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Antropocene, 10 dei 12 voti contrari erano statutariamente invalidi

Nuovo paper su Earth's Future contesta il voto IUGS 2024: 11 dei 16 commissari erano oltre il limite dei 12 anni. Quorum mancato.

Il voto che nel marzo 2024 ha bocciato l'Antropocene come nuova epoca geologica si regge su una maggioranza di schede che, secondo il regolamento stesso dell'ente, non avrebbero dovuto contare. Lo scrive un articolo pubblicato il 1 ottobre 2026 su paper Schäfer su Earth's Future - AGU, coordinato da Georg Schäfer dell'Istituto Max Planck di Geoantropologia: 11 dei 16 membri che hanno votato avevano superato il limite dei 12 anni consecutivi previsto dalla Rule 9.2 della International Commission on Stratigraphy, e 10 di loro hanno votato contro.

I numeri del voto IUGS che il paper rimette in discussione

La Sottocommissione di Stratigrafia del Quaternario (SQS) ha chiuso lo scrutinio con 4 voti a favore, 12 contrari e 3 astenuti. Il paper di Schäfer e colleghi contesta la validità aritmetica di quel risultato: oltre al problema dei mandati scaduti, non è stato raggiunto il quorum del 60% dei membri eleggibili richiesto dalla Rule 9.7, e la votazione è andata avanti nonostante il parere contrario di presidente e vicepresidente della sottocommissione. Jan Zalasiewicz, all'epoca presidente SQS, aveva già chiesto nel 2024 l'annullamento formale della delibera.

La richiesta del Max Planck: rendere pubblica la relazione di geoetica

Secondo Schäfer il nodo non è il rifiuto in sé, ma la mancata pubblicazione di una giustificazione scientifica e la rimozione dei proponenti dal dibattito prima del voto. Il paper denuncia anche l'esistenza di una relazione interna di geoetica, commissionata dalla stessa IUGS per indagare le irregolarità segnalate, che non è mai stata resa accessibile né al gruppo di lavoro né alla comunità scientifica più ampia. Jürgen Renn, direttore fondatore dell'Istituto Max Planck di Geoantropologia, chiede un riesame procedurale indipendente, la pubblicazione integrale dei documenti istruttori e una revisione dei criteri di eleggibilità al voto, perché le decisioni su una crisi planetaria indotta dall'uomo non possono essere prese a porte chiuse con comunicazioni vaghe o contraddittorie.

Il lago Crawford e il plutonio del 1950 restano in attesa

Nel ricostruire la vicenda l'ANSA scrive che la nuova epoca sarebbe stata proposta come iniziata 11.700 anni fa, ma quella è la data di inizio dell'Olocene. La proposta formale depositata dall'Anthropocene Working Group il 31 ottobre 2023 fissava invece l'avvio al 1950, usando come marcatore stratigrafico primario il plutonio-239 e 240 misurato nei sedimenti varvati del lago Crawford, in Ontario. Il picco di radionuclidi coincide con i test atomici che culminano nel primo test termonucleare del 1952 e segna, su scala globale, un fallout che si deposita in ghiacci, laghi e sedimenti marini. Il sito canadese era stato scelto come Global Boundary Stratotype Section and Point tra dodici candidati, compreso Flinders Reef in Queensland.

Perché la questione interessa la ricerca italiana

Il paper di Earth's Future non riapre solo un dossier stratigrafico: chiede uno standard di trasparenza per le decisioni scientifiche che pesano sulla comunicazione pubblica della crisi climatica. Un voto deciso a porte chiuse, senza giustificazione pubblicata e con documenti sottratti al confronto, intacca la capacità delle geoscienze di orientare politiche e opinione pubblica. La richiesta di un riesame procedurale indipendente dialoga con altre aree in cui la trasparenza decide la credibilità della scienza, dalla ricerca spaziale aperta di NASA e IBM sull'IA lunare alla governance dell'intelligenza artificiale che tiene l'Italia indietro nonostante il buon posizionamento sulla privacy, fino alla tassonomia delle nuove specie di rane diamante già sull'orlo dell'estinzione, dove la credibilità degli enti classificatori conta quanto il dato stesso.

Finché la IUGS non pubblica la relazione di geoetica, non chiarisce la regola 9.2 sui mandati e non spiega come sia stato aggirato il quorum della regola 9.7, la proposta resta sospesa: respinta in via formale, ma con un vizio di legittimità ormai documentato in letteratura peer-reviewed e in attesa di un riesame indipendente.

Pubblicato il: 2 ottobre 2026 alle ore 12:31