* Il razzo SLS in viaggio verso la rampa 39B * I problemi tecnici e le riparazioni effettuate * Lancio fissato al 1° aprile: cosa aspettarsi * Artemis II nel contesto dell'esplorazione lunare
Il razzo SLS in viaggio verso la rampa 39B {#il-razzo-sls-in-viaggio-verso-la-rampa-39b}
Il gigante è di nuovo in marcia. Alle 05:20 ora italiana di oggi, 20 marzo, il razzo Space Launch System (SLS) della missione Artemis II ha iniziato il suo lento trasferimento verso la storica rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center, in Florida. Un'operazione colossale, che richiederà circa 12 ore per coprire la distanza tra il Vehicle Assembly Building e il pad da cui, tra meno di due settimane, dovrebbe partire il volo che riporterà l'umanità in orbita lunare.
L'avvio del rollout ha subìto un ritardo rispetto alla tabella di marcia originaria. Il motivo è stato piuttosto banale, considerata la portata dell'impresa: forti raffiche di vento sulla costa atlantica della Florida hanno costretto i tecnici della NASA a posticipare le operazioni. Quando le condizioni meteorologiche lo hanno permesso, il crawler-transporter, il mastodontico veicolo cingolato che sorregge il razzo e la piattaforma mobile di lancio, si è finalmente messo in movimento.
I problemi tecnici e le riparazioni effettuate {#i-problemi-tecnici-e-le-riparazioni-effettuate}
Il ritorno in rampa non è un semplice passaggio procedurale. Lo SLS era stato riportato nell'edificio di assemblaggio nelle scorse settimane per ragioni tutt'altro che trascurabili: una guarnizione difettosa nel sistema di trasporto dell'elio aveva reso necessario un intervento tecnico che non poteva essere eseguito direttamente sulla rampa.
Durante la permanenza al coperto, gli ingegneri hanno colto l'occasione per effettuare ulteriori verifiche e manutenzioni. In particolare:
* È stata sostituita la guarnizione compromessa nella linea di alimentazione dell'elio, componente critica per la pressurizzazione dei serbatoi del razzo. * Sono state installate nuove batterie a bordo del veicolo. * È stata sostituita una guarnizione nella linea di alimentazione dell'ossigeno liquido, uno dei propellenti principali dello SLS.
Interventi mirati, dunque, che la NASA ha gestito con la consueta cautela. Quando si tratta di volo umano, nessun dettaglio può essere sottovalutato. E la posta in gioco, questa volta, è altissima.
Lancio fissato al 1° aprile: cosa aspettarsi {#lancio-fissato-al-1-aprile-cosa-aspettarsi}
Stando a quanto emerge dal calendario ufficiale dell'agenzia spaziale americana, la data prevista per il lancio resta il 1° aprile 2026. Se tutto procederà secondo i piani, Artemis II diventerà la prima missione con equipaggio a volare verso la Luna dai tempi dell'Apollo 17, nel lontano dicembre 1972. Oltre mezzo secolo dopo.
La missione non prevede un allunaggio, va precisato. I quattro astronauti a bordo della capsula Orion effettueranno un sorvolo lunare, un free-return flyby che li porterà a circumnavigare il nostro satellite naturale prima di fare rientro sulla Terra. Un test fondamentale per validare tutti i sistemi di supporto vitale e di navigazione in vista delle missioni successive, a partire da Artemis III, che punta invece a riportare esseri umani sulla superficie lunare.
Le prossime ore saranno decisive. Una volta che lo SLS avrà raggiunto la rampa 39B, i tecnici dovranno completare una serie di controlli finali e, con ogni probabilità, un wet dress rehearsal per verificare il corretto funzionamento delle procedure di rifornimento e del conto alla rovescia.
Artemis II nel contesto dell'esplorazione lunare {#artemis-ii-nel-contesto-dellesplorazione-lunare}
Il programma Artemis rappresenta il pilastro della strategia NASA per il ritorno sulla Luna e, in prospettiva, per la preparazione delle future missioni verso Marte. Un programma ambizioso e travagliato, segnato da ritardi, sforamenti di budget e sfide tecniche che ne hanno più volte ridisegnato la timeline.
Ma il 2026 sembra finalmente l'anno della svolta. Mentre il razzo SLS si prepara al lancio, l'ecosistema dell'esplorazione lunare continua ad arricchirsi di risultati significativi. Nei mesi scorsi, ad esempio, il lander Blue Ghost ha concluso con successo la sua missione sulla superficie lunare, dimostrando che anche operatori commerciali possono contribuire in modo concreto al programma di ritorno sulla Luna. Parallelamente, il ricevitore LuGRE ha raggiunto la Luna catturando segnali GNSS, aprendo scenari inediti per la navigazione di precisione nello spazio cislunare.
Tasselli di un mosaico che si va componendo pezzo dopo pezzo. La rampa 39B, la stessa da cui partirono le missioni Apollo, si prepara a scrivere un nuovo capitolo. Il conto alla rovescia, questa volta, sembra davvero iniziato.