Strade sepolte, terrazze agricole e fondamenta di edifici nascosti sotto la fitta vegetazione: su 69 ettari di Sacsayhuaman, il sito monumentale sopra Cusco, un team italo-polacco ha scoperto un sistema urbano che riscrive le origini della capitale dell'Impero Inca. Lo strumento usato? LiDAR montato su droni e georadar (GPR), gestiti dalla Missione ITACA del CNR insieme all'Universita di Varsavia, nell'ambito del progetto internazionale "The Origins of the Capital of the Incas".
Cosa si nascondeva sotto la vegetazione di Sacsayhuaman
Sacsayhuaman è uno dei simboli più iconici dell'architettura Inca: terrazze sovrapposte con blocchi di pietra che pesano decine di tonnellate, incastrati con una precisione tale da non lasciare spazio nemmeno a una lama. Costruito sulle alture sopra Cusco, il complesso è da sempre associato al potere militare e religioso dell'Impero. Quello che nessuno aveva ancora mappato era la rete di strutture celata dalla vegetazione plurisecolare.
Il progetto internazionale, finanziato dal National Science Centre della Polonia attraverso il Programma OPUS e coordinato da Alexei Vranich dell'Andean Studies Center dell'Universita di Varsavia, ha scandagliato due settori chiave del parco: Cruz Mo'qo e Muyumarka. Dall'analisi dei 69 ettari coperti dai sensori sono emersi sistemi di terrazzamento agricolo, tracciati viari che si estendono oltre i limiti del parco visitabile, strutture edilizie e probabili aree di cava, insieme a tracce di scavi passati ormai cancellate dalla crescita vegetale.
Il CNR italiano al centro della scoperta
Il contributo italiano è tutt'altro che marginale. Nicodemo Abate e Gabriele Ciccone del CNR ISPC di Potenza hanno condotto i rilievi LiDAR e fotogrammetrici con il drone; Michele Punzo del CNR ISPC di Napoli ha guidato le prospezioni georadar. La direzione scientifica della Missione ITACA, giunta alla 25a spedizione in Peru, è affidata a Nicola Masini. Una collaborazione consolidata nel tempo che ha trasformato il CNR in un riferimento internazionale per l'archeologia non invasiva in America Latina.
Il LiDAR funziona a bassa quota: il drone vola sparando impulsi laser che attraversano la vegetazione e rimbalzano sul terreno sottostante, restituendo una mappa tridimensionale centimetro per centimetro. Il GPR invia invece onde radio nel sottosuolo per rilevare anomalie e strutture interrate, senza spostare un singolo sasso. Integrati in un approccio completamente non invasivo, i due strumenti hanno prodotto su quei 69 ettari una densità di dati definita 'eccezionale' nel comunicato del CNR ISPC del 21 aprile 2026.
La ricerca non invasiva e di lungo periodo sta trasformando discipline molto diverse. I progressi nel recupero dello strato di ozono documentati dopo 38 anni di misurazioni, le correlazioni genetiche tra obesità nei cani e negli esseri umani identificate dall'Università di Cambridge e l'analisi EU DisinfoLab sulle politiche di contrasto alla disinformazione digitale condividono lo stesso principio metodologico: raccogliere dati precisi, verificarli su periodi lunghi, lasciare che i numeri parlino.
Cusco prima degli Inca: un ribaltamento storiografico
La scoperta più rilevante non è una singola struttura, ma un cambiamento nel quadro storico generale. Fino a questo studio, la visione prevalente tra gli archeologi era quella di una Cusco di secondaria importanza nel Periodo Intermedio Tardo (circa 1000-1400 d.C.): un insediamento modesto che solo con l'ascesa dell'Impero Inca, tradizionalmente datata al XV secolo, sarebbe diventato la grandiosa capitale descritta nelle cronache coloniali spagnole.
Le evidenze raccolte a Sacsayhuaman dicono il contrario. Cusco era già complessa, articolata e monumentale prima dell'espansione imperiale: le grandi opere di terrazzamento, i sistemi stradali e le strutture edilizie ora documentate indicano una pianificazione urbana plurisecolare. L'Impero Inca non ha creato Cusco dal nulla, ma si è innestato su una realtà preesistente già strutturata. Superare l'ipotesi della 'Cusco minore' era, nelle parole del progetto stesso, l'obiettivo centrale della ricerca.
I prossimi passi prevedono scavi mirati e analisi archeometriche per datare con precisione le strutture emerse. Chi ha costruito queste terrazze e strade prima degli Inca? Quanto era grande questa Cusco proto-urbana? I droni e il georadar hanno individuato le strutture. Ora tocca agli scavi rispondere.