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Assegnato il Nobel per la Medicina a due biofisici tedeschi e un neroscienziato americano: Nagel, Hegemann e Deisseroth

Il Nobel per la Medicina 2026 va ai due tedeschi Nagel e Hegemann e all'americano Deisseroth: dalla botanica alle neuroscienze.

L'Accademia svedese ha assegnato il Nobel per la Medicina 2026 ai due biofisici tedeschi Georg Nagel e Peter Hegemann e al neuroscienziato americano Karl Deisseroth. Il percorso dei tre premiati è partito dalla botanica e dalla biochimica in Germania, prima di diventare uno strumento di indagine centrale per lo studio del cervello.

Nagel e Hegemann, i due tedeschi

Georg Nagel, 73 anni, è biologo e biofisico. Nato nel 1953 a Weingarten, in Germania, si è laureato all'Università di Costanza e nel 1988 ha conseguito il dottorato all'Università di Francoforte, presso l'Istituto Max Planck di Biofisica. Negli anni precedenti aveva lavorato negli Stati Uniti, dividendosi fra l'Università di Yale e la Rockefeller University di New York. Dal 1992 al 2004 ha diretto un gruppo di ricerca nel Dipartimento di Chimica Biofisica dell'Istituto Max Planck di Biofisica di Francoforte. Dal 2004 insegna all'Università di Würzburg: prima al Dipartimento di Fisiologia vegetale molecolare e Biofisica, poi, dal 2019, al Dipartimento di Neurofisiologia. Il cambio di dipartimento riflette l'evoluzione del suo lavoro, che è passato dallo studio delle cellule vegetali a quello del sistema nervoso.

Peter Hegemann, 72 anni, è nato a Münster nel 1954 ed è cresciuto ad Aquisgrana. A 21 anni, dopo un periodo di studi umanistici, si è iscritto all'Università di Münster per studiare chimica, passando in seguito alla biochimica alla Libera Università di Monaco. Dopo la laurea ha conseguito il dottorato all'Istituto Max Planck di Biochimica. Un periodo di ricerca negli Stati Uniti ha preceduto il rientro in Germania, prima di nuovo al Max Planck di Biochimica, poi dal 1993 come professore all'Università di Regensburg. Dal 2004 insegna Biochimica sperimentale all'Università Humboldt di Berlino, dove continua a lavorare sulle proteine sensibili alla luce che hanno fornito la base molecolare della ricerca premiata.

Karl Deisseroth, il contributo americano

Karl Deisseroth, 55 anni, è il più giovane dei tre premiati e l'unico statunitense. Si è laureato in Biochimica all'Università di Harvard nel 1992 e ha poi conseguito il dottorato in Neuroscienze all'Università di Stanford, in California, dove dal 2004 dirige il suo laboratorio. Il contributo di Deisseroth è stato trasferire le intuizioni dei due colleghi tedeschi dallo studio delle cellule a quello dei circuiti neurali. Lavorando su modelli animali, ha mostrato come usare le molecole scoperte in Germania per attivare o spegnere gruppi di neuroni specifici, aprendo una fase di ricerca sul cervello che oggi è diventata di uso comune nei laboratori di neuroscienza.

Il premio di quest'anno riconosce un percorso tipico della ricerca di base: una scoperta nata nel mondo vegetale che, trasferita in laboratori di biofisica e di neuroscienza, è diventata un metodo di lavoro quotidiano per capire come funzionano i neuroni. L'annuncio di Stoccolma collega tre carriere molto diverse attorno a uno stesso filo di ricerca.

Pubblicato il: 5 ottobre 2026 alle ore 11:19