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Artemis II, chi sono i quattro astronauti NASA in viaggio verso la Luna

Il lancio è fissato per le 18:24 del 1° aprile dalla Florida. La navicella Orion percorrerà quasi 400mila chilometri per circumnavigare il nostro satellite senza allunare. A bordo un equipaggio da record.

* La missione Artemis II: quando e come * I quattro astronauti dell'equipaggio * Reid Wiseman, il comandante * Christina Koch, la donna dei record * Victor Glover, pioniere alla Stazione Spaziale * Jeremy Hansen, il primo non americano oltre l'orbita terrestre * Un viaggio senza allunaggio, ma carico di significato

La missione Artemis II: quando e come {#la-missione-artemis-ii-quando-e-come}

Il conto alla rovescia è quasi terminato. La missione Artemis II della NASA è programmata per il decollo alle 18:24 ora locale del 1° aprile dalla base di lancio in Florida, corrispondenti alle 00:24 del 2 aprile in Italia. La navicella Orion intraprenderà un viaggio di circa 393mila chilometri con un obiettivo tanto ambizioso quanto simbolico: circumnavigare la Luna senza mai toccarne la superficie.

Niente allunaggio, dunque. Ma sarebbe riduttivo sminuire la portata di questa impresa. Artemis II rappresenta il primo volo con equipaggio del programma Artemis, la grande scommessa della NASA per riportare esseri umani nell'orbita lunare a oltre mezzo secolo dalle missioni Apollo. E l'equipaggio scelto per questa occasione storica non è affatto casuale.

I quattro astronauti dell'equipaggio {#i-quattro-astronauti-dellequipaggio}

A bordo della Orion ci saranno quattro astronauti, ciascuno portatore di un primato o di un'esperienza che racconta qualcosa sulla direzione che l'esplorazione spaziale sta prendendo. Non si tratta solo di competenze tecniche. La composizione di questo equipaggio è un messaggio, e la NASA lo sa bene.

Reid Wiseman, il comandante {#reid-wiseman-il-comandante}

Reid Wiseman guiderà la missione nel ruolo di comandante. Veterano della Stazione Spaziale Internazionale, Wiseman ha trascorso 165 giorni in orbita durante la spedizione 41 nel 2014 e ha accumulato oltre 13 ore di attività extraveicolare. Pilota collaudatore della Marina statunitense con migliaia di ore di volo alle spalle, è stato anche a capo dell'ufficio astronauti della NASA. Un profilo che unisce esperienza operativa e capacità di leadership, esattamente ciò che serve quando si viaggia verso la Luna.

Christina Koch, la donna dei record {#christina-koch-la-donna-dei-record}

Christina Koch non ha bisogno di lunghe presentazioni nel mondo dell'aerospaziale. Detiene il record di permanenza continuativa nello spazio per una donna, con 328 giorni consecutivi trascorsi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale tra il 2019 e il 2020. Durante quella missione ha partecipato anche alla prima passeggiata spaziale interamente al femminile. Ingegnera elettrica di formazione, Koch ha lavorato in condizioni estreme, dalle stazioni di ricerca in Antartide ai laboratori di fisica delle alte energie. Con Artemis II diventerà la prima donna a viaggiare oltre l'orbita bassa terrestre.

La cooperazione internazionale nello spazio, del resto, resta un tema centrale anche al di là del programma Artemis. Stando a quanto emerso nei mesi scorsi, la NASA ha consolidato i rapporti con altre agenzie spaziali, come dimostra la recente estensione dell'accordo spaziale tra NASA e Roscosmos fino al 2027, un segnale di continuità diplomatica anche in un contesto geopolitico complesso.

Victor Glover, pioniere alla Stazione Spaziale {#victor-glover-pioniere-alla-stazione-spaziale}

Il pilota della missione sarà Victor Glover, che nel 2020 è diventato il primo astronauta afroamericano a vivere a bordo della Stazione Spaziale Internazionale come membro di un equipaggio di lunga durata. Glover è arrivato sulla ISS con la missione SpaceX Crew-1, la prima operativa della capsula Crew Dragon. Pilota della Marina con oltre 3.000 ore di volo e 400 atterraggi su portaerei, è anche ingegnere e legislatore. La sua presenza su Artemis II aggiunge un ulteriore tassello alla diversità che la NASA sta cercando di portare nell'esplorazione dello spazio profondo.

Jeremy Hansen, il primo non americano oltre l'orbita terrestre {#jeremy-hansen-il-primo-non-americano-oltre-lorbita-terrestre}

Forse il nome più sorprendente dell'equipaggio, almeno per chi segue le dinamiche delle agenzie spaziali. Jeremy Hansen è un astronauta dell'Agenzia Spaziale Canadese e con Artemis II diventerà il primo astronauta non statunitense a viaggiare oltre l'orbita terrestre. Ex pilota di caccia CF-18 delle forze armate canadesi, Hansen è entrato nel corpo astronauti nel 2009 ma non aveva ancora mai volato nello spazio. Il suo debutto avverrà, dunque, in una delle missioni più ambiziose della storia recente. Una scelta che sottolinea il carattere internazionale del programma Artemis e il ruolo del Canada come partner strategico della NASA, anche grazie al contributo del braccio robotico Canadarm3 destinato alla futura stazione Gateway in orbita lunare.

Un viaggio senza allunaggio, ma carico di significato {#un-viaggio-senza-allunaggio-ma-carico-di-significato}

La traiettoria prevista porterà la navicella Orion a compiere una circumnavigazione della Luna, spingendosi più lontano di quanto qualsiasi veicolo con equipaggio abbia fatto negli ultimi cinquant'anni. L'obiettivo primario è testare i sistemi di supporto vitale, la navigazione e le comunicazioni in vista delle missioni successive, a partire da Artemis III che dovrebbe riportare astronauti sulla superficie lunare.

I circa 393mila chilometri che separano la Terra dalla Luna verranno percorsi in un viaggio della durata prevista di circa dieci giorni. Nessun contatto con il suolo lunare, ma una quantità enorme di dati da raccogliere e di procedure da validare. È il passaggio obbligato prima del grande ritorno.

Questa sera, dalla Florida, quattro persone saliranno su un razzo sapendo di andare dove nessun essere umano è andato da oltre mezzo secolo. La Luna è di nuovo nel mirino. E stavolta, l'equipaggio che ci arriva racconta un mondo dell'esplorazione spaziale profondamente cambiato rispetto all'era Apollo: più internazionale, più diverso, più consapevole che lo spazio non appartiene a una sola nazione né a un solo volto.

Pubblicato il: 1 aprile 2026 alle ore 13:16