Il Premio Nobel per la Chimica 2026 è stato assegnato al francese Henri B. Kagan, dell'Université Paris-Sud, e al giapponese Kenso Soai, della Tokyo University of Science, per la scoperta degli effetti non lineari e dell'autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica. L'annuncio è arrivato il 7 ottobre dall'Accademia Reale Svedese delle Scienze, che premia quattro decenni di ricerca sulla capacità della materia di distinguere destra e sinistra a livello molecolare.
Il riconoscimento premia il percorso che ha permesso di capire come una reazione chimica possa selezionare e amplificare una sola delle due forme speculari di una molecola. È il nodo dell'omochiralità: la caratteristica per cui gli organismi viventi usano soltanto una delle due versioni degli aminoacidi, pur esistendo in natura due immagini non sovrapponibili tra loro come la mano destra e la mano sinistra. Capire come questa asimmetria possa emergere spontaneamente è stato per decenni uno dei problemi più discussi della chimica, con risposte parziali e tentativi che restituivano quantità uguali delle due forme.
Dal 1986 al 2003, i passaggi chiave
Il primo passaggio decisivo arriva nel 1986: Kagan mostra un nuovo modo di manipolare le reazioni chimiche capace di produrre un eccesso di una delle due immagini speculari molto più grande di quanto si ritenesse possibile fino a quel momento. È la prova che piccole differenze iniziali possono tradursi in effetti molto grandi nella composizione finale. Nel 1995 arriva il contributo di Soai, con una reazione dotata del potenziale per diventare omochirale attraverso l'autocatalisi: in sostanza, il prodotto della reazione contribuisce a favorire la propria stessa formazione, amplificando a ogni passaggio la quota della forma selezionata. Nel 2003 lo stesso Soai riesce a ottenere una reazione in cui viene prodotta una sola delle due immagini speculari possibili. Secondo l'Accademia svedese, al di fuori della vita stessa nessuno aveva mai raggiunto un simile risultato.
Perché conta per i farmaci
Il valore pratico delle scoperte si misura soprattutto nella produzione di farmaci. Molti principi attivi esistono in due forme speculari che possono comportarsi in modo molto diverso quando entrano in contatto con l'organismo, con effetti anche opposti sul paziente. Ottenerne una sola, con la purezza richiesta dalle autorità regolatorie, è spesso l'anello mancante per rendere una molecola sicura ed efficace. «Henri Kagan e Kenso Soai hanno una soluzione a un mistero chimico vecchio di oltre un secolo: come l'omochiralità possa emergere spontaneamente», ha spiegato Heiner Linke, presidente del Comitato Nobel per la Chimica, aggiungendo che «le reazioni chimiche che hanno sviluppato sono spettacolari».
L'autocatalisi asimmetrica è oggi uno strumento di lavoro quotidiano nei laboratori che progettano nuove molecole chirali, dalla ricerca accademica alla farmaceutica industriale. Il riconoscimento di Stoccolma indica dove è nata la cassetta degli attrezzi con cui si costruiranno le prossime terapie basate su un solo enantiomero.