Indice: In breve | Il bilancio del livello del mare: cos'è e perché conta | Come funziona il bilancio: i cinque passi del conteggio | Perché gli abissi erano il pezzo mancante | Il limite delle boe Argo e la zona cieca degli abissi | Errori comuni da evitare | Domande frequenti
In breve
* Uno studio pubblicato nel 2026 su Earth's Future stima che gli oceani profondi (oltre i 2.000 m di profondità) contribuiscono circa 0,4 mm/anno all'innalzamento del livello del mare nel periodo 2005-2022.
* Il dato corrisponde a circa il 10% del tasso globale medio di innalzamento, stimato in circa 4,5 mm/anno per il periodo 1993-2024.
* Il contributo era rimasto invisibile perché le boe Argo standard non scendono oltre i 2.000 m: sotto quella soglia si trova circa la metà del volume totale degli oceani.
* Questo valore potrebbe chiudere il bilancio del livello del mare, un'anomalia contabile che i ricercatori non riuscivano a spiegare dal 2016.
* Il programma Deep Argo, con boe capaci di raggiungere i 4.000-6.000 m, è in espansione e permetterà stime più precise nel prossimo decennio.
Il bilancio del livello del mare: cos'è e perché conta
Il livello dei mari non sale per un'unica ragione. I ricercatori calcolano da anni quello che chiamano bilancio del livello del mare: un rendiconto in cui si sommano tutte le cause note dell'innalzamento e si verifica che il totale corrisponda a ciò che i satelliti altimetrici misurano dall'orbita.
Le componenti principali sono due: la fusione dei ghiacci (calotte polari, ghiacciai montani e grandi calotte come la Groenlandia) e la dilatazione termica degli oceani. L'acqua di mare si espande quando si riscalda: gli oceani assorbono circa il 90% del calore in eccesso prodotto dall'effetto serra, e questa energia fa aumentare il volume dell'acqua, spingendo il livello verso l'alto.
Dal 1993 al 2024, il tasso medio di innalzamento è passato da circa 2,1 mm/anno a circa 4,5 mm/anno, raddoppiando in poco più di trent'anni. Nel 2024 il dato è salito a 5,9 mm/anno secondo le analisi NASA, ben oltre le attese dei modelli climatici.
Come funziona il bilancio: i cinque passi del conteggio
1. I satelliti altimetrici misurano l'innalzamento totale del livello del mare con precisione millimetrica, anno per anno.
1. I ricercatori stimano il contributo della fusione dei ghiacci: calotte polari, ghiacciai montani, Groenlandia e Antartide.
1. Viene calcolata la dilatazione termica degli strati superficiali degli oceani (0-2.000 m) usando i dati delle boe Argo.
1. Si sommano tutte le componenti note e si confronta il totale con la misura satellitare.
1. Se c'è un gap tra la somma stimata e il valore misurato, significa che esiste almeno una voce non ancora contabilizzata: è questo il caso dal 2016.
Perché gli abissi erano il pezzo mancante
Dal 2016 il bilancio non tornava: le misurazioni satellitari segnavano un innalzamento sistematicamente superiore alla somma delle cause conosciute. Lo studio pubblicato nel 2026 su Earth's Future, guidato dalla ricercatrice Anny Cazenave (Laboratoire d'Études en Géophysique et Océanographie Spatiales, Tolosa), avanza una risposta: la dilatazione termica degli oceani profondi a profondità superiori ai 2.000 metri.
Il contributo stimato per il periodo 2005-2022 è di 0,4 mm/anno, pari a circa il 10% dell'innalzamento totale osservato. Una quantità non dominante, ma sufficiente a chiudere il bilancio contabile che resisteva da quasi un decennio. L'incertezza associata rimane elevata, circa il 40%, il che spiega perché gli autori parlino di stima e non di misurazione diretta.
Il limite delle boe Argo e la zona cieca degli abissi
Il sistema principale di monitoraggio degli oceani è la rete internazionale Argo, composta da circa 4.000 boe robotiche distribuite nei principali oceani. Ogni boa si immerge autonomamente, raccoglie profili di temperatura e salinità risalendo verso la superficie, poi trasmette i dati via satellite. Il limite tecnico delle boe standard è 2.000 metri di profondità.
Sotto quella soglia, il monitoraggio diretto è ancora molto scarso: solo il 10% dei profili storici di temperatura e salinità si estende oltre i 2.000 m. Gli oceani hanno una profondità media di circa 3.688 metri: tutto ciò che sta sotto i 2.000 m rappresenta circa la metà del volume totale degli oceani, finora esclusa dalle misurazioni sistematiche.
