinska Institutet di Stoccolma, pubblicato il 3 febbraio 2026, ha portato nuova luce su un elemento chiave di tale percezione: le onde cerebrali, in particolare le cosiddette oscillazioni alfa, regolerebbero la nostra capacità di percepire il corpo come parte integrante del sé. Questa scoperta, che mette in relazione oscillazioni cerebrali specifiche e percezione del sé corporeo, promette ricadute significative nei campi di neuroscienze, sviluppo di protesi innovative e realtà virtuale.

Il contesto scientifico e il team di ricerca

Il Karolinska Institutet, uno dei principali poli internazionali per la ricerca neuroscientifica, ha selezionato un team composto da neuroscienziati, medici e ingegneri biomedici per esplorare il delicatissimo legame tra frequenze cerebrali e percezione corporea. Il punto di partenza, condiviso dalle neuroscienze contemporanee, è la capacità del cervello umano di integrare segnali visivi e tattili per produrre una rappresentazione coerente del corpo nello spazio. Il gruppo svedese ha voluto approfondire come le onde cerebrali e percezione del corpo siano interconnesse, sfruttando tecniche di stimolazione cerebrale e di monitoraggio elettroencefalografico.

L'integrazione dei segnali visivi e tattili nel cervello

La percezione corporea non è un fenomeno semplice né automatico; piuttosto, dipende da una sofisticata integrazione dei segnali visivi e tattili cerebrali. Il cervello riceve costantemente informazioni provenienti dagli occhi, dalla pelle e dai muscoli, e deve elaborarle in tempo reale per costruire il senso di un corpo unitario. Studi precedenti hanno già dimostrato che questa integrazione può essere manipolata, ad esempio, tramite illusioni cognitive come la famosa "illusione della mano di gomma". Il nuovo studio del Karolinska Institutet, tuttavia, si concentra per la prima volta sul ruolo delle oscillazioni alfa del cervello durante questi processi integrativi.

Le oscillazioni alfa: definizione e ruolo nella percezione corporea

Le oscillazioni alfa sono onde cerebrali caratterizzate da una frequenza compresa tra gli 8 e i 12 Hz, storicamente associate a stati di rilassamento e vigilanza tranquilla. Tuttavia, ricerche recenti hanno dimostrato che tali onde svolgono un ruolo molto più attivo e specifico. Nel caso della percezione del sé corporeo, le oscillazioni alfa sembrano regolare la "porta" tra segnali sensoriali e il riconoscimento del corpo come elemento proprio, separato dall’ambiente.

La particolare attenzione verso le frequenze alfa si deve anche al loro coinvolgimento in fenomeni di attenzione selettiva e inibizione di segnali irrilevanti. Nel contesto dello studio sulla percezione corporea in Svezia, gli scienziati hanno ipotizzato che il ritmo e la rapidità di queste oscillazioni possano modulare la precisione con cui si percepisce, ad esempio, la posizione di un arto.

L'esperimento svedese: metodologia e risultati principali

Metodologia

Nello svolgimento della ricerca, il team del Karolinska Institutet ha reclutato un campione rappresentativo composto da circa cento volontari adulti, ai quali sono stati somministrati test visivi e tattili mentre la loro attività cerebrale veniva registrata tramite elettroencefalogramma (EEG). I ricercatori hanno inoltre applicato alcune forme di stimolazione elettrica cerebrale non invasiva, gestendo la frequenza delle onde alfa nella corteccia parietale.

Durante l’esperimento, i soggetti sono stati esposti a illusioni di possesso corporeo (come la manipolazione della sensazione di possedere una mano finta), mentre si monitoravano le modifiche nelle oscillazioni cerebrali. Il fine era stabilire una correlazione tra variazioni nelle frequenze alfa e mutamenti nella percezione corporea.

Risultati principali

I risultati dell’esperimento, pubblicati su riviste internazionali di neuroscienze, sono stati inequivocabili:

* Le persone caratterizzate da frequenze alfa più veloci mostravano una maggiore precisione nella localizzazione e nella percezione del proprio arto, rispetto a individui con onde alfa più lente. * La stimolazione elettrica cerebrale mirata a potenziare la rapidità delle oscillazioni alfa aumentava significativamente il senso di possesso del corpo. * I dati raccolti hanno inoltre suggerito che la "porta d’ingresso sensoriale" del cervello sia altamente regolata dalle specifiche proprietà delle onde cerebrali, aprendo nuovi scenari su come intervenire efficacemente in disturbi della percezione corporea.

Implicazioni per le neuroscienze delle protesi

Uno degli aspetti più promettenti della scoperta riguarda lo sviluppo di protesi e neuroscienze. Attualmente, molte persone che utilizzano protesi lamentano “estraneità” rispetto alla protesi stessa, ossia la sensazione che l’arto artificiale non venga riconosciuto dal cervello come parte del corpo.

La comprensione del ruolo delle oscillazioni alfa del cervello potrebbe rivoluzionare l’approccio neurale alle protesi:

* Potenziando, tramite dispositivi indossabili o nuove tecniche neurotecnologiche, le oscillazioni alfa nei pazienti amputati, si potrebbe facilitare l’integrazione della protesi nella rappresentazione corporea. * Lo sviluppo futuro di protesi interattive, in grado di restituire feedback visivi e tattili sincronizzati, potrebbe sfruttare la misurazione delle onde cerebrali per adattare in tempo reale il livello di immersione percettiva. * Questa sinergia tra onde cerebrali e percezione del corpo costituirebbe un avanzamento notevole sia dal punto di vista pratico sia psicologico per gli utilizzatori.

