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Turgutlu, 11 studenti feriti: il patto turco sulla sicurezza dura un giorno

A Turgutlu un 15enne spara con il fucile del nonno: 11 studenti feriti, due gravi. Il patto sicurezza per il 2026-27 firmato il giorno prima.

Una sparatoria a scuola in Turchia ha ferito 11 studenti, due in modo grave, a Turgutlu (provincia di Manisa). L'attacco è avvenuto intorno alle 8 del mattino locali del 22 settembre 2026 davanti a un istituto professionale e tecnico. L'assalitore è un 15enne iscritto alla stessa scuola, fermato dopo una fuga a piedi con il fucile da caccia che aveva sottratto in casa a un parente.

Cosa è successo a Turgutlu

Secondo la ricostruzione del ministro della Giustizia turco Akin Gurlek, il ragazzo ha aperto il fuoco a caso davanti all'ingresso dell'istituto, ferendo 11 persone: due studenti sono ricoverati in condizioni critiche. L'arma è un fucile da caccia registrato al nonno del giovane: anche i genitori e il nonno sono stati fermati dalle forze di sicurezza. Due procuratori capo sono stati incaricati dell'inchiesta.

Le prime ore hanno registrato momenti di tensione davanti alla scuola, con genitori bloccati dalla polizia mentre cercavano di entrare per raggiungere i figli. Le motivazioni non sono ancora chiare, ma tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c'è il bullismo subito a scuola dallo studente e la responsabilità dei familiari nella custodia dell'arma.

Il patto sicurezza scuole firmato 24 ore prima

L'aspetto più bruciante è il tempismo. Il 21 settembre 2026, il giorno prima dell'attacco, il ministro dell'Istruzione Yusuf Tekin e il ministro dell'Interno Mustafa Çiftçi avevano firmato il protocollo di sicurezza per l'anno scolastico 2026-2027, iniziato il 14 settembre. Il pacchetto rilancia il Protocollo di cooperazione per la sicurezza dei percorsi educativi dei minori del Ministero dell'Istruzione turco e per la prima volta prevede il dispiegamento di 31.000 sorveglianti negli spazi scolastici.

Il protocollo assegna agenti di polizia permanenti alle scuole classificate a rischio di primo e secondo grado, con ufficiali di collegamento negli istituti considerati a rischio minore e pattuglie regolari dedicate a ordine pubblico, stupefacenti e minori. Sulla carta è il piano di sicurezza scolastica più ampio mai varato nel Paese. Nella pratica, non è bastato a fermare un attacco compiuto fuori dall'edificio, con un'arma detenuta legalmente in famiglia. La falla non è nell'ingresso della scuola: è a monte, nella catena di custodia dell'arma.

Terzo attacco in sei mesi in un paese senza precedenti

Turgutlu è la terza sparatoria in una scuola turca dopo aprile 2026. Il 14 aprile a Sanliurfa, un ex studente aveva ferito 16 persone in un liceo prima di togliersi la vita. Il giorno dopo, a Kahramanmaras, un 14enne aveva ucciso nove persone tra studenti e insegnanti e ferito altre 13, prima di essere colpito dalla polizia. Prima di aprile la Turchia non aveva mai avuto sparatorie scolastiche di questa portata.

I tre episodi condividono lo stesso profilo: aggressori giovanissimi, armi prese in casa, obiettivi tra i compagni o gli ex compagni. Dopo aprile il presidente Recep Tayyip Erdoğan aveva rimosso un viceministro dell'Istruzione e promesso controlli più severi sulla detenzione di armi. Il protocollo di settembre 2026 è la traduzione operativa di quella promessa. Turgutlu mostra dove si è fermata quella traduzione.

Cosa dice il caso turco alla sicurezza scolastica europea

Per la scuola italiana ed europea la lezione è netta: le misure di sicurezza perimetrali servono, ma non compensano una diffusione capillare di armi da fuoco nelle case e una risposta lenta al disagio adolescenziale. Il capitolo bullismo indagato a Turgutlu riporta al tema del benessere scolastico misurato dai sondaggi PISA, che in diversi sistemi europei come quello finlandese resta centrale nelle politiche pubbliche.

Nelle prossime settimane la sicurezza degli studenti tornerà sul tavolo delle agende internazionali che si intrecciano tra Bruxelles, Ottawa e l'UNESCO e nel discorso di Leone XIV alla sede parigina dell'organismo culturale, atteso il 25 settembre. La cornice geopolitica cambierà. La domanda operativa, dopo Turgutlu, resta locale: chi controlla dove finiscono le armi custodite in casa, mentre i figli vanno a scuola.

Pubblicato il: 23 settembre 2026 alle ore 10:38