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Einstein Telescope a doppia L: 1,3 miliardi italiani e verdetto nel 2027

La ministra Letschert chiede la doppia L: l'Italia tiene in gioco 1,3 miliardi e Sos Enattos, decisione sul sito attesa entro metà 2027.

La ministra olandese della Cultura e della Scienza Rianne Letschert ha incaricato l'ufficio che segue l'Einstein Telescope di valutare una collaborazione con l'Italia e, in una lettera alla Camera dei rappresentanti, ha chiesto nuove analisi sulla configurazione a «doppia L»: due rivelatori a forma di L in due siti europei distinti, al posto del triangolo unico che avrebbe tagliato fuori Sos Enattos.

Per l'Italia la svolta vale molto più di un gesto diplomatico. Senza la doppia L, la candidatura della miniera di Sos Enattos, a Lula (Nuoro), sarebbe rimasta ferma ad aspettare un confronto perso in partenza con l'Euregio Mosa-Reno. Con la nuova geometria il tavolo torna aperto fino al verdetto della comunità scientifica, atteso nei primi mesi del 2027 ed entro metà anno.

I 1,3 miliardi italiani ora hanno un ruolo

Sul piatto l'Italia ha messo 1,3 miliardi di euro: 950 milioni dal Governo, annunciati nell'ottobre 2024 dalla ministra Anna Maria Bernini, e 350 milioni dalla Regione Sardegna. A questi si somma il cantiere di ET-SUnLab, il laboratorio sotterraneo di Sos Enattos avviato nel 2026, finanziato con circa 20 milioni regionali e cofinanziato da INFN, INAF e INGV.

Nella configurazione triangolare quei 1,3 miliardi sarebbero stati, di fatto, una scommessa binaria: tutto o niente. La doppia L li trasforma in cofinanziamento di una delle due sedi, con una ripartizione di spesa condivisa con Olanda o Sassonia. Sulla scelta è intervenuta la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde: «Vogliamo che sia una soluzione europea, un accordo il più largo possibile».

Perché la doppia L cambia i conti della ricerca

La Collaborazione Einstein Telescope riunisce oltre 2.108 scienziati di 306 istituzioni in 35 Paesi, e il nuovo coordinatore delle attività di ricerca e sviluppo è Giovanni Losurdo, della Scuola Normale Superiore e associato all'INFN. Nel 2026 i tre istituti italiani INFN, INAF e INGV hanno firmato a Nuoro un Memorandum of Agreement con Technische Universität Dresden e Karlsruhe Institute of Technology, consolidando la proposta italo-tedesca a doppia L.

L'impatto economico stimato per la Sardegna è di circa 6 miliardi di euro nei nove anni di costruzione, con un valore annuo di 127 milioni e oltre 700 posti di lavoro a regime, secondo le valutazioni citate dalla Regione. Sardegna Ricerche ha già aperto un bando da 4 milioni per inserire le piccole e medie imprese locali nella filiera dei fornitori del telescopio.

Per la ricerca italiana sulla fisica fondamentale il progetto si innesta su un filone che il Paese sta coltivando da anni, dalla verifica sperimentale della gravità einsteiniana al confronto con la meccanica quantistica, come racconta il test firmato da Penrose sulla gravità di Einstein, fino alle infrastrutture spaziali ricostruite nel progetto IRIDE con Eaglet-II.

Cosa succede ora, da qui a metà 2027

L'Einstein Telescope Organisation consegnerà al Board of Governmental Representatives un report che mette a confronto la configurazione triangolare e quella a doppia L. Se la 2L passerà il vaglio tecnico, i siti da scegliere saranno due e Sos Enattos diventerà, come scrive l'INFN, «molto concreta».

Per il sistema universitario italiano la posta non è solo infrastrutturale. L'osservatorio attiverà dottorati, assegni e cantieri che si legano a un flusso crescente di collaborazioni internazionali in ricerca, dalla fisica alle scienze della Terra, simile per logica agli scambi raccontati dall'esperienza di mobilità scientifica Kenya-Italia al centro ICSC.

Nei prossimi mesi la partita si giocherà su due tavoli paralleli: le relazioni bilaterali con Olanda e Germania e il completamento di ET-SUnLab a Sos Enattos. Dalla doppia L dipende se i 1,3 miliardi italiani diventeranno la base di un'infrastruttura di ricerca europea costruita anche in Sardegna, o resteranno un capitolo di bilancio in cerca di destinazione.

Pubblicato il: 4 ottobre 2026 alle ore 10:42