Applicazioni pratiche nella realtà virtuale

L’altra grande area di potenziale applicazione dei risultati ottenuti riguarda la realtà virtuale e neuroscienze. Le attuali tecnologie VR, seppur estremamente avanzate, sono ancora soggette a limiti nella ricreazione di esperienze corporee realmente coinvolgenti, in cui l’utente senta il proprio avatar come una “estensione” autentica del sé.

Grazie ai dati raccolti sul ruolo delle oscillazioni alfa, sarà ora possibile progettare sistemi che, monitorando e regolando la frequenza delle onde cerebrali, possano aumentare il senso di “presenza corporea” all’interno di mondi virtuali. Ciò aprirebbe a:

* Terapie immersive per la riabilitazione motoria. * Interventi sul disturbo di depersonalizzazione e altre condizioni psicologiche. * Simulazioni altamente realistiche, utili in contesti educativi e di formazione professionale.

Le applicazioni delle frequenze alfa e percezione corporea in questi ambiti, dunque, promettono di ridefinire i confini tra reale e virtuale, corpo fisico e rappresentazione digitale.

Stimolazione elettrica cerebrale: nuove frontiere per la percezione corporea

Uno dei focus centrali dello studio sulla percezione corporea in Svezia è stato l’uso della stimolazione elettrica cerebrale. Tecniche come la stimolazione transcranica a corrente alternata (tACS) sono in grado di modulare le frequenze cerebrali in modo specifico e non invasivo.

Gli esperti hanno rilevato che modificando la frequenza delle onde alfa, era possibile influenzare direttamente l’abilità dei volontari di “appropriarsi” percettivamente di un arto artificiale. Questo risultato potrebbe avere importanti ricadute cliniche, ad esempio per pazienti colpiti da ictus, lesioni cerebrali traumatiche o disturbi della rappresentazione del corpo.

Frequenze alfa e precisione nella percezione del corpo

Un risultato chiave, come già accennato, è stata l’evidenza che le persone con frequenze alfa più veloci abbiano una percezione più precisa del proprio corpo. In altre parole, non solo la presenza delle onde ma anche la loro "velocità" influenza la capacità del cervello di distinguere tra sé e mondo esterno.

Questa scoperta fornisce una spiegazione neurofisiologica sia per la variabilità individuale nella percezione corporea, sia per possibili alterazioni in condizioni patologiche. Ad esempio, in disturbi come la schizofrenia, i disturbi post-traumatici da stress o alcune forme di autismo, le oscillazioni cerebrali potrebbero essere disfunzionali, determinando cambiamenti nell’esperienza corporea.

Limiti dello studio e considerazioni etiche

Gli scienziati sottolineano che, sebbene i risultati siano molto promettenti, la ricerca è ancora all’inizio. Tra i limiti dello studio si segnalano:

* Relativamente esiguo numero di partecipanti per la varietà delle condizioni cliniche. * Possibile differenza di effetti in funzione dell’età o della storia personale dei volontari. * Necessità di consolidare la sicurezza e l’efficacia della stimolazione elettrica cerebrale su campioni più numerosi e diversificati.

Sul fronte etico, la manipolazione delle frequenze cerebrali solleva importanti interrogativi sulla responsabilità, la privacy e le implicazioni nel lungo termine di simili tecnologie.

Prospettive future della ricerca sulle onde cerebrali

Con i dati finora raccolti, il team svedese è già proiettato verso nuove ricerche. Le priorità includono:

1. Sviluppo di protocolli individualizzati per la modulazione delle onde cerebrali. 2. Test clinici estesi a pazienti con disturbi della percezione del corpo. 3. Esplorazione delle potenzialità della realtà virtuale neuroscienze per la riabilitazione e il benessere mentale. 4. Collaborazioni internazionali per ampliare la casistica e l’analisi fisiologica.

Considerata l’accelerazione negli ultimi anni delle tecniche di neuroimaging e di intervento non invasivo, appare probabile che assisteremo a una rapida implementazione di queste scoperte nei tre settori chiave: medicina, protesica e tecnologie immersive.

Sintesi e conclusioni

In sintesi, lo studio sulle onde cerebrali e percezione del corpo portato avanti dal Karolinska Institutet rappresenta un traguardo di rilievo che potrebbe cambiare profondamente la nostra comprensione della coscienza corporea, con potenziali applicazioni concrete nella quotidianità delle persone e nella risoluzione di molteplici patologie. Le oscillazioni alfa del cervello emergono come fattore determinante non solo nella costruzione del sé corporeo ma anche nella possibilità di intervenire, in modo sempre più preciso e rispettoso dell’identità personale, su quei processi che definiscono la nostra relazione con il corpo fisico e (sempre più spesso) digitale.

Le prospettive di sviluppo di protesi più “naturali”, sistemi di realtà virtuale realmente immersivi, e terapie innovative per la neurologia e la psichiatria fanno di questa ricerca un punto di svolta nelle neuroscienze. È auspicabile che i risultati vengano presto validati e tradotti in soluzioni accesibili, con la massima attenzione a sicurezza, personalizzazione e impatto etico della manipolazione cerebrale.

Pubblicato il: 3 febbraio 2026 alle ore 16:01