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Crescita di tumori nei giovani: allarme del policlinico gemelli

Il Policlinico Gemelli presenta il piano oncologico quinquennale: in aumento i tumori precoci tra i giovani, con colon, pancreas e polmone sotto osservazione. Oltre 64mila pazienti seguiti ogni anno.

Sommario

* L'emergenza dei tumori a insorgenza precoce * Le cause sospette: dai cibi ultra-processati alle microplastiche * Il piano oncologico del Gemelli: tre direttrici strategiche * Nuovi farmaci, vaccini terapeutici e malattia oligometastatica * Big data e screening anticipati: la strada per il futuro

L'emergenza dei tumori a insorgenza precoce

I numeri non lasciano spazio a interpretazioni rassicuranti. I tumori a insorgenza precoce, quelli diagnosticati sotto i 50 anni, stanno aumentando in modo significativo e costante. I registri tumori nazionali e internazionali segnalano una crescita preoccupante delle neoplasie del colon, del pancreas e del polmone tra i giovani adulti, una fascia d'età tradizionalmente considerata a basso rischio oncologico. Le proiezioni epidemiologiche sono ancora più allarmanti: entro il 2040, i casi di cancro del colon a esordio giovanile potrebbero aumentare dell'80%. Il dato, presentato dal Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS in occasione della Giornata mondiale contro il cancro, fotografa una realtà che i clinici osservano già quotidianamente. Solo nell'ultimo anno, il Gemelli ha preso in carico oltre 64mila pazienti oncologici, confermandosi come uno dei principali poli di eccellenza a livello nazionale. Il fenomeno dei tumori early onset è al centro di numerosi studi scientifici e il Policlinico partecipa attivamente a programmi europei come JANE2, la EU Joint Action on Networks of Expertise dedicata ai tumori a cattiva prognosi, tra cui pancreas e polmone.

Le cause sospette: dai cibi ultra-processati alle microplastiche

Perché sempre più giovani si ammalano di cancro? La risposta, a oggi, non è univoca. Il professor Giampaolo Tortora, Ordinario di Oncologia Medica all'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Comprehensive Cancer Center del Gemelli, indica diverse ipotesi accreditate dalla comunità scientifica. In primo piano c'è l'alimentazione: il consumo massiccio di cibi ultra-processati, particolarmente diffuso tra giovani e giovanissimi, sembra giocare un ruolo determinante. Non è solo questione di dieta attuale. L'alimentazione nei primi 10-12 anni di vita risulta fondamentale per lo sviluppo di un microbiota intestinale sano, e alterazioni precoci di questo equilibrio possono avere conseguenze a lungo termine. La ricerca sta inoltre puntando i riflettori sull'esposizione a microplastiche e nanoplastiche, ormai ubiquitarie nell'ambiente, e su alcune tossine batteriche genotossiche, come la colibactina prodotta da Escherichia coli pks+ e la CDT del Campylobacter jejuni. Queste sostanze sono associate allo sviluppo e alla progressione dei tumori di colon e pancreas. Restano poi rilevanti i fattori di rischio classici: obesità, sovrappeso e diabete, che attraverso uno stato di infiammazione cronica di basso grado contribuiscono alla carcinogenesi. In un contesto in cui anche Welfare 2025: Investimenti per Giovani, Famiglie e Sanità diventa cruciale, la prevenzione oncologica giovanile merita risorse dedicate.

Il piano oncologico del Gemelli: tre direttrici strategiche

Di fronte a questa emergenza, il Policlinico Gemelli ha messo l'oncologia al centro del proprio piano strategico quinquennale. La prima direttrice riguarda lo sviluppo di una diagnostica multiomica integrata. Cosa significa in termini concreti? Grazie a piattaforme tecnologiche già operative, il Gemelli punta a far dialogare dati provenienti da discipline diverse: genomica, proteomica, metabolomica, radiomica. L'obiettivo è superare la frammentazione delle informazioni diagnostiche, costruendo un quadro completo del paziente che permetta di orientare terapie sempre più personalizzate. Si tratta di quella che gli specialisti chiamano companion diagnostic avanzata, uno strumento capace di abbinare a ciascun profilo tumorale il trattamento più efficace. Il professor Tortora sottolinea come questa integrazione rappresenti un salto qualitativo rispetto all'approccio tradizionale, in cui le singole analisi restavano spesso compartimentate. La diagnostica evoluta non è un lusso tecnologico, ma una necessità clinica: nei tumori a insorgenza precoce, dove spesso mancano i segnali d'allarme tipici delle fasce d'età più avanzate, individuare la malattia con precisione molecolare fin dalle prime fasi può fare la differenza tra una prognosi favorevole e una diagnosi tardiva.

Nuovi farmaci, vaccini terapeutici e malattia oligometastatica

Il secondo pilastro del piano riguarda la sperimentazione di nuovi trattamenti. Il Gemelli è attivamente coinvolto nello sviluppo di farmaci biologici e immunoterapici di ultima generazione: anticorpi bi-specifici e tri-specifici, anticorpo-farmaco coniugati (ADC) e, novità attesa con particolare interesse, vaccini terapeutici contro il cancro. Non si tratta di vaccini preventivi come quelli che conosciamo, ma di trattamenti progettati per addestrare il sistema immunitario del paziente a riconoscere e aggredire le cellule tumorali. Un cambio di paradigma che potrebbe ridefinire l'approccio a diverse neoplasie. Centrale è anche la gestione della malattia oligometastatica, una condizione in cui il tumore ha prodotto un numero limitato di metastasi. Oggi questo scenario viene affrontato con un approccio coordinato tra oncologi medici, chirurghi, radioterapisti e radiologi interventisti. La chirurgia, a lungo considerata marginale in presenza di metastasi, ha riacquistato un ruolo strategico in questi contesti complessi. L'integrazione con discipline ad alta tecnologia come la radioterapia avanzata e la radiologia interventistica amplia le opzioni terapeutiche, offrendo possibilità concrete anche a pazienti che fino a pochi anni fa avrebbero avuto alternative limitate.

Big data e screening anticipati: la strada per il futuro

La terza direttrice del piano oncologico punta sull'innovazione nelle sperimentazioni cliniche e sull'utilizzo dei _big data_. Il Gemelli dispone di un patrimonio di dati clinici accumulato nel corso di decenni, una risorsa che si arricchisce quotidianamente e che rappresenta una base fondamentale per la medicina di precisione. Analizzare milioni di dati clinici con strumenti avanzati permette di identificare pattern, fattori predittivi e correlazioni che sfuggirebbero all'osservazione tradizionale. Sul fronte istituzionale, il Consiglio d'Europa ha già raccomandato l'anticipazione dei programmi di screening oncologico per i tumori del colon e della mammella, e alcune Regioni italiane hanno avviato programmi pilota in questa direzione. L'abbassamento dell'età di screening è una misura che, alla luce dei dati epidemiologici, appare sempre meno opzionale e sempre più urgente. In sintesi, il quadro che emerge dal Policlinico Gemelli è duplice: da un lato, un allarme concreto sull'aumento dei tumori tra gli under 50, alimentato da fattori ambientali, alimentari e biologici ancora in fase di studio; dall'altro, una risposta strutturata che combina diagnostica avanzata, nuove terapie e analisi dei dati per affrontare una sfida oncologica destinata a segnare i prossimi decenni.

Pubblicato il: 27 marzo 2026 alle ore 12:59