Negli Stati Uniti gli studenti internazionali aspettano l'appuntamento per il visto F-1 dietro chi vola a un match del Mondiale FIFA 2026. L'inversione di priorità arriva nel mezzo della stagione di picco di rilascio e tocca anche i 6.545 italiani iscritti agli atenei americani secondo l'ultimo Open Doors Report.
Cosa cambia con il sistema FIFA PASS
A inizio anno il Dipartimento di Stato ha lanciato il FIFA Priority Appointment Scheduling System (PASS): chi acquista un biglietto del Mondiale direttamente da FIFA ottiene una corsia veloce per l'intervista visto B1/B2 da visitatore, secondo le linee guida ufficiali del Dipartimento di Stato sui visti per il Mondiale FIFA 2026. Gli aspiranti F-1 (studenti universitari) e J-1 (programmi di scambio) sono finiti in fondo alla lista. Lo segnala Zuzana Cepla Wootson della Presidents' Alliance dal congresso NAFSA 2026 di Orlando, ricordando che fino a un anno fa la prassi del Dipartimento era opposta: priorità ai visti per lo studio. La tempistica peggiora il quadro perché coincide con la finestra primavera-estate in cui le università statunitensi processano la maggior parte delle ammissioni internazionali per il fall semester. Aggiungere la pressione della Coppa del Mondo a un sistema già rallentato dal travel ban ancora in vigore e dalle revoche di visti per gli studenti stranieri sotto l'amministrazione Trump moltiplica gli effetti, perché conta l'accumulo delle misure più che ogni singola decisione presa in isolamento.
L'effetto cumulativo: -36% di visti, -17% di iscrizioni, 1,1 miliardi persi
La priorità ai Mondiali si somma a una sequenza già pesante. Nell'estate 2025 il governo aveva sospeso per quasi quattro settimane le interviste per studenti: l'emissione di visti F è crollata del 36% anno su anno tra giugno e agosto 2025, secondo l'analisi Shorelight sui dati consolari pubblici. A cascata, le nuove iscrizioni internazionali sono scese del 17% nell'autunno 2025. Tradotto in valore economico, lo snapshot NAFSA stima 1,1 miliardi di dollari di spesa internazionale in meno e circa 23.000 posti di lavoro statunitensi non sostenuti, su un contributo complessivo del 2024-25 pari a 42,9 miliardi. Il dato pesa anche sull'Italia: con 6.545 iscritti nel 2023-24, in crescita del 10% sull'anno precedente, gli italiani sono il 24° gruppo nazionale per dimensione, e più di un terzo segue percorsi graduate STEM tra master e dottorati. Mentre Washington rallenta, altri sistemi si muovono in direzione opposta: il Regno Unito sta ridiscutendo il ruolo degli studenti internazionali nelle politiche migratorie e il Canada ha siglato partnership per supportare gli studenti di lingue nel processo dei visti. Le file più lunghe ai consolati di Roma, Milano, Firenze e Napoli non sono un effetto collaterale: sono lo strumento con cui il rallentamento si materializza per chi parte dall'Italia.
Cosa rischiano i candidati italiani e l'economia degli atenei
Mark Overmann dell'Alliance for International Exchange parla di battaglia in salita per i J-1: il 19% dei partecipanti potenziali ai programmi summer work and travel e il 6% dei camp counsellor rischia di non ottenere neppure l'intervista, prima ancora del merito della domanda. Per i dottorandi italiani significa rinviare l'ingresso al semestre successivo e perdere la finestra di onboarding del laboratorio; per i master STEM significa rinegoziare la data di inizio con borse di studio già assegnate o, in alcuni casi, anticipare la rinuncia. Una coalizione di 32 associazioni guidata dall'American Council on Education ha chiesto al Dipartimento di Stato, in una lettera del 5 maggio 2026, di accelerare il processamento durante la stagione di picco e di chiarire come le nuove verifiche di sicurezza, comprese quelle sui social media, vengono applicate ai consolati esteri. Sul piano macroeconomico NAFSA stima che ogni tre studenti internazionali sostenga un posto di lavoro negli Stati Uniti: la stretta sui visti drena anche occupazione, gettito locale e fatturato dei servizi, dall'alloggio fuori campus alla sanità privata.
La finestra utile per stabilizzare le ammissioni di autunno 2026 si chiude in poche settimane: chi ha già una lettera di ammissione conviene completi il modulo DS-160 e prenoti l'intervista entro l'inizio di luglio, prima che la coda dei Mondiali assorba la capacità residua dei consolati italiani.