Per colmare questo vuoto, il programma Deep Argo ha sviluppato boe capaci di raggiungere i 4.000 m (modelli Deep Arvor e Deep Ninja) e i 6.000 m (Deep SOLO). Il numero di questi strumenti avanzati è ancora limitato rispetto alle 4.000 boe standard, ma il programma è in espansione e punta a estendere il monitoraggio sistematico alla fascia tra i 2.000 e i 6.000 metri.
Errori comuni da evitare
Confondere dilatazione termica e fusione dei ghiacci: i due meccanismi contribuiscono entrambi all'innalzamento, ma funzionano diversamente. La fusione aggiunge massa d'acqua al mare. La dilatazione non aggiunge acqua, ma aumenta il volume di quella già presente perché il calore la espande. Gli oceani profondi hanno temperature prossime ai 2°C, ma la loro massa è così grande che anche un riscaldamento minimo produce effetti rilevanti nel lungo periodo.
Ritenere che 0,4 mm/anno sia trascurabile: la percentuale del 10% può sembrare modesta, ma va vista nel contesto delle previsioni a lungo termine. Secondo lo scenario intermedio dell'IPCC AR6 (2021), il livello del mare potrebbe salire tra 49 e 99 cm entro il 2100. Ogni componente del bilancio conta, e quelle precedentemente non contabilizzate rendono meno affidabili le stime future.
Interpretare le boe Argo come un sistema completo: le 4.000 boe della rete standard coprono con alta precisione la parte superiore degli oceani, ma il sistema è stato progettato trent'anni fa. Il monitoraggio degli abissi è tuttora un'area di ricerca attiva, e i dati disponibili per le profondità maggiori si basano ancora in larga parte su misurazioni storiche episodiche e non sistematiche.
Domande frequenti
Perché misurare la temperatura degli abissi è così difficile?
L'acqua negli abissi è quasi ferma rispetto agli strati superficiali: le correnti profonde si muovono su scale di secoli, non di giorni. Questo rende complesso sia posizionare strumenti stabili sia recuperarli. Le boe robotiche standard della rete Argo sono state progettate per operare fino a 2.000 m, il limite tecnico-economico ottimale all'epoca della loro introduzione negli anni 2000. Scendere più a fondo richiede materiali più resistenti alla pressione e sistemi di propulsione più potenti, con costi sensibilmente più alti.
Il contributo di 0,4 mm/anno cambierà le previsioni IPCC al 2100?
Lo studio non rivede direttamente le proiezioni IPCC, che includevano già stime conservative sul contributo degli abissi. Se le future misurazioni con il Deep Argo confermassero o superassero questo valore, le proiezioni potrebbero essere riviste verso l'alto negli scenari più pessimistici. Per ora, il dato più rilevante è che il bilancio del livello del mare torna a quadrare, rafforzando la coerenza delle stime pubblicate nell'IPCC AR6 - capitolo 9 su oceano e livello del mare.
Cos'è il programma Argo e come funziona?
Il programma Argo è una rete internazionale di circa 4.000 boe robotiche oceanografiche, gestita da un consorzio di istituzioni scientifiche di oltre 30 paesi. Ogni boa segue un ciclo di 10 giorni: scende fino alla profondità di riferimento (tipicamente 1.000-2.000 m), poi risale lentamente raccogliendo dati su temperatura e salinità lungo tutta la colonna d'acqua, e in superficie trasmette le informazioni via satellite prima di ricominciare il ciclo.
Cos'è il bilancio del livello del mare?
Il bilancio del livello del mare è lo strumento con cui i ricercatori verificano la coerenza tra le cause note dell'innalzamento e ciò che i satelliti altimetrici misurano. Se la somma di tutte le componenti stimate non corrisponde al valore misurato, manca un fattore. Dal 2016 il bilancio presentava un deficit ricorrente: lo studio del 2026 indica negli abissi la voce mancante, chiudendo un'anomalia aperta da quasi un decennio.
La ricerca di Cazenave e colleghi non riscrive le conclusioni sul cambiamento climatico, ma affina gli strumenti con cui le costruiamo. Contabilizzare una voce finora stimata come trascurabile significa che le previsioni future poggeranno su basi più solide. Con il progressivo dispiegamento del Deep Argo, quel 40% di incertezza potrà ridursi nel corso del prossimo decennio, rendendo più precise le proiezioni che guidano le politiche climatiche.