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Cratere McGetchin, la Luna cambia volto: 222 metri in sei settimane

Il cratere McGetchin, 222 metri sulla Luna, è il più grande di recente formazione nel Sistema solare. Scoperto in 17 anni di dati LRO: ecco il metodo.

Un cratere largo 222 metri e profondo 43 è apparso sulla Luna fra l'11 aprile e il 22 maggio 2024, nel margine orientale del nostro satellite. L'ha individuato l'analista di immagini Robert Wagner il 24 ottobre 2025, confrontando le riprese mensili della sonda statunitense Lunar Reconnaissance Orbiter. Si chiama cratere McGetchin ed è il più grande cratere di recente formazione mai documentato nel Sistema solare.

Un evento ogni 132 anni, non ogni secolo

Secondo i due studi pubblicati su Science Advances, lo studio sulla scoperta del cratere McGetchin dai ricercatori di Intuitive Machines e dalla NASA, un impatto che produce un cratere di quelle dimensioni si verifica una volta ogni 132 anni. Il numero sostituisce la stima più grezza di 'uno al secolo' con un valore calibrato sul flusso osservato. L'oggetto che ha colpito la Luna era grande come un edificio di tre o sei piani: una cometa o un asteroide che sulla Terra sarebbe stato polverizzato dall'atmosfera. Sulla Luna non c'è aria, e il corpo è arrivato intatto sulla superficie.

Le modifiche superficiali attribuite all'impatto si estendono per oltre 1.000 raggi del cratere: più di 220 chilometri di suolo lunare interessati dalla pioggia di detriti. Una singola esplosione ha cambiato la pelle del satellite su un'area più ampia della Lombardia.

Dietro McGetchin, 1.000 crateri in 17 anni

Il cratere da 222 metri è spettacolare ma non è l'unico evento registrato. Dal lancio del 18 giugno 2009 la missione Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA ha catalogato almeno 1.000 nuovi crateri da impatto e oltre 100.000 modifiche della superficie, dalla ridisposizione del regolite a piccole frane. Gli strumenti distinguono crateri a partire da 9 metri di diametro, prodotti da oggetti di circa 1,1 metri: se ne formano più di cento all'anno, ogni anno.

È il contesto che serve per capire McGetchin. Un cratere 'ogni 132 anni' suona straordinario, ma il flusso di impatti sulla Luna è continuo. La ricerca si basa sul confronto automatico fra immagini scattate dalla fotocamera grandangolare della LROC, che fotografa l'intera superficie ogni mese dal 2010. Il software di Wagner segnala ogni variazione di luce o ombra e produce centinaia di falsi positivi per ogni passaggio. McGetchin è emerso perché il suo alone di detriti è, nelle parole dello stesso Wagner, il più evidente mai visto in questo tipo di immagini.

L'approccio è un cambio di paradigma per la planetologia. La Luna, da oggetto geologicamente spento, diventa laboratorio di misura in tempo reale del flusso impattivo sul Sistema solare interno. È lo stesso movimento che ha interessato altri corpi del Sistema: lo si è visto con la contrazione di Mercurio ricalcolata al rialzo dai geologi, dove numeri fermi da decenni vengono rimessi in discussione dalle serie temporali degli orbiter.

L'alone termico da 6,5 chilometri

Il secondo articolo su Science Advances usa i dati del radiometro Diviner a bordo di LRO e trova un'altra sorpresa. Attorno al cratere, un'area di 6,5 chilometri di diametro resta più fredda di circa 9 gradi nelle notti lunari rispetto al terreno circostante. L'impatto ha reso soffice il regolite: meno denso, trattiene meno calore. L'alone termico è circa 850 volte più ampio del cratere stesso.

Il dato è rilevante per il programma Artemis e per le future basi lunari. Capire come un singolo impatto modifica termicamente un'area molto più vasta del cratere serve per scegliere i siti di atterraggio, dimensionare le schermature e progettare l'alimentazione delle strutture che resteranno sulla superficie. La Luna come ambiente di lavoro va descritta con precisione, e questo è un parametro che prima non esisteva: su un satellite che si cerca di usare anche come piattaforma per le osservazioni dell'alba cosmica, il rischio di impatto cambia profilo di progetto.

Due nuovi studi sul cratere sono già annunciati, e la LROC continuerà a confrontare le mappe lunari mese dopo mese. Il prossimo evento 'da 132 anni' potrebbe arrivare domani oppure fra tre generazioni, ma i cento crateri che si formano ogni anno continueranno a scrivere la storia geologica recente della Luna.

Pubblicato il: 5 ottobre 2026 alle ore 16:17