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Artemis IV, la Nasa cambia razzo per tornare sulla Luna: arriva il Centaur 5

L'agenzia spaziale americana sostituisce lo stadio superiore dell'SLS con il propulsore della United Launch Alliance già in uso sui razzi Vulcan. Lancio previsto non prima del 2028.

* La svolta tecnica sul razzo SLS * Cos'è il Centaur 5 e perché la Nasa lo ha scelto * I problemi ereditati da Artemis II * Il calendario del programma Artemis * Una corsa alla Luna sempre più affollata

La svolta tecnica sul razzo SLS {#la-svolta-tecnica-sul-razzo-sls}

La Nasa ha deciso di cambiare le carte in tavola per la missione Artemis IV. Lo stadio superiore del razzo SLS (_Space Launch System_), il vettore progettato per riportare gli astronauti sulla Luna, verrà sostituito con il Centaur 5 della United Launch Alliance. Una modifica tutt'altro che cosmetica, che interviene sul cuore propulsivo del lanciatore e che arriva dopo mesi di analisi su un problema tecnico riscontrato nello stadio superiore originale.

Stando a quanto emerge dalle comunicazioni dell'agenzia spaziale, la decisione punta a eliminare alla radice una criticità che avrebbe potuto compromettere l'affidabilità del vettore nelle fasi più delicate del volo — quelle che portano il veicolo Orion dalla bassa orbita terrestre verso la traiettoria lunare.

Cos'è il Centaur 5 e perché la Nasa lo ha scelto {#cose-il-centaur-5-e-perche-la-nasa-lo-ha-scelto}

Il Centaur 5 non è un componente sperimentale. È lo stadio superiore già operativo sui razzi Vulcan della United Launch Alliance, il che significa che porta con sé un bagaglio di dati di volo reali e una catena di produzione già rodata. Per la Nasa, affidarsi a un hardware con flight heritage consolidato riduce significativamente il margine di rischio — un fattore cruciale quando in gioco c'è una missione con equipaggio diretta verso la superficie lunare.

La scelta ha anche una logica industriale. La United Launch Alliance, joint venture tra Boeing e Lockheed Martin, è già un partner storico dell'agenzia. Integrare il Centaur 5 nell'architettura dell'SLS significa sfruttare sinergie esistenti senza dover sviluppare da zero una soluzione alternativa, con i costi e i ritardi che ne deriverebbero.

I problemi ereditati da Artemis II {#i-problemi-ereditati-da-artemis-ii}

La decisione sulla missione Artemis IV si inserisce in un quadro più ampio di interventi correttivi sul programma. Già Artemis II, la missione che riporterà per la prima volta un equipaggio in orbita lunare dopo oltre mezzo secolo, ha richiesto la sostituzione di una guarnizione difettosa nel sistema di protezione termica del veicolo Orion. Un intervento che ha contribuito ai ripetuti slittamenti del cronoprogramma.

La Nasa, insomma, sta affrontando il programma con un approccio pragmatico: meglio intervenire ora, anche con modifiche strutturali importanti, piuttosto che scoprire anomalie in fase di volo. Una filosofia che ricorda le lezioni apprese — a caro prezzo — durante l'era Shuttle.

Il calendario del programma Artemis {#il-calendario-del-programma-artemis}

Il lancio di Artemis IV è previsto non prima del 2028. Una data che, come ormai consuetudine per il programma, va letta con una certa elasticità. I tempi di integrazione del Centaur 5 nell'SLS andranno verificati, così come le campagne di test che precederanno il via libera al lancio.

Vale la pena ricordare la sequenza prevista:

* Artemis I: completata nel 2022, volo senza equipaggio attorno alla Luna * Artemis II: volo con equipaggio in orbita lunare, soggetto a slittamenti * Artemis III: primo allunaggio del programma, con l'utilizzo dello Starship HLS di SpaceX * Artemis IV: assemblaggio della stazione Lunar Gateway e missione sulla superficie

Ogni tassello dipende dal precedente. E ogni ritardo si propaga a cascata.

Una corsa alla Luna sempre più affollata {#una-corsa-alla-luna-sempre-piu-affollata}

Mentre la Nasa lavora per risolvere i nodi tecnici del suo programma di punta, l'esplorazione lunare prosegue su più fronti. Di recente, il Lander Blue Ghost ha concluso la sua missione sulla Luna con successo, dimostrando che anche operatori commerciali possono raggiungere la superficie del nostro satellite. Un segnale importante per l'intero ecosistema delle missioni spaziali Luna.

Anche l'Italia gioca le sue carte in questa partita. È notizia di questi mesi la preparazione di uno strumento italiano in partenza per la Luna con la missione Chang'e-8, frutto della collaborazione tra l'Agenzia Spaziale Italiana e la controparte cinese. Un'ulteriore conferma di come l'esplorazione lunare sia diventata un terreno di competizione e cooperazione internazionale senza precedenti.

La modifica al razzo SLS per Artemis IV, in definitiva, racconta qualcosa di più profondo di un semplice cambio di componente. Racconta di un programma che cerca di imparare dai propri errori in corsa, con la pressione di una comunità scientifica e di un Congresso americano che chiedono risultati concreti. Il 2028 è dietro l'angolo. E la Luna, questa volta, non può aspettare ancora.

Pubblicato il: 9 marzo 2026 alle ore 16:52